Nido, asilo e scuola
Buongiorno, mia figlia ha 22 mesi e da settembre ha iniziato il nido solo la mattina in previsione del mio ritorno al lavoro in marzo.
Quando faceva mezza giornata più che piangere si lamentava ma in alcuni periodi la lasciavo tranquilla a scuola con le maestre senza nessun problema.
Ora ha iniziato a fare giornata intera perchè io lavoro full-time solo che la situazione è drasticamente peggiorata.
Sicuramente è dato dal prolungamento del tempo a scuola ma nello stesso periodo ho iniziato ad avere dei dubbi sull'atteggiamento delle maestre verso mia figlia e inizio a perdere la fiducia nei loro confronti.
Secondo lei è giusto cambiare scuola, dato che ci sono alcuni comportamenti nei confronti di mia figlia che non mi fanno stare sicura e anche perchè da quando ho prolungato l'orario a scuola di mia figlia non la seguono più come prima?
H>o anche pensato di farla tornare a fare mezza giornata e farla poi venire a prendere da una baby-sitter di fiducia finchè o io o il papà finiamo al lavoro...
la ringrazio anticipatamente.
Mio figlio Davide ha 4 anni, ha frequentato nei mesi di settembre e ottobre 2010 l'asilo per circa 3 giorni a settimana, ammalandosi 2 volte di influenza.
Premetto che a parte la 1° settimana, non è mai andato volentieri.
Con la 2°influenza è stato a casa per circa 1 mese.
Quando abbiamo tentato di riportarlo ha avuto forti crisi di ansia, con tremori e dissenteria, pregandomi di non portarlo perchè "i bimbi grandi sono cattivi".
Nell'asilo l'orario di apertura è dalle 8.00 alle 9:15 e fino alle 10.00 i bimbi di tutte le classi vengono lasciati nel salone, per cui ci sono 78 bimbi che giocano, corrono e urlano, Davide quando lo portavo si tappava le orecchie dicendo che c'era troppo "rumore" e troppo bimbi che urlavano, le sue maestre non sono molto effettuose, non l'hanno mai preso in braccio o fatto un "complimento", la bidella che lo accompagna in bagno mi ha sempre detto che Davide non rideva mai e diceva di essere "molto arrabbiato" e chiedeva continuamente alle maestre quando era ora di tornare a casa.
Quando lo andavamo a prendere alle 12:00 aveva sempre una sete terribile (premetto che è un bambino che beve molto, e all'asilo gli danno da bere una sola volta, però se ha sete lo può chiedere alla maestra, ma lui non l'ha mai chiesto) tornato a casa non voleva lavarsi le mani per mangiare, mangiava pochissimo facendo molti capricci, nei giorni in cui ha fraquentato l'asilo e si svegliava spesso di notte piangendo e tremando di paura.
Ho deciso di sospendere la frequenza all'asilo fino in primavera, a casa è molto felice, non ha più manifestato quelle ansie e quelle paure.
Tra 2 mesi dovrebbe riprendere l'asilo, a casa sta con i nonni fino all'arrivo di noi genitori, è figlio unico ed unico nipotino, lo abbiamo iscritto all'asilo solo per socializzare con i suoi coetanei. Oggi se gli parlo di andare all'asilo, sempre in modo molto positivo, diventa pallido e mi prega di non portarlo, dicendomi che io e la nonna siamo le sue maestre, non quelle dell'asilo.
Vorrei un consiglio per fargli superare questa ansia. Vi ringrazio molto.
Cordiali saluti, Lisa
Andrea, 4 anni a febbraio, non vuole andare alla scuola materna.
Ogni giorno appena diventa buio chiede se l'indomani si va a scuola e al nostro "si" protesta, si intristisce e cerca di trovare alternative alla scuola: vado dalla nonna... resto a casa da solo!
Noi gli spieghiamo cha ognuno di noi ha dei compiti: mamma e papà al lavoro, lui al "lavoro all'asilo" poi alle 16.00 ci ritroviamo x stare tutti insieme, ma lui niente non ci vuole andare, non gli interessa e a nulla valgono incitamenti come: "stai con gli altri bimbi, giochi, impari cose nuove".
Andrea ad 1 anno e mezzo ha frequentato l'asilo nido.
Sono molto dispiaciuta che viva male queste prime regole di vita e vorrei aiutarlo ad essere sereno.
