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Favole della buonanotte
Albert Einstein diceva:
" Se volete figli intelligenti leggete loro le fiabe. Se volete figli molto intelligenti leggete loro molte fiabe."
Easybaby è quindi lieta di segnalare un sito di favole inedite per bambini:
www.favoledellabuonanotte.it
Questo è quello che scrive l'autrice delle favole pubblicate sul sito:
" Io sono Arianna, l'autrice di tutte le favole che troverete in questo sito.
Prima di iniziare la vostra lettura, prometto solennemente di non annoiarvi con trame giĂ sentite o con finali banali, di non trattarvi come dei lettori dotati di poca fantasia e di non lasciarvi mai con l'amaro in bocca dopo la lettura dell'ultima sillaba.
Sono stata bambina anche io e ricordo di aver letto favole molto belle ed altre molto brutte.
Le mie fiabe si prefiggono di essere "moderne" e uniscono personaggi nuovi a quelli piĂą tradizionali: qui le fate si arrabbiano, i cannoni sparano fiori, i fantasmi suonano allegramente il violino e i francobolli diventano eroi ...
Tra breve spero di riuscire a inserire sul sito anche la versiona sonora di tutte le favole pubblicate e, ogni mese, ne pubblicherò di nuove.
A questo punto non mi resta che augurarvi il buongiorno, il buon pomeriggio o la buonanotte e, in tutti i casi, buona lettura!
Arianna "
Arianna da anche la possibilitĂ di raccontare ai tuoi figli o ai tuoi nipotini una favola fatta su misura per loro.
Inviale i particolari che dovranno caratterizzarla (nomi dei personaggi principali, ruolo del/della protagonista, ambientazione specifica etc etc), le a riceverai in circa tre settimane via email e verrĂ pubblicata sul sito.
Concorso Glu Glu
La partecipazione è gratuita e le sezioni e le classi premiate riceveranno un bel libro in dono per la propria biblioteca.
Tutti i contributi dei partecipanti saranno inseriti sul sito.
Il regolamento si trova alla sezione "Concorso" sul sito www.letturacheavventura.it dove si posso leggere anche i materiali inviati per il concorso precedente dalle varie scuole di Italia.
Come partecipare
Partecipare al concorso è semplice:Gli alunni di ogni classe di Asilo Nido o Scuola dell'Infanzia o Primaria inventano insieme un titolo per il libro che sta leggendo il pesciolino Glu glu (ad esempio "Le storie del mare")
E poi... largo alla fantasia!
Si possono inviare disegni, cartelloni, collage, pitture, storie inventate, filastrocche...
(preferibilmente lavori di gruppo che coinvolgono tutti i bambini) e anche allegando la progettualitĂ educativo-didattica ( a cura dei docenti) entro il 30 aprile.
Spedire tutti i materiali via email a:
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indicando "Concorso Glu glu" in oggetto , i nomi dei bambini ( senza il cognome) e i nomi dei docenti, la classe e infine l'indirizzo della scuola.
Non dimenticate gli allegati salvati in word (testi) o jpeg (immagini o fotografie) formato piccolo o medio.
I 3 elaborati ritenuti piĂą significativi (rispettivamente per le categorie : Asilo Nido, Scuola dell'Infanzia e Primaria) saranno premiati con un bellissimo libro per bambini.
Per informazioni:
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http://www.letturacheavventura.it
Senza fiabe, i bambini parlano piĂą tardi
"Il numero dei bambini che cominciano le scuole elementari senza sapere neanche formare una frase rudimentale è in crescita", afferma il rapporto, preparato da Jean Gross, responsabile della comunicazione per il ministero dell'Istruzione, e anticipato ieri dal Times di Londra.
Il ritardo è più spiccato nei bambini poveri che, secondo la ricerca della dottoressa Gross, ascoltano "soltanto 600 parole all'ora" in famiglia, in confronto alle 2 mila parole l'ora che sono la media per le classi benestanti. Inoltre i bambini che crescono in famiglie povere o disagiate ricevono soltanto un elogio per ogni due rimproveri, mentre nelle case benestanti il rapporto è rovesciato e questo rallenterebbe l'alfabetizzazione.
"Gli adulti sono sempre più impegnati e hanno meno tempo da dedicare ai figli", dice l'autrice del rapporto. "E per le prossime generazioni sarà peggio, perché un bambino a cui nessuno leggeva le favole non le leggerà di certo ai propri figli".
Notte di Fiaba con Hansel & Gretel
La funzione della fiaba nello sviluppo infantile
L’identificazione con gli eroi fiabeschi e le loro vicissitudini familiari porta il bambino a trovare soluzioni ai problemi e alle difficoltà che il processo di crescita impone. In questo modo, egli supera la dipendenza infantile dalle figure adulte e si avvia al conseguimento della propria individualità , vivendo i conflitti interiori non traumaticamente ma grazie all’identificazione con personaggi fantastici.
