Sin dai primi mesi di vita molti bambini non riescono a fare la nanna senza avere accanto un orsacchiotto, una bambola o una copertina.
Il compagno inseparabile dei loro sogni più dolci si definisce comunemente oggetto transizionale, termine utilizzato per la prima volta dal pediatra e psicoanalista inglese Donald Woods Winnicott.
L'oggetto transizionale, secondo Winnicott, si colloca fra il mondo interiore e quello esteriore, non è parte di sé ma non è nemmeno qualcosa di completamente esterno per il bambino, e lo aiuta a compiere il passaggio fondamentale dalla dipendenza totale dalla madre a una primissima forma d'indipendenza.
Il momento della nanna è vissuto dai bambini come un distacco dalla mamma: nel momento cruciale del loro sviluppo l'oggetto transizionale prende il posto del legame madre-figlio.
Preferibilmente morbido e senza cuciture o cerniere evidenti, l'oggetto transizionale è quindi un prezioso alleato della serenità del bambino e può essergli di aiuto in tutte le situazioni di particolare stress e solitudine.
Oltre che mettere a disposizione di vostro figlio oggetti adatti, non vi resta che aspettare che scelga liberamente: capita che la scelta ricada sugli articoli più impensati. Non bisogna poi forzare il distacco, crescendo sarà il bambino stesso ad allontanarsene gradualmente.
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