Mio figlio di 2 anni ha iniziato 2 mesi fa ad andare all'asilo nido per la prima volta.
L'anno prima quando ero tornata a lavorare part time, restava con la nonna e a parte qualche lamentela dei primi giorni si era abituato presto a questa nuova abitudine.
Premesso che 3 mesi 1/2 fa ci siamo trasferiti dalla Lombardia in Abruzzo e che quindi ora siamo lontani da nonni, cugini e amici, abbiamo pensato visto l'attaccamento che ha sempre dimostrato nei miei confronti (mi segue anche in bagno) e il suo carattere molto sensibile, di iscriverlo all'asilo per continuare ad avere dei contatti con altri bambini e non abituarlo a stare sempre con me ora che sono a casa.
Il problema è che non è ancora integrato con gli altri bambini, infatti se i giochi non sono coordinati da una maestra non gioca da solo o con gli altri bambini.
Segue le maestre tutta la mattina e chiede di me tutto il tempo, scoppiando a piangere tutte le volte che il campanello dell'asilo suona (sperando che sia io).
Sente come momento critico soprattutto il pranzo: qualche settimana fa si rifiutava di mangiare, ora mangia ma spesso non vuola sedersi a tavola con gli altri bambini, vorrebbe stare in braccio alla maestra o in caso gli venga negato preferisce mangiare al tavolo accanto da solo.
L'unico momento in cui partecipa alle attività volentieri con i suoi compagni è quando fanno le prove della recita natalizia.
Cosa possiamo fare io, mio marito o le maestre per aiutarlo ad inserirsi meglio?
Problemi con un'aggressione a scuola sembra impossibile, ma mia figlia di 2 anni e mezzo, il primo giorno di asilo, ha subito un'aggressione da un suo compagno di classe della stessa età (tengo a sottolineare che ha frequentato anche un nido senza problemi).
Praticamente mi hanno telefonato dicendo di andare a scuola, trovandola con un morso sulla guancia, un occhio nero e gonfio, svariati graffi sul viso e sulle palpebre.
Io non ho drammatizzato e l'ho riportata a casa, ma nel corso del giorno dopo non smetteva di piangere e l'ho portata al pronto soccorso e dal pediatra con 13 gg totali di prognosi.
Ora, a distanza di 2 mesi, ha ancora i segni in faccia, ma non sono questi a preoccuparmi, ma il fattore che non va più a scuola.
Le ho anche cambiato scuola, portandola 2 gg per qualche minuto con relativi pianti.
Non si è mai staccata da me e a casa e ripiombata nell'ansia più totale, non lasciandomi mai, piangendo in ogni occasione, non dormendo più sola e non volendo stare più con nessuno, nemmeno nonni o figure conosciute.
Non so più che fare...
Praticamente mi hanno telefonato dicendo di andare a scuola, trovandola con un morso sulla guancia, un occhio nero e gonfio, svariati graffi sul viso e sulle palpebre.
Io non ho drammatizzato e l'ho riportata a casa, ma nel corso del giorno dopo non smetteva di piangere e l'ho portata al pronto soccorso e dal pediatra con 13 gg totali di prognosi.
Ora, a distanza di 2 mesi, ha ancora i segni in faccia, ma non sono questi a preoccuparmi, ma il fattore che non va più a scuola.
Le ho anche cambiato scuola, portandola 2 gg per qualche minuto con relativi pianti.
Non si è mai staccata da me e a casa e ripiombata nell'ansia più totale, non lasciandomi mai, piangendo in ogni occasione, non dormendo più sola e non volendo stare più con nessuno, nemmeno nonni o figure conosciute.
Non so più che fare...
Mia figlia di 5 anni chiede sempre durante il giorno di fare pipì, ma solo poche volte la fa realmente.
L'esame delle urine è ok.
Di recente mandiamo la bambina da una maestra amica di famiglia per farle fare il programma di prima, così l'anno prossimo, potrà passare in seconda.
Sembra molto entusiasta ma non vorrei che non fosse pronta!
Può essere questo fatto correlato al disturbo della pipì?
E' il caso che la porti da uno specialista psicologo?
L'esame delle urine è ok.
Di recente mandiamo la bambina da una maestra amica di famiglia per farle fare il programma di prima, così l'anno prossimo, potrà passare in seconda.
