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  • Sharon Stone accusata di molestie dalla ex tata Sharon Stone è stata citata in giudizio dalla…


  • Articoli filtrati dai tag: gelosia

    Giovedì 10 Maggio 2012 09:32

    NASCITA DELLA NUOVA SORELLINA

    Sono Emma, mamma di Matteo (5 anni) e Bianca (3 mesi).
    Il primo è un bambino chiacchierone ed esuberante oltre che estremamente sensibile (anche se non lo dimostra).
    Chiaramente l'arrivo della sorellina ha sconvolto l'ordine usuale e questo ha reso Matteo esuberante fino all'estremo.
    Sembrava, ad un certo punto, che la situazione si fosse normalizzata ma, una febbre improvviso ci ha fatto ripiombare nel baratro: non vorrebbe andare all'asilo, non vuole rimanere a mensa ecc.... gli chiedo spesso di esprimermi i suoi sentimenti nei confronti della sorellina e lui mi dice che è contento che le vuole bene e che vuole proteggerla.... nei miei confronti però è particolarmente STRAFOTTENTE: spesso mi dice cose cattive che subito dopo si rimangia.
    Non è sempre semplice gestirlo visto che sono completamente sola senza l'aiuto di nessuno e le mie due polpettine sono abbastanza impegnative.
    So che devo ritagliarmi degli spazi con lui ed essere più paziente ma alcune volte volte è davvero difficile...forse non sono capace di aiutarlo perchè spesso l'autocotrollo e la pazienza vengono meno, visto i suoi dispetti e le urla continue della piccola.la ringrazio anche solo della lettura di questa richiesta di aiuto "sfogo" e le auguro una buona serata.
    Pubblicato in: Pedagogista
    Venerdì 04 Febbraio 2011 10:01

    GELOSIA NEI CONFRONTI DEL FRATELLINO

    Siamo i genitori di due bimbi: Michela 3 anni e 7 mesi e Ricchardo 9 mesi.
    Si dall'inizio Michela non ha mostrato particolari segni di gelosia del fratellino, anzi cercavamo di coinvolgerla sempre e pensavamo con esiti "normali".
    Da qualche giorno a questa parte senza alcun segnale è cambiata moltissimo: lamenta dei dolori all'orecchio e alla gamba, piange spesso e senza alcun motivo, dormiva sempre senza problemi nella sua cameretta ora deve esserci la presenza di papà o mamma o addirittura vuole dormire nel nostro lettone.
    Questi atteggiamenti li manifesta quasi sempre verso sera forse perchè di giorno sta tra i nonni e noi cerchiamo di tenerla impegnata e di coinvolgerla in tutto facendola sentire "importante". Pero grossi risultati non li abbiamo visti.
    Consigli?
    Pubblicato in: Le paure dei bambini
    Venerdì 30 Luglio 2010 09:15

    INAPPETENZA PER GELOSIA

    Mio figlio di 2 anni e mezzo è sempre stato di poco appetito, fin dalla nascita.
    Forse anche perché ho vissuto un periodo di forte stress e nervosismo appena dopo la sua nascita per motivi personali e ho avuto quindi poco latte.
    Con lo svezzamento le cose sono leggermente migliorate ma sempre dovendo fare i conti con il suo scarso appetito.
    Quando aveva 18 mesi sono rimasta incinta della sorellina, che ora ha 2 mesi, e da qualche settimana anche se non ha mai mostrato una gelosia lampante cerca di farle male facendo finta di accarezzarla, e ha iniziato ad avere un vero e proprio rifiuto x il cibo.
    All’asilo nido dicono mangi sempre.
    Come posso aiutare mio figlio?
    Pubblicato in: Psicologo
    Giovedì 24 Giugno 2010 11:46

    GELOSA DEL FRATELLINO

    Buonasera, sono mamma di due bambini, una femmina di quasi 5 anni e di un bambino di 20 mesi. Sono molto preouccupata per il comportamento di mia figlia, che è sempre stata gelosa di suo fratello, ma ultimamente manifesta questo sentimento in maniera più aggressiva se vogliamo; mi risponde malissimo,è molto nervosa, urla sempre se non capisco quello che dice ed in più si inventa le "malattie". Adesso è sempre seduta sul bagno, dice che le scappa sempre pipì, ma non riesce a farla. Ovviamente le ho fatto fare urina coltura ed il risultato è negativo. Io non so più cosa fare, non so se devo essere più severa o se devo essere più permissiva, non so come prenderla. Concludo dicendo che la mia bimba è una bimba molto esuberante e tanto chiaccherona, vuole essere sempre al centro dell'attenzione e all'asilo non notano niente di strano. Grazie
    Mercoledì 19 Maggio 2010 09:09

