RISPOSTA: Attraverso questo comportamento può darsi che vostro figlio stia cercando di comunicare un disagio: il messaggio che arriva in modo più evidente è quello della rabbia (il bimbo sembra sia arrabbiato per qualcosa che sta accadendo).
Altro segnale che arriva è che reclama attenzione e accoglimento e per tale motivo non tollera ne i rimproveri ne i "no".
La strategia che adotta suo marito a casa probabilmente aggrava la situazione, ma non perché suo marito sta sbagliando ad accontentare vostro figlio in ogni capriccio, bensì perché sembra che al momento voi come genitori non riusciate a dare al bambino l'idea che mamma e papà hanno una linea educativa comune. E in questo senso aggrava la situazione anche la mancanza di appoggio da parte sua ai tentativi di risoluzione del problema da parte di suo marito (mancanza di appoggio che probabilmente suo figlio percepisce).
Credo che prima di parlare a lui dobbiate trovare un accordo tra di voi rispetto alla linea da tenere con vostro figlio, la quale deve essere caratterizzata sia dai "no" che dalle concessioni (è importante che siano condivise da entrambi i genitori altrimenti il bambino si disorienta e tenderà a cercare di ottenere sempre ciò che vuole puntando sulla debolezza di accordo tra la coppia dei genitori).
Sono inoltre d'accordo con lei quando esprime il timore che il discutere animatamente dinnanzi al bimbo possa contribuire ad alimentare il comportamento di rabbia di vostro figlio e, sempre nell'ottica di mandare un messaggio di coesione nell'essere genitori, è importante che tali discussioni avvengano in uno spazio vostro, di coppia, nel quale vostro figlio non deve entrare.
Credo quindi che sia importante che troviate prima voi come genitori un'accordo rispetto ad una linea comune da seguire e che vi sosteniate a vicenda nell'educazione di vostro figlio.
Riguardo al consiglio che le hanno dato le insegnanti, ovvero di far fare a suo figlio dello sport, non mi sembra una cattiva idea; chiaro è che non è di certo risolutorio rispetto al problema.
Tuttavia esso può contribuire all'esperienza del controllo di sé e al rispetto delle regole.
Il karate per esempio è uno sport dalla ferrea disciplina, in cui l'aggressività deve essere gestita ed incanalata; credo quindi possa fare bene al bambino, purché non pensiate che lo sport sia sufficiente a risolvere la situazione.
Roberta Milzoni
Altro segnale che arriva è che reclama attenzione e accoglimento e per tale motivo non tollera ne i rimproveri ne i "no".
La strategia che adotta suo marito a casa probabilmente aggrava la situazione, ma non perché suo marito sta sbagliando ad accontentare vostro figlio in ogni capriccio, bensì perché sembra che al momento voi come genitori non riusciate a dare al bambino l'idea che mamma e papà hanno una linea educativa comune. E in questo senso aggrava la situazione anche la mancanza di appoggio da parte sua ai tentativi di risoluzione del problema da parte di suo marito (mancanza di appoggio che probabilmente suo figlio percepisce).
Credo che prima di parlare a lui dobbiate trovare un accordo tra di voi rispetto alla linea da tenere con vostro figlio, la quale deve essere caratterizzata sia dai "no" che dalle concessioni (è importante che siano condivise da entrambi i genitori altrimenti il bambino si disorienta e tenderà a cercare di ottenere sempre ciò che vuole puntando sulla debolezza di accordo tra la coppia dei genitori).
Sono inoltre d'accordo con lei quando esprime il timore che il discutere animatamente dinnanzi al bimbo possa contribuire ad alimentare il comportamento di rabbia di vostro figlio e, sempre nell'ottica di mandare un messaggio di coesione nell'essere genitori, è importante che tali discussioni avvengano in uno spazio vostro, di coppia, nel quale vostro figlio non deve entrare.
Credo quindi che sia importante che troviate prima voi come genitori un'accordo rispetto ad una linea comune da seguire e che vi sosteniate a vicenda nell'educazione di vostro figlio.
Riguardo al consiglio che le hanno dato le insegnanti, ovvero di far fare a suo figlio dello sport, non mi sembra una cattiva idea; chiaro è che non è di certo risolutorio rispetto al problema.
Tuttavia esso può contribuire all'esperienza del controllo di sé e al rispetto delle regole.
Il karate per esempio è uno sport dalla ferrea disciplina, in cui l'aggressività deve essere gestita ed incanalata; credo quindi possa fare bene al bambino, purché non pensiate che lo sport sia sufficiente a risolvere la situazione.
Roberta Milzoni





