Ultimamente, soprattutto sul versante pedagogico, c’è stata la tendenza a eliminarle dall’educazione dei bambini. Occorre cercare di invertire questa tendenza e lasciare la possibilità ai bambini di ascoltare o leggere le fiabe che più amano. Ognuna di esse, infatti, trasmette un messaggio particolare che va dritto ai loro cuori e li aiuta ad affrontare i particolari problemi e ansie che incontrano nelle diverse fasi di sviluppo e in base alle esperienze che hanno vissuto. Li aiutano, senza traumatizzarli e senza creare loro false illusioni, a riconoscere che la vita può essere faticosa ma che, con l’impegno, tutto andrà per il meglio.
Le favole e lo sviluppo psicologico del bambino
In anni recenti, alcuni studiosi, quali Calò, Cirese, Drewermann, Kaes e Bettelheim hanno avanzato ipotesi e interpretazioni nuove sulle fiabe e, alcuni, hanno sottolineato la loro importanza per lo sviluppo psicologico ed emotivo del bambino. I messaggi che le diverse fiabe indirizzano direttamente all’inconscio del bambino lo aiutano a chiarire le sue emozioni, i suoi sentimenti e i processi interiori, gli suggeriscono soluzione ai problemi che gli si presentano e promuovono lo sviluppo della sua personalità e della sua psiche. Si è avuto un particolare interesse per le fiabe innanzitutto per le profonde risonanze emotive che in esse è possibile riscontrare. In essa, infatti, il bambino proietta le sue ansie e le sue paure; il suo Io ancora in formazione trova negli eroi e nelle loro storie un sostegno emotivo di fronte alle prime difficoltà esistenziali, come l’acquisizione dell’identità personale e la conquista dell’autonomia affettiva. Aiuta, quindi, a risolvere i conflitti interiori.
Le vicende fiabesche hanno un profondo valore formativo perché consentono la familiarizzazione con alcune componenti oscure del nostro mondo interiore.
Esse si occupano di problemi umani universali, in particolar modo di quelli che preoccupano la mente del bambino (identificazione, complesso edipico…). Le fiabe svolgono, da secoli, funzioni molto importanti nell’organizzazione psichica del fanciullo, che possono essere sintetizzate in:
• sostegno dell’Io;
• canalizzazione ed espressione, senza sensi di colpa, di pulsioni aggressive e distruttive (invidia e gelosia);
• facilitazione dell’identificazione con le figure genitoriali (funzione strutturante);
• consolidamento di sani meccanismi di difesa dell’Io.
Queste funzioni vengono massimamente esplicitate nelle fiabe semplici, in cui la schiettezza e la genuinità dei personaggi, la caratterizzazione estrema (buono-cattivo), l’atmosfera affettiva accentuata (passioni e sentimenti sono netti e non sfumati), l’assenza di ambiguità , facilitano la comprensione delle polarità del carattere, inducendo un’identificazione “per simpatia” con il personaggio buono e intelligente.
La fiaba offre nuove dimensioni alla fantasia del bambino, dimensioni che difficilmente riuscirebbe a scoprire da solo. Così il materiale inconscio viene, in una certa misura, lasciato entrare nella coscienza ed elaborato nell’immaginazione, diminuendo notevolmente la sua potenziale pericolosità .
Un’altra importante funzione della fiaba è quella di suggerire di non bloccare le spinte pulsionali. La “soddisfazione indiretta” è determinata dal ritrovare all’interno degli eventi del racconto il soddisfacimento di tutti i bisogni più nascosti, anche quelli più distruttivi, per cui il bimbo, identificandosi con il personaggio “buono”, può finalmente credere di riuscire a liberarsi dei rivali e risultare sempre vincente. Contemporaneamente egli è consapevole di non fare del male a nessuno e che tutto questo è ammesso solo in quel contesto.
La fiaba permette ai bambini di esprimere la propria vita interiore, le proprie emozioni, i propri sentimenti e le proprie fantasie. Per mezzo dell’identificazione con l’eroe che supera la prova narrata, il bambino ricava una profonda rassicurazione personale nei confronti della propria crescita umana. Essa suggerisce che le prove imposte dalla vita verranno superate con aiuti provvidenziali, che i piccoli cresceranno e diventeranno autonomi conquistando se stessi.
La fiaba ha il potere di sottendere, tramite una sequenza di rappresentazioni simboliche, un significato esistenziale non altrimenti accessibile al bambino. Infatti, gli spiega: che la vita è un percorso ad ostacoli che bisogna affrontare con coraggio e intelligenza; che è inevitabile il rischio di incontrare figure ingannatrici e ostacolanti e che potremmo non riconoscere le figure positive che ci vorranno aiutare; per contro, suggerisce loro che, se ci comportiamo secondo le “regole giuste”, vinceremo la nostra prova esistenziale. La fiaba avrebbe perciò anche l’effetto di rafforzare nell’Io infantile la virtù della speranza, sollecitando la fiducia nel futuro e nelle proprie forze.
La fiaba si dimostra così utile, in quanto i personaggi chiari, privi di ambivalenze, aiutano i bambini a distinguere il “giusto” dallo “sbagliato”, cosa che non sarebbe possibile nella realtà che è molto meno differenziata e presenta una complessità ricca di sfaccettature.