    GELOSIA VERSO IL NUOVO FRATELLO

    La mia bimba di 2 anni è diventata sorella da 4 mesi.
    L'ho sempre adorata per il carattere stupendo che aveva ma la nascita del fratellino l'ha cambiata.
    Spesso fa capricci spaventosi, è malinconica, quando usciamo tutti insieme non c'è verso di farla camminare e vuole sempre stare in braccio al papà.
    Come posso aiutarla a vivere più serenamente? (non è mai aggressiva col fratello)
    Grazie

    Lunedì 12 Aprile 2010 14:49

    GELOSIA VERSO IL FRATELLINO

    Buonasera le scrivo per un problema che ho con mio figlio di 8 anni. Alessio è un bambino vivacissimo, ma da quando è arrivato il fratellino è diventato geloso, dispettoso e disubbidiente. Da quando è nato il piccolo io non gli dò molte attenzioni e le volte che provo a dargli un po' di attenzioni mi fa tanto arrabbiare che alla fine lascio perdere. Volevo anche dirle che con mio marito abbiamo dei problemi non andiamo d accordo e in molte occasioni litighiamo in presenza dei bambini. Spero tanto che mi possa aiutare dandomi dei consigli.

    Pubblicato in: Sviluppo e crescita
    Martedì 30 Novembre 1999 01:00

    BAMBINA GELOSA DELLA MAMMA

    La mia bambina di tre anni ha una gelosia morbosa nei mie confronti ed è ancora figlia unica ed unica nipotina. Stiamo provando ad avere un altro bambino anche perché ce lo chiede però sono spaventata: se provo a tenere in braccio un neonato piange a dirotto e cerca di strapparmi il braccio dal bambino. Il papà non può abbracciarmi che subito cerca di dividerci o si butta a terra a piangere. Non posso abbracciare un amica. Che devo fare? come posso prepararla ad un eventuale gravidanza?
    Pubblicato in: Psicologo
    Martedì 22 Aprile 2008 01:00

    Bambini e amore: come spiegarlo, come educarli

    Cos’è l’amore?

    Tutti ce lo siamo chiesti almeno una volta nella vita. Ma provate a fare questa domanda a un bambino. Le risposte vi stupiranno. “L’amore è quando un uomo regala dei fiori a una donnaâ€, ha commentato una piccola intervistata. L’idea di amore espressa in questa frase è quella di un rapporto romantico tra due adulti. Idea che probabilmente deriva dal modello che, per un figlio, costituiscono i genitori. Ai bambini piace pensare di essere il frutto di una relazione d’amore e crescono in un clima maggiormente sereno ed equilibrato se mamma e papà sono una coppia affiatata.

    L’amore egoista e l’amore altruista


    I figli sono fortemente influenzati dalla storia d’amore dei genitori e, anche grazie a essa, imparano ad amare a loro volta. Risulta importante non solo la presenza dell’amore, ma anche la sua tipologia. Infatti, se la madre e il padre si amano in modo tendenzialmente egoistico, il bambino potrebbe pensare che la cosa più importante in un rapporto sia solo la felicità personale. Al contrario, se i genitori condividono un amore “altruistaâ€, il figlio imparerà ad amare pensando anche alla felicità dell’altro, in modo disinteressato. “L’amore è quando mamma dà a papà il pezzo più buono del polloâ€. “L’amore è quando esci a mangiare e dai un sacco di patatine fritte a qualcuno senza volere che l’altro le dia a teâ€. Nelle parole di questi bambini l’amore viene associato a qualcosa di gratuito e altruistico.

    Divorzi, famiglie allargate. Come comportarsi coi bambini?


    Nella società contemporanea è sempre più difficile trovare coppie che durino nel tempo e sono sempre più frequenti i casi in cui i bambini si trovano a dover affrontare situazioni complesse, come separazioni, divorzi e famiglie allargate. Se i genitori non stanno più assieme, i figli perdono un importante punto di riferimento e c’è il rischio che li assalga un forte senso di insicurezza. I ‘piccoli’ non sempre capiscono cosa succede nel mondo dei ‘grandi’ e, spesso, pensano che se mamma e papà non si amano più sia colpa loro. È molto importante, dunque, spiegare con chiarezza al bambino cosa sta succedendo, senza caricarlo con problemi e difficoltà che riguardano i genitori. Bisogna spiegargli che, comunque, mamma e papà resteranno sempre tali e che l’amore per lui non cambierà; smettere di essere coppia non significa smettere di essere genitori.
    È necessario, inoltre, permettere al bambino di adattarsi gradualmente alla nuova situazione, tenendo presente che i suoi tempi emotivi possono essere diversi e più lunghi di quelli di un adulto.

