A cura della Dott.ssa Raffaella Ravasio, Psicologa - Psicoterapeuta
Per prima cosa dobbiamo considerare che il togliere il pannolino è un evento molto importante per ogni bambino ed ogni bimbo può utilizzare strategie, tempistiche (di solito tra i 18 e i 24 mesi ma alcuni bimbi non sono pronti fino ai quattro anni) ed incontrare difficoltà proprie e personali: l’abbandono dell’ uso del pannolino è vissuto con particolari aspettative anche dai genitori e dagli adulti che stanno intorno al piccolo.
Tutto ciò ci fa già comprendere come sia delicato questo passaggio e come sia importante non considerare questo cambiamento un “problema” anche quando i tempi tendono a protrarsi maggiormente; al bambino viene richiesta la capacità di “fare come gli adulti” e di affrontare un notevole cambiamento verso una maggiore autonomia, in tal senso spesso alcuni bambini, può essere il caso della sua bimba, che hanno timore dei cambiamenti e tendono maggiormente a controllare (l’aspetto che lei chiama “decisione”) possono affrontare maggiori difficoltà . Noi adulti dobbiamo cercare di non vivere queste stato con eccessiva ansia e rigidità , rendendo così maggiormente faticoso questo passaggio.
Ci sono dei comportamenti fisiologici indicativi (riscontrabili attraverso la vostra osservazione e il confronto con il pediatra) del fatto che il bambino potrebbe essere pronto (la capacitĂ di avvertire gli stimoli intestinali, la capacitĂ di comunicarli ai genitori, il fastidio per lo sporco e la capacitĂ di stare asciutti per un numero sufficiente di ore): nel caso della sua bimba mi sembra che potrebbero essere stati raggiunti e quindi si tratta di accompagnarla in questo cambiamento.
Come?
• Per prima cosa non utilizzare mai punizioni o commenti squalificanti, cercare di puntare l’attenzione non sulle difficoltà della bambina ma sul fatto che sta crescendo e presto acquisirà anche questa competenza.
• Utilizzando buon senso non essere troppo rigidi sulle modalità del “processo” (porta aperta/chiusa, da solo o con i genitori, nel water o nel vasino, con giochi, il tempo impiegato) e sottolineare con apprezzamenti anche i passi intermedi; non pretendere cioè che la bambina faccia tutto e bene fin da subito. Valorizzando e rinforzando anche i piccoli passi il bambino acquista più sicurezza e teme meno il passaggio successivo.
• Si può creare una certa routine nelle prove, ad esempio accompagnare la bambina dopo i pasti a casa, senza però diventare troppo rigidi. Piuttosto che fare tanti tentativi “fallimentari” conviene fissare un momento di prova in cui abbiamo ha disposizione tempo e sufficiente tranquillità .
• Una volta raggiunto un “successo” gratificare molto la bambina, non attraverso regali varie ma utilizzando il vostro entusiasmo di mamma e papĂ
In sostanza mamma e papĂ hanno il compito, in questa delicata ma naturale fase di passaggio, di accompagnare con calma e tranquillitĂ la bimba dandole la sicurezza sufficiente per tentare una nuova esplorazione.




















