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  • ANSIA DA DISTACCO

    Ho un bambino che compirĂ  tre anni.
    Ha iniziato da poco la scuola d'infanzia e vedo che soffre nel distacco.
    La cosa che però mi preoccupa maggiormente è il fatto che a scuola non vuole mangiare e quando arriva a casa rifiuta ugualmente il cibo.
    Abbiamo provato a non centrare l'attenzione su questa sua difficoltĂ , ma alla terza settimana di diniego (in cui si nutriva di solo latte e biscotti) abbiamo anche provato a rimproverarlo senza ottenere risultati.
    Non sappiamo più come muoverci, non è facile vederlo così, anche perchè non vorremmo fosse più difficile dopo disinnescare un atteggiamento.
    Il bimbo è spesso ammalato e non ha fratellini, non è un gran mangione, ma bene o male ha sempre finito almeno un piatto di pasta.
    Le chiedo gentilmente qualche consiglio sia per noi genitori che per le maestre a scuola, dispiaciute anch'esse.
    RISPOSTA: Gentile Sig.ra,
    capisco che si preoccupi per questo comportamento del bambino.
    Questa difficoltà sembra essere stata scatenata, da quello che dice, da una reazione negativa al distacco, una sorta di opposizione a questa nuova situazione (mi chiedo se questa sia la prima vera separazione che il bambino si trova a vivere; inoltre, bisogna tenere presente che è figlio unico per cui immagino sia molto legato a voi).
    D’altra parte la relazione con la madre, fin dalla nascita, si gioca fondamentalmente sul piano dell’alimentazione e questa può facilmente diventare terreno di scontro.
    Credo abbiate fatto bene a cercare di non dar troppo peso alla cosa, cercando così di non sostenere questo gioco.
    Forse ci vuole solo ancora un po’ di pazienza: quando il bambino avrà “digerito” questo cambiamento e sperimentato che l’asilo è bello e che voi, nonostante il cambiamento, gli volete ancora bene, questo comportamento dovrebbe rientrare.
    Magari potete provare a ritagliarvi uno spazio di tempo in cui stare solo con lui a fare qualche attività che lo gratifichi; oppure, se è lei che si occupa prevalentemente del momento pappa, provi a delegare a suo marito questo compito: forse diventerà più facile.
    Se, però, doveste vedere che questo comportamento non rientra o peggiora, è forse bene approfondirne le cause con uno psicologo, anche per tranquillizzarvi e capire quale sia il modo migliore per affrontare questa piccola crisi.

    Cordialmente

    Giulia Ronchetti

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