Sembra molto entusiasta ma non vorrei che non fosse pronta!
Può essere questo fatto correlato al disturbo della pipì?
E' il caso che la porti da uno specialista psicologo?
Buongiorno, vorrei sottoporle il problema di mio figlio che ha iniziato la prima elementare con grosse difficoltà . Con le insegnanti abbiamo notato che è perennemente distratto, che non ascolta e soprattutto non “memorizzaâ€. O meglio, capisce quello che gli viene spiegato, ma solo qualche minuto dopo ha già rimosso. Il problema più grave è che non ascolta: ho provato molte volte a raccontargli qualcosa che potrebbe essere di suo interesse, cercando di carpire così la sua attenzione. Dice di aver ascoltato e di aver capito... subito dopo gli chiedo di ripetermi quanto gli ho appena detto e non lo ricorda. Vorrei precisare che è sempre stato un bambino molto vivace, che alla scuola materna non ha mai dato particolari problema e soprattutto l’ultimo anno (in cui svolgono attività pre-scolare) le insegnanti mi hanno riferito che ha risposto bene alle attività proposte. Di recente ho letto qualcosa sulla sindrome dell’iperattività e mi pare che mio figlio ci rientri bene, ma non ho le competenze per una valutazione adeguata. Ho un’altra figlia di 10 anni che è in V elementare e non mi ha mai dato particolari problemi. Cosa ho sbagliato con il piccolo? Attendo Sue informazioni e consigli in merito. Ringrazio anticipatamente e porgo cordiali saluti.
Salve, il mio bambino che ha 2 anni e mezzo ha iniziato l'asilo nido da 2 mesi. L'inserimento non è stato semplice, in modo particolare la separazione da me. Poi quando rimane all'asilo tutto procede bene, tranne alcunii episodi di aggressività con alcuni bimbi. Ma da allora la sua modalità di addormentamento si è stravolta: lui non ha mai avuto problemi nell'addormentarsi, il libro, un po' di latte e poi si va letto, un saluto e via. Ora per convincerlo a dormire ci vuole almeno un'ora. Le abbiamo provate tutte, dalle coccole alle canzoncine fino alle sgridate, ma i tempi rimangano questi. Non capisco se teme il distacco e ciò gli impedisca di abbandonarsi al sonno, perchè pur impegnadosi anche lui, (ciuccia intensamente il suo ditino) fatica a dormire. Quali strategie possiamo adottare per aiutarlo? Grazie
Ho un bambino che compirà tre anni.
Ha iniziato da poco la scuola d'infanzia e vedo che soffre nel distacco.
La cosa che però mi preoccupa maggiormente è il fatto che a scuola non vuole mangiare e quando arriva a casa rifiuta ugualmente il cibo.
Abbiamo provato a non centrare l'attenzione su questa sua difficoltà , ma alla terza settimana di diniego (in cui si nutriva di solo latte e biscotti) abbiamo anche provato a rimproverarlo senza ottenere risultati.
Non sappiamo più come muoverci, non è facile vederlo così, anche perchè non vorremmo fosse più difficile dopo disinnescare un atteggiamento.
Il bimbo è spesso ammalato e non ha fratellini, non è un gran mangione, ma bene o male ha sempre finito almeno un piatto di pasta.
Le chiedo gentilmente qualche consiglio sia per noi genitori che per le maestre a scuola, dispiaciute anch'esse.
Ha iniziato da poco la scuola d'infanzia e vedo che soffre nel distacco.
La cosa che però mi preoccupa maggiormente è il fatto che a scuola non vuole mangiare e quando arriva a casa rifiuta ugualmente il cibo.
Abbiamo provato a non centrare l'attenzione su questa sua difficoltà , ma alla terza settimana di diniego (in cui si nutriva di solo latte e biscotti) abbiamo anche provato a rimproverarlo senza ottenere risultati.
Non sappiamo più come muoverci, non è facile vederlo così, anche perchè non vorremmo fosse più difficile dopo disinnescare un atteggiamento.
Il bimbo è spesso ammalato e non ha fratellini, non è un gran mangione, ma bene o male ha sempre finito almeno un piatto di pasta.
Le chiedo gentilmente qualche consiglio sia per noi genitori che per le maestre a scuola, dispiaciute anch'esse.


















