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  • Le paure dei bambini: intervista alla pedagogista

    Le paure dei bambini: intervista alla pedagogista Photo by: Lars Sundström
    La paura del buio, la paura del temporale, la paura dei mostri… oppure la paura delle formiche, dello scarico della vasca o della lucidatrice: le paure dei bambini sono molte e spesso difficili da comprendere per noi adulti. Ma non c’è da preoccuparsi: la paura è un sentimento del tutto normale che fa parte del nostro istinto di autoconservazione. E noi genitori possiamo aiutare i nostri bimbi ad affrontarla nel modo giusto.

    Cos’è la paura?

    Tutti i bambini hanno qualche paura, perché la paura è un atteggiamento istintivo di difesa dal pericolo. Fa parte del nostro istinto di conservazione ed è già presente nel neonato a pochi istanti dalla nascita. Qualsiasi neonato sussulta per un rumore improvviso o per una luce forte. Queste reazioni vanno diminuendo mano a mano che il piccolo cresce e si abitua a ciò che inizialmente lo spaventava, perché capisce che non è pericoloso. In linea di massima, le paure regrediscono con il procedere dell’esperienza.

    Le cause della paura

    Essenzialmente, possiamo riscontrare 5 cause principali per le paure dei bambini.
    1) L’inesperienza
    Quello che non si conosce, fa paura. Solo con l’esperienza si potrà capire che non c’è nessun pericolo. Prendiamo come esempio il neonato, che può sussultare sentendo una porta che sbatte, ma che dopo aver sentito lo stesso rumore diverse volte non si spaventa più perché ha capito che tale suono non è collegato a nessun pericolo.
    La Dott.ssa Giulia Marchioli, pedagogista e istruttrice di educatrici per il nido, ci cita un esempio di paura per inesperienza: “una bambina di circa 1 anno che adorava fare il bagno, all’improvviso inizia a gridare ogni volta che la si avvicina alla vasca. Osservandola, la madre si accorge che il momento che terrorizza la piccola è quando la vasca viene stappata. Probabilmente, vedendo il gorgo che risucchia l’acqua, la bambina aveva paura di essere risucchiata anche lei nello scarico, perché le mancava l’esperienza necessaria per capire di essere troppo grande per passare in un buco così piccolo”.
    Anche la paura del buio nasce dall’inesperienza: nel buio non possiamo utilizzare uno dei nostri sensi principali, la vista. Nell’oscurità, perciò, potrebbe nascondersi qualsiasi cosa. Solo con l’esperienza il bambino capirà che nel buio non si nasconde nessun mostro.
    2) L’animismo
    Per i bambini, tutto il mondo è animato. Quindi, se gli oggetti sono vivi, possono essere anche potenzialmente pericolosi. Macchine rumorose come lavatrici o lucidatrici, sembrano mostri spaventosi. “Una paura che si riscontra in tanti bambini”, dice la Marchioli, “è quella del water. Agli occhi di un piccino, il water può essere un mostro che mangia i suoi “prodotti” e quindi potrebbe mangiare anche lui. Per questo si consiglia di ricorrere al vasino: il water, anche con il riduttore, potrebbe spaventare il bimbo e ritardare l’abbandono del pannolino”.
    3) Gli equivoci linguistici
    Spesso non ce ne rendiamo conto, ma il nostro linguaggio quotidiano è ricchissimo di frasi fatte con significato metaforico. Conferma la pedagogista: “noi adulti non ci facciamo nemmeno caso, perché abbiamo ben chiaro il significato simbolico di queste frasi. I bambini, invece, tendono a interpretare tutto alla lettera! Un caso famoso è quello di una bambina terrorizzata dalle formiche: sentendo la nonna dire che le formiche le avevano mangiato tutto in cucina, la piccola si era convinta che le formiche – capaci di mangiare tutto – potessero mangiare anche lei!”
    4) Per il bambino la fantasia coincide con la realtĂ 
    “Durante l’infanzia”, prosegue la Marchioli, “si vive a metà tra il sogno e la realtà. Se riesco a immaginare una cosa, allora quella cosa esiste. E se ho paura del mostro, il mostro esiste: così ragiona un bambino”.
    5) Con la paura il bambino traduce in simboli le proprie ansie
    “I bambini spesso si sentono cattivi – magari perché sono gelosi del fratellino o hanno fatto un dispetto a un amichetto; i mostri sono un modo per proiettare all’esterno ansie interne. E identificandosi poi con il mostro attraverso il gioco (“facciamo che io ero il lupo cattivo, ecc”), il bambino riesce a superare la paura e a liberarsi contemporaneamente dall’ansia”.

    Come aiutare i bambini ad affrontare la paura

    Abbiamo chiesto alla Dott.ssa Giulia Marchioli qualche consiglio per i genitori che vogliono aiutare i figli ad affrontare le proprie paure.
    Come possiamo rispondere a un bambino che ci dice “ho paura”?
    “Teniamo presente che per i bambini il frutto della propria immaginazione è del tutto reale e quindi evitiamo di negare le loro paure, o peggio ancora di ridicolizzarle. Dire a nostro figlio che il mostro di cui ha paura non esiste, servirà solo a farlo chiudere in sé stesso per paura di essere preso in giro o sgridato. E se resta da solo con la sua paura, questa può ingigantire. Cerchiamo invece di ascoltarlo e rassicurarlo, lasciando che ci parli della sua paura ogni volta che vuole e facendogli capire che noi siamo lì per aiutarlo ad affrontarla”.
    Oltre ad ascoltarli, possiamo fare qualcosa anche dal punto di vista pratico?
    “Sul piano pratico, le fiabe sono grandi alleate al fianco dei genitori. Quelle classiche aiutano a esorcizzare tutte le principali paure dei bambini, prima fra tutte la paura dell’abbandono da parte dei genitori (Hansel e Gretel, Biancaneve, ecc). Per questo capita che un bambino ci chieda di rileggergli la stessa fiaba anche per mesi. Poi a un certo punto non la vuole più sentire: significa che ha superato la paura rappresentata in quel determinato racconto.
    Ci sono anche altri modi per superare le paure: possiamo inscenare una piccola recita con marionette e burattini, oppure disegnare la paura su un foglio di carta e poi stracciarla. Se il bambino ha paura di un oggetto, facciamoglielo usare (ad esempio può toccare la lucidatrice quando è spenta, ovviamente senza insistere se non ne ha voglia). Se invece la paura è legata a un animale, è meglio non obbligarlo a familiarizzarci”.
    Quindi, per utilizzare una frase fatta, non dobbiamo mai forzargli la mano?
    “Esatto, una paura non può essere superata di forza. Se un bambino ha paura dell’acqua e noi lo costringiamo ad entrarci, probabilmente diventerà un adulto che non imparerà mai a nuotare. Quello che i bambini ci chiedono è di difenderli contro le proprie paure. E’ inutile cercare di psicanalizzarli per trovare la fonte della paura: diamo per scontato che questa paura c’è e la dobbiamo affrontare insieme”.

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