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TOGLIERE IL PANNOLINO
Sia a livello cognitivo che comportamentale ha conseguito uno sviluppo adeguato all'età , ma purtroppo è rimasto un pò indietro con il controllo sfinterico.
A due anni circa gli ho tolto il pannolino durante il giorno compreso il pisolino pomeridiano. Per la notte invece lo metto (anche perchè noto la mattina che è molto bagnato).
Fino a due mesi fa, il bambino mi chiedeva il pannolino solo per fare il bisognino e non c'era modo di distoglielo dall'idea e portarlo sul gabinetto. Purtroppo oltre che a farla nel pannolino anche la postura era scorretta (facendola in piedi) e quindi spesso, appena il fecoma diventava un pò più solido lui si bloccava per paura che gli facesse male.
L'unico rimedio è sempre stato (sotto il consiglio del pediatra) il clistere.
Ultimamente però non chiede più il pannolino, la fa direttamente nelle mutandine.
Scrivo a lei perchè credo sia una questione psicologica che però non riesco a comprendere.
Potrebbe darci una mano?
TOGLIERE IL PANNOLINO
Il pannolino
Anzi, sarebbe meglio fare una bella scorta!
Per un neo-genitore è difficile scegliere tra i numerosi formati in vendita perchè si ha solo l’imbarazzo della scelta.
A cosa serve e come si usa
Il pannolino è il primo “indumento†che un neonato indossa quando viene alla luce. Un neonato deve essere cambiato spesso. Soprattutto nei primi mesi, arriva fino a consumare fino a 8 pannolino al giorno, il che significa ogni 3 ore circa, dopo ogni poppata o comunque ogni volta che scarica.Man mano che cresce, i pannolini che si consumeranno al giorno saranno 6, poi 4, poi metterete al vostro bimbo solo il pannolino di notte, fino a quando, ormai grandicello non avrà più bisogno nemmeno di quello.
Il fatto di cambiarlo spesso è dovuto proprio alla pelle del neonato che è molto delicata e deve rimanere asciutta.
Quando il pannolino viene messo, il bimbo non deve nemmeno accorgersi che ce l’ha, deve muoversi libero e in tutta tranquillità . Ricordatevi che quando slacciate il pannolino per toglierlo, potete usare l’estremità per eliminare i “residui†e poi procedere al lavaggio del sederino e mettere pannolino pulito.
Il pannolino pulito deve essere chiuso in modo consono, senza comprimere l’addome del bimbo.
Se avete dei dubbi, se avete paura di stringere troppo, non vi resta che mettere in atto un vecchio “truccoâ€, quello cioè di mettere il vostro dito indice tra il pannolino e l’addome. Se avete fatto un buon lavoro, il dito dovrebbe passare liberamente, altrimenti allentate la chiusura del pannolino.
Un buon pannolino oltre ad assorbire sia il liquido che il solido,( sua funzione principale),non deve permettere fuoriuscite e non deve far arrossare il sederino.
Deve essere anche sgambato ed aderire dalle gambine al pancino del bimbo. Deve essere in grado di mantenere la pelle asciutta, scongiurando così problemi alla cute. Tutte queste caratteristiche si trovano nei pannolini di ottima qualità , composti da materiali di altissima capacità super-assorbente. Ecco perchè, ci sono sempre novità per questo articolo. I produttori di pannolini si rinnovano spesso, sia per quanto riguarda i materiali, sia per rendere il pannolino sempre più invisibile e sempre più assorbente.
Tipologie
Oltre al classico pannolino, esiste anche quello di stoffa, meno conosciuto sicuramente, ma buono dal punto di vista dell’assorbenza.Potendo essere riutilizzati (si devono pulire, lavare e asciugare) risultano essere alla lunga più economici (i pannolini lavabili non costano poco, diventamo un piano economico nel tempo, solo dopo che si utilizzano parecchie volte, e quindi si va ad ammortizzare il prezzo).
Oltre a rispettare l’ambiente davvero al 100%, il vostro bimbo sarà sempre avvolto nel benessere. E’ facile da renderlo riutilizzabile. Una volta cambiato il bimbo, pulite il pannolino e mettetelo, magari insieme agli altri precedentemente messi in attesa di lavaggio, in lavatrice. Procedete col lavaggio fino a 60* e metteteli ad asciugare. La lavatrice può essere fatta quando avete un certo quantitativo di pannolini da lavare, in modo da lavarli tutti insieme senza altre cose, e da non sprecare l’energia elettrica.