    Spiegare l’amore e la sessualità ai bambini


    Semplicità, chiarezza e pazienza sono rilevanti non solo per aiutare un figlio a relazionarsi con un contesto familiare difficile o in cambiamento, ma anche per soddisfare la sua curiosità riguardo a temi delicati come, appunto, l’amore. I bambini, infatti, osservano il rapporto amoroso tra i loro genitori e ne prendono esempio, ma ne vorrebbero sapere di più. Spesso fanno domande imbarazzanti e mamma e papà non sanno come rispondere. Di conseguenza, a volte, c’è la tendenza a delegare alcuni discorsi importanti alla scuola. Questo perché l’argomento amore è strettamente connesso a un altro, che ha sempre messo in difficoltà gli adulti che ne devono parlare ai propri figli: la sessualità. Quand’è il momento giusto per affrontare il discorso? Come spiegarlo? Quanto bisogna dire e quanto tacere? I pareri a riguardo sono i più svariati ed è difficile dare una risposta univoca. Forse si può iniziare dall’utilizzare termini comprensibili, che non imbarazzino il genitore ma che, allo stesso tempo, non confondano e siano appropriati e adeguati all’età del bambino.
    Ancora prima di interessarsi alla sessualità, i bambini vorranno sapere in che cosa consiste quel legame speciale che c’è tra mamma e papà e dal quale loro sono, invece, esclusi. Il piccolo, infatti, capisce che i genitori si scambiano baci e abbracci come segni di affetto, proprio come fanno con lui; ma si accorge anche, spesso a livello inconscio, che c’è qualcosa da cui resta tagliato fuori e che è curioso di conoscere. Questo “qualcosa†può causargli gelosia, ma lo aiuta anche a comprendere che esiste una “barriera generazionale†tra lui e i suoi genitori.

    In conclusione

    • I genitori sono un modello per i figli anche quando si tratta di amore; perciò dovrebbero essere da esempio mostrandosi generosi e altruisti.
    • Se mamma e papà non si amano più, è importante spiegare chiaramente ai bambini come stiano le cose, lasciando loro il tempo necessario per comprendere la situazione.
    • Non bisogna rifiutarsi di rispondere alle domande dei piccoli, anche se ci mettono in imbarazzo. Usando termini appropriati, si può parlare di tutto, compresi amore e sessualità.
    • Se parlare di sesso a un bambino è giusto, è invece sconsigliabile lasciarsi andare in effusioni troppo esplicite davanti a lui, perché potrebbero provocargli reazioni di rabbia o imbarazzo.
    Pubblicato in: Crescendo
    Mercoledì 25 Novembre 2009 13:24

    Figli unici o fratelli

    Figli unici: vantaggi e svantaggi






    Figli unici: vantaggi e svantaggi

    Nella società moderna, sono moltissime le famiglie che, per necessità o per scelta, decidono di mettere al mondo un solo bambino.
    Il figlio unico gode di innegabili vantaggi: non deve condividere l’amore di mamma e papà con nessuno e tutte le attenzioni sono concentrate su di lui. E’ la star della casa e, oltre a essere amato e coccolato, viene seguito con attenzione e spronato in tutto ciò che fa.
    Questa situazione che, a un primo sguardo, potrebbe sembrare idilliaca presenta, però, anche degli aspetti negativi. Infatti, oltre all’affetto, sul figlio unico vengono riversate anche tutte le ansie e le pressioni dei genitori. E lui non ha nessuno con cui condividerle o con cui “allearsiâ€.
    Inoltre, i bambini che non hanno fratelli imparano più tardi a rapportarsi con gli altri poiché, almeno nel primo periodo della loro vita, non hanno avuto nessuno con cui confrontarsi e competere.
    I genitori, comunque, non devono essere troppo spaventati all’idea che il bambino possa soffrire di solitudine: i figli unici, di solito, vivono con naturalezza la loro condizione poiché non ne hanno mai sperimentata una diversa. Basta che mamma e papà si impegnino a ritagliarsi un po’ di tempo per giocare con il loro piccolo e per dedicargli tutte le attenzioni di cui necessita.
    Oltre a questo, è importante favorire le relazioni sociali del bambino con i coetanei, come cugini o amichetti che, pur non essendo figure sempre presenti come un fratello, aiuteranno il pargolo ad apprendere alcune delle regole sociali fondamentali per vivere con gli altri.

