Le cause sono legate alla società in cui viviamo: le famiglie sono sempre meno numerose e pochi bambini possono godere della compagnia costante di fratellini e cuginetti. Paradossalmente, anche se vengono inseriti sempre più presto nell’ambiente scolastico e quindi fra i coetanei, i nostri cuccioli vivono circondati da un mondo di adulti. Infatti, la compagnia degli amichetti di solito viene limitata alle ore passate a scuola oppure ai vari corsi, mentre a casa il bambino resta solo senza nessuno con cui giocare.
Per capire le cause della solitudine durante l’infanzia, c’è un altro aspetto sociale che va considerato: sono sempre di più le mamme che lavorano. In generale, i genitori hanno meno tempo da dedicare ai figli e questi restano molta ore a casa da soli o in compagnia magari di un fratello più grande, che però non può sostituire mamma e papà per colmare il bisogno di affetto e attenzione del più piccolo.
Il senso di colpa che nasce nei genitori che trascorrono tante ore lontani dai loro piccoli, li porta spesso ad assumere comportamenti discutibili. Ad esempio, riempiendo con cose materiali quel vuoto che invece andrebbe colmato di affetto. Oppure allarmandosi in modo eccessivo ogni volta che il piccolo si ammala, anche quando si tratta di normalissime malattie dell’infanzia.
In realtà , da un punto di vista fisico, il bambino di oggi gode di ottima salute rispetto al passato (le malattie pediatriche medio-gravi si sono ridotte del 97% nell’ultimo ventennio). E’ in costante aumento, invece, la diffusione di sindromi molto più subdole e difficili sia da prevenire che da curare come depressione, ansia e disturbi alimentari. L’obesità infantile, ad esempio, è in forte crescita a causa delle scorrette abitudini alimentari e dello scarso movimento che fanno i bambini.
La solitudine è una di queste malattie “striscianti†e per evitarla è necessario tenere aperto un dialogo con i nostri bambini, cercando di comprendere la fonte del loro disagio. Dobbiamo anche prestare molta attenzione ai possibili segnali di allarme.
Una conseguenza evidente della solitudine, ad esempio, può essere un minor rendimento scolastico. Un bambino ha bisogno di essere incoraggiato, ma soprattutto rassicurato. Se il piccolo si sente solo, viene assalito da dubbi e incertezze troppo grandi per la sua età . Di conseguenza, non gli resta più tempo per preoccuparsi della scuola.
Per combattere la solitudine, possiamo fare molto. Innanzitutto, dobbiamo cercare di migliorare la qualità del tempo trascorso con i nostri piccoli. Parliamo con loro e facciamo attenzione a non prendere sotto gamba i piccoli problemi che li turbano.
In secondo luogo, cerchiamo magari di organizzarci con gli altri genitori per far trascorrere ai bambini più tempo possibile insieme, così da favorire la socializzazione sotto la guida di un adulto responsabile.
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Utili consigli dalla pedagogista per educare i bambini. |
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