Anche per questi tipi di pannolini, vi sono diverse tipologie:
- per i neonati ci sono pannolini di cotone che vanno legati al bacino del neonato, non prima di aver inserito degli strati assorbenti. Sopra il pannolino viene messa appunto una mutandina.
- intorno ai 9 mesi quando il bimbo comincia a muoversi di più o comunque verso l’anno di vita, quando sarà alle prese coi primi passi, meglio scegliere un pannolino di stoffa “tutto inclusoâ€, cioè con incorporata la mutandina.
I pannolini usa e getta invece, sono usati dalla stragrande maggioranza delle mamme.
Esiste il cosidetto formato stardard, che fa tuttavia differenza tra i primi mesi di vita del bebè.
I pannolini in questo caso, sono curati di più, nei minimi particolari, per proteggere al massimo la pelle da eventuali rossori.
Oltre a quelle formato standard, esistono quelli a mutandina ideati per il bimbo alle prese coi primi passi.
Una novità è rappresentata anche dal fatto che si possono trovare i costumini-pannolini.
Sembrano dei veri e propri costumi, rendono ottima la vestibilità , sono composti da un materiale assorbente particolare al fine di non gonfiarsi in acqua come invece accadrebbe con il classico pannolino che potrebbe addirittura sgretolarsi in mille pezzettini.
Infine, tra i pannolini usa e getta, è giusto citare anche i pannolini monouso ecologici prodotti esclusivamente con sostanze biodegrabili
Materiali
I pannolini ecologici monouso sono prodotti con materiale biodegradabile e rispettano in tutto e per tutto la natura. Quelli di stoffa, a seconda della marca, possono essere di cotone non biologico e sbiancato al cloro oppure, di cotone proveniente da agricoltura biologica e non sbiancato. Ci sono poi anche quelli di cotone naturale non biologico, in spugna di cotone ale 100%. Sempre per quanto riguarda i pannolini di stoffa, esistono diversi tipi di strati da inserire tra il pannolino e la mutandina.C’è per esempio un foglio chiamato “pre-pannolinoâ€, di cellulosa, e per questo completamente biodegradabile. I bisognini del bimbo andranno a finire in questo foglio che si può buttare direttamente nel water senza alcun problema, oppure lavare in lavatrice insieme ai pannolini e comuque riutilizzabile al max 3 volte, in quanto potrebbe restringersi.
Tra il pannolino e la mutandina si può inserire anche il cosidetto “panno di seta burettaâ€, ideale sopratutto contro il rossore del sederino. Una particolarità di questo panno è, che per la completa efficacia, prima di utilizzarlo bisogna intingerlo di latte materno. Questo tipo di panno deve essere lavato a mano, cosi come il panno di lana, adatto a tutti i tipi di pannolini. La mutandina è in microfibra e si asciuga molto velocemente.
Inoltre, non è necessario cambiarla ad ogni cambio di pannolino se non è sporca e, proprio per questo motivo non ne servono molte.
Per quanto riguarda i classici pannolini “usa e gettaâ€, citiamo la Fater, nota casa produttrice dei pannolini più noti, i Pampers, che da sempre si occupa di produrre pannolini con prodotti per non danneggiare la natura. Un pannolino pampers, per citare appunto il più conosciuto, è composto da composti da cellulosa, poliestere, polietilene, polipropilene e gel superassorbente.
Alcuni addirittura, vengono prodotti con coloranti naturali che messi a contatto con la cute del piccolo non comporta nessun rischio e serve per rafforzare alcuni punti del pannolini ed impedire la fuoriuscita di pipì o pupù. Quelli per i primi mesi, sono “profumati†con crema di aloe, delicata sulla pelle del neonato. La cellulosa è presente fino al 60% di un pannolino ed è biodegradabile.
Il poliestere è presente nei pannolini nella misura del 5%.
Dal 20% al 40% a seconda del modello, è la percentuale presente in ogni pannolini per quanto riguada il gel superassorbente.
Ricordate che anche i pannolini hanno una scadenza. In ogni confezione, come ogni altro prodotto, potete vederla impressa a lato o sul fondo.
Dopo numerosi studi si è giunti alla conclusione che i pannolini hanno una durata massima di 2 anni dalla data di produzione.
Come sceglierli
Il pannolino va scelto essenzialmente secondo il peso del bambino.Su ogni confenzione c’è scritto la misura e il peso indicativamente del bimbo.
Quando il bambino è piccolo sono da preferire una taglia in più rispetto a quella che dovrebbe portare per il suo peso. Il pannolino resterà così più morbido senza stringere la pancia del bambino durante la chiusura.