    I figli unici sono più viziati?

    Nella società dei figli unici, i genitori si trovano a dover affrontare nuovi dubbi e insicurezze, tra i quali fa capolino anche la paura di viziare troppo i propri bambini.
    In realtà, il problema dei figli viziati non è legato solo al mondo dei figli unici ma è molto più generale e va ricollegato, caso per caso, all’atteggiamento che mamma e papà assumono nei confronti della disciplina.
    Le cause di questo fenomeno sono ben radicate nel mondo in cui viviamo oggi: a un certo permissivismo di fondo tipico della famiglia moderna si è aggiunta l’abitudine di ridurre i tempi dedicati all’educazione dei figli.
    Questo tipo di comportamento è legato ai ritmi della società contemporanea, che rende le vite delle mamme e dei papà sempre più frenetiche e indaffarate. Avendo meno tempo a disposizione, a volte i genitori sono più propensi a prendere qualche scorciatoia nel percorso educativo dei figli: si fa prima a dire semplicemente “sì†piuttosto che dilungarsi in spiegazioni e dinieghi che potrebbero scatenare in famiglia piccole “rivolte†a colpi di capricci e di bronci. E questo vale sia per le famiglie con un solo bambino che per quelle più numerose.
    Sta al singolo genitore impegnarsi il più possibile per educare al meglio i propri figli: non è necessario applicare una disciplina ferrea e intransigente, basta fissare preventivamente alcune regole fondamentali che dovranno sempre essere rispettate. Alcuni “no†sono davvero importanti e aiutano a crescere.

    Genitori oppressivi o iperprotettivi con i figli unici?

    Nelle famiglie con un figlio solo, capita spesso che tutte le ansie e le aspettative dei genitori ricadano sull’unico “eredeâ€.
    Se mamma e papà cercano con troppa insistenza di realizzarsi attraverso il loro piccolo, c’è la possibilità che il bambino ceda a queste pressioni e cresca più preoccupato di soddisfare le richieste dei genitori piuttosto che concentrarsi sullo sviluppo delle proprie potenzialità.
    Bisogna fare attenzione anche a non esagerare con l’ansia di proteggere il nostro pargolo. È giusto che mamma e papà dedichino tempo al proprio piccolo giocando con lui, ma è impensabile sostituirsi al fratello che non c’è: genitori e figli sono separati da un gap generazionale. Il bambino ha bisogno di confrontarsi con amichetti e cuginetti per fare esperienze che lo aiutino a socializzare e che promuovano l’entrata in contatto con un ambiente più allargato.
    I figli unici, a volte, tendono a chiudersi in un mondo tutto loro dove resta poco spazio per gli altri. Proprio per questo è importante favorire il formarsi di amicizie con i coetanei, le quali aiuteranno il piccolo ad aprirsi e a confrontarsi con dei suoi pari.
    Inoltre, grazie all’asilo nido e soprattutto alla scuola dell’infanzia, oggigiorno i bambini hanno la possibilità di sperimentare la socialità molto presto. E così anche i piccoli senza fratelli hanno la possibilità di sperimentarsi in una relazione diversa da quella con i genitori e in un contesto differente, facendo esperienze diversificate in cui mettersi alla prova.

    Il vantaggio di avere dei fratelli

    Essere fratelli significa condividere un patrimonio genetico comune oltre che lo stesso ambiente culturale e formativo. Non solo: essere fratelli significa anche aiutarsi reciprocamente a crescere.
    Il rapporto tra figlio e genitori, infatti, si colloca in una “dimensione verticaleâ€, all’interno della quale gli adulti sono una guida per il bambino; i ruoli sono fissi e non c’è modo di confrontarsi. L’interazione che, invece, si instaura tra fratelli appartiene alla “dimensione orizzontale†dei rapporti familiari, all’interno della quale è possibile confrontarsi e competere.
    La presenza di fratelli o sorelle, quindi, influisce molto sullo sviluppo psicologico dei bambini che, giocando con gli altri, imparano prestissimo a prendere in considerazione un punto di vista diverso dal proprio, ad aiutare gli altri quando sono in difficoltà e a condividere oggetti ed emozioni superando il proprio egocentrismo.
    La competizione, invece, insegna ai piccoli ad accettare le diversità e a gestire i contrasti in modo adeguato, aiutandoli ad aprirsi verso gli altri.
    Infine, avere dei fratelli significa anche avere qualcuno con cui “allearsi†per confrontarsi con il mondo di mamma e papà, molto diverso da quello in cui vivono i piccoli, e qualcuno con cui spartire ansie e aspettative che i genitori riversano, più o meno coscientemente, sulla propria prole.