Perché possa svolgere la sua funzione essa deve toccare contemporaneamente tutti gli aspetti della personalità del bambino e questo senza mai sminuire la gravità delle difficoltà che lo affliggono, ma, anzi, prenderne pienamente atto e, allo stesso tempo, promuovere la sua fiducia in se stesso e nel suo futuro.
Se togliessimo ai bambini la possibilitĂ di conoscere miti e fiabe impediremmo loro quel fantastico incontro che dovrebbe accompagnare il piccolo nella sua crescita, trasmettergli la sicurezza di stabilitĂ del suo destino e dargli la possibilitĂ di intuire, scoprire, capire, sognare, creare e trovare una propria dimensione e identitĂ interiore.
L’interpretazione della fiaba di “Cenerentola”
“Cenerentola”, come sostiene l’autore, è la sguattera che rovista, si rivolta nella polvere, una servetta insignificante e sudicia. Questo nome è più che impreciso, infatti descrive solo il lato esteriore della natura della fanciulla; conta molto di più ciò che lei veramente è, la sua interiorità . Il miracolo della sua vita consiste nel non perdere mai il senso della propria dignità , anche nella disgrazia; nel non rinunciare di fronte alla forza, che può apparire schiacciante, delle resistenze opposte dal mondo esterno, al sogno, al desiderio di essere destinati e di meritare qualcosa di migliore, di regale. Proprio questo contrasto tra l’umiliazione esteriore e la vocazione interiore, tra il destino avverso e il desiderio, determina il nucleo della figura di Cenerentola.Questa fiaba è la storia di una fierezza invincibile, nonostante tutte le umiliazioni; è una tenace, paziente speranza nonostante tutte le privazioni.
“Cenerentola” esprime un sentimento bruciante di un’inesprimibile ingiustizia cronica, che temporaneamente va sopportata ma che, nel profondo del cuore, la persona si rifiuta di accettare. Il personaggio di Cenerentola incarna il mistero di una persona che continua a credere nella propria grandezza, di essere speciale, perfino quando gli altri, con mille umiliazioni, cercano di annientare la sua “superbia”. Rappresenta un simbolo dell’incrollabilità di una nobiltà interiore che anela al proprio futuro.
La fiaba di “Cenerentola”, secondo questa interpretazione, dà alle persone il coraggio di restare fedeli alle proprie aspettative, anche le più ardite, di continuare a credere fermamente nel valore e nell’unicità della propria vita; significa, quindi, credere nella confutabilità della “realtà ” da parte delle “favolose” possibilità dell’esistenza.
Secondo Drewermann questo sogno non è quello di poter diventare tutto quello che si vuole, se solo lo si desidera e si crede in se stessi; al contrario, la fiaba, in tutte le sue varianti, manifesta una differenza importantissima: essa non narra di un’ascesa al successo, al denaro e al potere per mezzo di un comportamento tenace e calcolatore, ma descrive l’erompere del vero Io in tutta la sua grandezza, bellezza, autenticità , reso possibile dalla scoperta e dall’approvazione da parte di un’altra persona. Essa non è espressione del sogno narcisistico di essere insuperabili o irresistibili ma, al contrario, tutto quanto descritto nella fiaba è ispirato a una speranza paziente e coraggiosa di un amore capace di vedere in profondità e comprendere il vero valore della persona. L’elezione è, quindi, il tema di “Cenerentola”, non l’autoaffermazione. Il dono consiste nella metamorfosi che rende visibile ciò che da sempre giace sul “fondo” ed era soltanto nascosto dalla cenere. Qui ritroviamo quel motivo fondamentale della fiaba che è quello di trasmettere sicurezza nel proprio futuro.
Della fiaba di “Cenerentola” sono state proposte molteplici varianti. L’elemento che risalta nella versione dei fratelli Grimm è che la figura del padre si ritira sullo sfondo e, dal punto di vista psicologico, si pone il problema dell’esperienza vissuta da una bambina che cresce indifesa al fianco di un padre impotente, nell’ombra di una malevola matrigna e di due sorellastre. E’ per questo motivo che la fiaba parla soprattutto ai bambini costretti a crescere indesiderati, in situazioni che possono sembrare apparentemente normali e ordinate. Suggerisce come essi possano conservare, malgrado tutto, il loro desiderio d’amore, il loro valore e la loro speranza; è il segreto di questa fiaba, che vuole donare agli uomini il coraggio di restare fedeli ai propri desideri e di credere nel regno profondo che è nascosto in tutti noi. E’ per questo motivo che questa fiaba gode di tanta popolarità . Inoltre, essa ci dice che, nonostante tutte le contrarietà , un giorno riusciremo a realizzarci e a essere apprezzati per quello che siamo. Qui si può notare l’importanza del lieto fine che riesce a trasmettere l’ottimismo anche a chi vive in situazioni difficili.





