Poi meglio scegliere un pannolino sagomato, facilmente chiudibile tra le gambine, in modo da non trovare brutte sorprese al prossimo cambio
Sceglieteli in base poi alle esigenze fisiche del bambino: sarà il bambino stesso che risponderà con la sua pelle (potrebbe comparire l’eritema) a dire che va bene o meno.
Dove acquistarli
I pannolini comunque si possono acquistare presso tutti gli ipermercati e supermercati ma non solo. Anche le farmacie sono attrezzate ma i prezzi ovviamente sono un pochino più alti.Nelle grandi città trovate spacci che trattano anche pannolini di diverse marche a prezzi davvero stracciati.
In alcuni negozi di prima infanzia oltre ai pannolini “usa e getta†potete trovare anche quelli lavabili.
Esistono poi, tanti siti internet dove poter acquistare on-line tutti i tipi pannolini. In questo caso, è meglio ordinarne in quantità “industriale†per ammortizzare le spese di spedizione.
Addio al pannolino, come fare
A cura della Dott.ssa Raffaella Ravasio, Psicologa - Psicoterapeuta
Per prima cosa dobbiamo considerare che il togliere il pannolino è un evento molto importante per ogni bambino ed ogni bimbo può utilizzare strategie, tempistiche (di solito tra i 18 e i 24 mesi ma alcuni bimbi non sono pronti fino ai quattro anni) ed incontrare difficoltà proprie e personali: l’abbandono dell’ uso del pannolino è vissuto con particolari aspettative anche dai genitori e dagli adulti che stanno intorno al piccolo.
Tutto ciò ci fa già comprendere come sia delicato questo passaggio e come sia importante non considerare questo cambiamento un “problema†anche quando i tempi tendono a protrarsi maggiormente; al bambino viene richiesta la capacità di “fare come gli adulti†e di affrontare un notevole cambiamento verso una maggiore autonomia, in tal senso spesso alcuni bambini, può essere il caso della sua bimba, che hanno timore dei cambiamenti e tendono maggiormente a controllare (l’aspetto che lei chiama “decisioneâ€) possono affrontare maggiori difficoltà . Noi adulti dobbiamo cercare di non vivere queste stato con eccessiva ansia e rigidità , rendendo così maggiormente faticoso questo passaggio.
Ci sono dei comportamenti fisiologici indicativi (riscontrabili attraverso la vostra osservazione e il confronto con il pediatra) del fatto che il bambino potrebbe essere pronto (la capacità di avvertire gli stimoli intestinali, la capacità di comunicarli ai genitori, il fastidio per lo sporco e la capacità di stare asciutti per un numero sufficiente di ore): nel caso della sua bimba mi sembra che potrebbero essere stati raggiunti e quindi si tratta di accompagnarla in questo cambiamento.
Come?
• Per prima cosa non utilizzare mai punizioni o commenti squalificanti, cercare di puntare l’attenzione non sulle difficoltà della bambina ma sul fatto che sta crescendo e presto acquisirà anche questa competenza.
• Utilizzando buon senso non essere troppo rigidi sulle modalità del “processo†(porta aperta/chiusa, da solo o con i genitori, nel water o nel vasino, con giochi, il tempo impiegato) e sottolineare con apprezzamenti anche i passi intermedi; non pretendere cioè che la bambina faccia tutto e bene fin da subito. Valorizzando e rinforzando anche i piccoli passi il bambino acquista più sicurezza e teme meno il passaggio successivo.
• Si può creare una certa routine nelle prove, ad esempio accompagnare la bambina dopo i pasti a casa, senza però diventare troppo rigidi. Piuttosto che fare tanti tentativi “fallimentari†conviene fissare un momento di prova in cui abbiamo ha disposizione tempo e sufficiente tranquillità .
• Una volta raggiunto un “successo†gratificare molto la bambina, non attraverso regali varie ma utilizzando il vostro entusiasmo di mamma e papÃ
In sostanza mamma e papà hanno il compito, in questa delicata ma naturale fase di passaggio, di accompagnare con calma e tranquillità la bimba dandole la sicurezza sufficiente per tentare una nuova esplorazione.
Dal pannolino al WC
Quando togliere il pannolino?
Come togliere il pannolino?
L'igiene del neonato
A cura del Ministero della Salute
Quali precauzioni generali è necessario prendere?
Cosa fare per l’igiene e la cura del tralcio del cordone ombelicale?
Come lavare e detergere il bambino?