    Gelosia tra fratelli

    Uno dei “problemi†più frequenti quando nasce un fratellino è quello della gelosia. Tutti i bambini, infatti, provano il desiderio di essere il figlio preferito dai genitori e fanno di tutto per ottenere amore e attenzione.
    Se un bambino assume dei comportamenti scorretti per gelosia, lo fa solo per attirare l’attenzione e perché ha paura di essere poco amato. Punirlo, perciò, non è la soluzione giusta, in quanto il piccolo si sentirebbe ancora più insicuro ed escluso dall’affetto dei genitori. Meglio rassicurarlo e mostrargli tutta la nostra comprensione, facendogli capire, allo stesso tempo, che il suo comportamento non è accettabile.
    Per mitigare i sentimenti di gelosia, inoltre, è meglio evitare di fare confronti tra i due bambini e cercare di non dare più attenzioni e affetto a quello che si comporta meglio, perché è proprio l’altro ad avere più bisogno di essere incoraggiato e lodato.
    La gelosia, di solito, è più intensa se tra i fratelli c’è poca differenza di età poiché i due, svolgendo attività e avendo necessità simili, si troveranno in costante competizione.
    Di conseguenza, è una buona idea aiutare i piccoli a trovarsi interessi e amici diversi, così che possano trascorrere un po’ di tempo sperimentando sé stessi senza essere sottoposti all’influenza del fratello.
    Se, infine, i vostri piccoli dovessero litigare, è consigliabile cercare una soluzione al problema, piuttosto che un colpevole da punire.

    Un legame fraterno speciale: i gemelli

    I gemelli sono uniti da un legame di affetto fortissimo e questo perché di solito, fin dalla nascita, condividono una quasi costante vicinanza fisica, che poi si trasforma, con il passare degli anni, in intimità psicologica.
    In alcuni casi, però, proprio questa intimità può diventare motivo di conflitto: i due bambini, infatti, sono entrambi nello stesso stadio di sviluppo e, avendo le stesse abilità e desiderando le stesse cose, si trovano di continuo a dover competere.
    Motivo di conflitto può essere anche, soprattutto nell’adolescenza, l’idea che il gemello possa essere un ostacolo per lo sviluppo della propria individualità e autonomia.
    Altre volte, invece, può capitare che i due bambini siano così legati da formare un’unità autosufficiente. Essere in due li fa sentire forti, ma se diventano troppo dipendenti l’uno dall’altro rischiano di non avvertire più la necessità di interagire con gli altri.
    Per evitare che la coppia di gemelli si chiuda troppo in sé stessa, ma anche per mitigare eventuali rivalità tra i due, è consigliabile spronare i due fratellini a svolgere delle attività autonome e ad avere degli amici al di fuori della famiglia. Anche favorire le differenze, magari a partire dagli abiti, può contribuire allo sviluppo di una personalità autonoma e indipendente.
    Infine, è importante che i genitori instaurino una relazione individuale con ognuno dei bambini per comprenderne le caratteristiche e per aiutarli a crescere nella loro individualità con una buona autostima.
    Pubblicato in: Crescendo
    Venerdì 11 Dicembre 2009 13:46

    Gelosia e rivalità tra fratelli

    Avere dei fratelli è un’esperienza unica e meravigliosa che aiuta i bambini a crescere e permette di imparare molte cose. Ma la gelosia è sempre in agguato. Ecco alcuni consigli per affrontare questa situazione nel migliore dei modi.

