L’amore per la lettura andrebbe trasmesso ai bambini nei primi 3 anni di vita, soprattutto perché «la lettura è una pratica innaturale, fra le più difficili in assoluto e l’uomo non è geneticamente programmato per leggere». Questo è quanto afferma Aidan Chambers, star della letteratura per «giovani adulti» e della «pedagogia della lettura» anglosassone che ha partecipato al 38° Congresso mondiale Iasl - Associazione internazionale di biblioteconomia scolastica - che per la prima volta si tiene in Italia, all’Università di Padova.
Secondo Chambers, è compito dei genitori trasmettere l’amore per i libri nei primi 3 anni di vita del bambino attraverso la lettura ad alta voce. Il testimone passa poi agli insegnanti, ma Chambers ammette che insegnare a leggere è un mestiere a sé che i docenti dovrebbero apprendere a loro volta in corsi specifici, come quelli che tiene Chambers in varie scuole della gran Bretagna.
La scuola dovrebbe poi avere una biblioteca fornita con un’ampia varietà di libri adatti a ogni età . E questa varietà andrebbe ritrovata anche a casa. Come si fa a innamorarsi dei libri se non ne siamo circondati?
Ma perché Chambers raccomanda la lettura precoce e ad alta voce? «Perché siccome leggere è “innaturale”, bisogna tener conto dei cinque sensi e della dimensione “fisica”. Soddisfare il tatto, l’olfatto, la vista, l’udito. Anche nella lettura silenziosa infatti si ascolta il ritmo. La trasmissione orale, poi, fa parte della storia dell’uomo e anche oggi un bambino legge più in fretta quello che ha già sentito. Quanto alla precocità , da 0 a 3 anni nel suo cervello si può formare un network di connessioni e conoscenze la cui ampiezza dipende dalle immagini che ha visto e dalle parole che ha sentito».