È invece sicuramente pericoloso l’uso del borotalco – in alcuni paesi è chiaramente indicata sulle confezioni la sua pericolosità nella prima infanzia – in quanto può essere inalato dal bambino se cosparso in quantità cospicua sul torace e sugli arti superiori o, peggio, aspirato direttamente dal contenitore, se il piccolo lo utilizza per gioco.
L’alternativa al bagno è costituita dall’uso di spugnature con acqua a temperatura adeguata, almeno nei primi giorni dopo la nascita. L’acqua e il sapone possono essere sostituiti da latte detergente o da altri prodotti dell’ampia gamma di offerte destinate a queste età . Se, infatti, si nota che il bambino vive il bagnetto come un momento di tensione o di disagio, in tal caso è meglio diradarne la frequenza, detergendolo in modo adeguato ma evitando o limitando la fase d’immersione.
Il rito del bagnetto
In questo caso sarà opportuno cercare di comprendere le ragioni di questo disagio e provare a rifare il bagnetto dopo qualche giorno. Se d’estate fa molto caldo, si può dare sollievo al piccolo utilizzando delle spugnature fresche oppure offrendogli più volte l’immersione in acqua tiepida.
La pratica del bagnetto, dopo i primi giorni del rientro a casa, può essere seguita da un leggero massaggio, che, se gradito dal piccolo, induce rilassamento e predispone al sonno. L’esperienza, comunque, insegna che se il bambino dimostra gradimento per il bagnetto, che rappresenta un momento felice, quasi un gioco, non vi è alcuna controindicazione nel lavarlo nella vaschetta da bagno anche quotidianamente.
Quando tagliare le unghie?
Come pulire le orecchie?
Come pulire il naso?
Cosa fare per il cambio del pannolino?
L’offerta del commercio è ampia, ma andrebbero privilegiati, almeno nei primi tempi, i prodotti che non contengono essenze profumate, ma solo emulsioni leggere che non ungono la cute. In tal caso si raccomandano comunque lavaggi giornalieri, con l’utilizzo di detergenti a basso grado di acidità .
Nelle bambine, nel corso delle prime settimane dopo la nascita, possono essere frequenti delle secrezioni vaginali, ma non è assolutamente opportuno tentare di rimuoverle dall’interno. Esse sono la conseguenza dell’effetto, sulla mucosa del neonato, di ormoni materni ricevuti attraverso la placenta nel corso della gravidanza, ma nel volgere di 15-20 giorni esauriscono i loro effetti. Nei maschietti il prepuzio è spesso aderente al glande, ma nelle delicate manovre di detersione del pene non è opportuno cercare di scoprire del tutto il glande con manovre di stiramento verso il dietro del prepuzio.
Il pannolino non deve mai essere troppo aderente, ma di misura adatta e posizionato con gli adesivi davanti. Nei maschietti ancora in attesa del distacco del cordone ombelicale, nel pannolino il pene dovrebbe essere rivolto verso il basso, nel tentativo di evitare che, facendo la pipì, il piccolo bagni il cordone ombelicale. Di fronte a banali arrossamenti del sederino è spesso sufficiente, se le condizioni ambientali lo consentono, detergere e asciugare delicatamente la parte e lasciarla esposta alla circolazione d’aria attraverso l’impiego di un pannolino applicato in modo ampio e molto largo, oppure ponendo per qualche ora il piccolo a pancia in giù adagiato su un pannolino "aperto" per raccogliere la pipì.
Come prevenire e curare la congiuntivite neonatale?
Tuttavia questo piccolo inconveniente potrebbe ripresentarsi nel corso dei primi mesi, ma dovrebbe scomparire con la crescita del bambino (lo sviluppo della parte centrale del volto). Pertanto è molto raro dovere far ricorso all’oculista o all’otorinolaringoiatra per curare questa congiuntivite.
Questa lieve infezione, che nel piccolo neonato può presentarsi a qualunque ora, nel bambino più grandicello compare per lo più al suo risveglio al mattino. È sufficiente detergere delicatamente l’occhio dalle secrezioni ed effettuare un leggero massaggio della palpebra inferiore verso la radice del naso. In questo modo si potrà osservare la regressione di questo banale evento in poche ore.
Se, invece, il fenomeno non regredisce, dopo la detersione accurata, nel volgere di 12-24 ore, oppure si è in presenza di un importante arrossamento delle palpebre, soprattutto se accompagnato da rialzo della temperatura corporea, è comunque necessario consultare con tempestività il pediatra o l’oculista.





