    Manifestazioni di gelosia

    Possiamo fare i salti mortali per dedicare uguali attenzioni a due (o più) fratellini, ma la gelosia si presenterà comunque poiché è un sentimento del tutto naturale. Cerchiamo di non ostacolare le manifestazioni di risentimento del bambino. La gelosia, se repressa, potrebbe ripresentarsi più avanti in forme più gravi. Quindi armiamoci di pazienza e prepariamoci ad affrontare pianti e capricci.
    E’ tipico del bambino geloso assumere atteggiamenti ostili, isolarsi, tenere il broncio e avere comportamenti aggressivi. Quando nasce un fratellino, poi, il bambino più grande tende a reagire con un’aumentata dipendenza dalla madre, dalla quale non si vorrebbe mai allontanare. In più, se il bambino è ancora piccolo, probabilmente mostrerà segni di regressione nel comportamento, ad esempio chiedendo di nuovo il biberon, bagnando le mutandine o insistendo per stare sempre in braccio.
    La gelosia è causata dall’insicurezza, perciò il modo migliore per ricondurre alla normalità l’atteggiamento del fratello più grande è fare di tutto per dimostrargli cha mamma e papà gli vogliono tanto bene e sempre gliene vorranno.
    Se un bambino assume dei comportamenti scorretti per gelosia, lo fa solo per attirare l’attenzione e perché ha paura di essere poco amato. Punirlo, perciò, non è la soluzione giusta, in quanto il piccolo si sentirebbe ancora più insicuro ed escluso dall’affetto dei genitori. Meglio rassicurarlo e mostrargli tutta la nostra comprensione, facendogli capire, allo stesso tempo, che il suo comportamento non è accettabile.

    Quando nasce un fratellino

    La causa più comune che scatena la gelosia di solito è la nascita di un fratellino. Ogni bambino vuole essere il preferito di mamma e papà. L’arrivo in casa di un piccino che catalizza tutta l’attenzione su di sé non può che suscitare gelosia nel fratello più grande. Il neonato viene visto inevitabilmente come un intruso che cerca di accaparrarsi tutto l’affetto di mamma e papà.
    In realtà, si può iniziare già durante la gravidanza a mitigare la futura gelosia, parlando al bambino del fratellino in arrivo. La nuova nascita non lo dovrà cogliere di sorpresa. Dimostriamogli tutto il nostro affetto e spieghiamogli che il bimbo che nascerà gli vorrà tanto bene e diventerà un compagno con cui giocare.
    Quando la mamma tornerà a casa col nuovo membro della famiglia, è importante coinvolgere il bimbo più grande nelle attenzioni dedicate al neonato. Ad esempio, chiamiamolo vicino a noi mentre allattiamo e raccontiamogli di quando anche lui era così piccolo.
    Altro consiglio: incoraggiamolo a prendere confidenza con il neonato e a dargli i bacini o fargli le carezze in nostra presenza. Se gli proibiamo di toccarlo, aspetterà solo che ci giriamo dall’altra parte per farlo.
    Spesso i bambini sono incuriositi dai neonati: facciamo leva su questa curiosità e raccontiamogli tante cose sui primi mesi di vita. Al fratello maggiore piacerà ascoltare storie e spiegazioni.
    Infine, cerchiamo di non stravolgere la routine quotidiana del figlio più grande. Solo così potrà vivere l’arrivo del fratellino in modo sereno e senza temere che mamma e papà non gli vogliano più bene.

    Quando i bimbi sono più grandicelli

    Anche quando i fratellini diventano più grandi la gelosia reciproca è assolutamente all’ordine del giorno. Di solito, il fratello maggiore è geloso perché il più piccolo è più coccolato, mentre il secondogenito invidia il fratello più grande perché può fare delle cose che a lui sono vietate perché ancora non ha l’età adatta.
    Per non accrescere i sentimenti di gelosia fra i due, bisogna cercare di non essere più affettuosi con uno rispetto che con l’altro. Inoltre, vanno evitati i confronti e i paragoni. Dire a un bambino “Ma perché non ti comporti come tuo fratello che è più bravo?†non farà altro che accrescere la gelosia che lo ha spinto a comportarsi male. Non bisogna dedicare maggiori attenzioni al bambino che si comporta meglio: è l’altro quello che ha più bisogno di essere lodato e incoraggiato. Cerchiamo di prestargli attenzione anche quando è tranquillo, altrimenti farà sicuramente qualcosa di sbagliato per essere notato.
    Non è giusto obbligare un bambino a condividere i propri giochi col fratello. I suoi giocattoli dovrebbero essere suoi e basta. Sarà lui, poi, a decidere di propria volontà se lasciare che anche l’altro ci giochi.
    Infine, per non fomentare sentimenti di gelosia, cerchiamo di entrare in comunicazione individualmente con ciascuno dei due bambini. Anche incoraggiarli ad avere amici diversi e interessi personali potrà aiutarli ad andare maggiormente d’accordo.
    Pubblicato in: Psicologia

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