Io e la mia compagna ci siamo separati da ottobre del 2009, abbiamo un bambino di 21 mesi che aveva circa 15 mesi quando lei ha deciso di separarci. Il bambino sin dalla nascita ha sempre dimostrato di stare più volentieri con il papà che con la mamma, ad esempio preferiva che fossi io a cambiargli il pannolino, se andavamo dal pediatra cercava me e non la mamma per essere rassicurato. Comunque il bambino all’inizio della separazione non dava segni eclatanti di malessere, io lo vedevo il martedi il giovedi e un fine settimana si e uno no.
Ora invece mantenendo la stessa frequenza di visita, il bambino da segni di sofferenza ogni volta che io mi stacco da lui, piange come non ha mai fatto, la mamma mi dice che quando lo riporto dopo che ha passato il fine settimana con me rimane silenzioso, sembra trovi difficoltà a muoversi nella sua casa dove è nato e vive, mentre quando è nella mia casa è tranquillo e si muove tranquillamente, situazione che con molta difficoltà sono riuscito a creare.
Ho provato a fermarmi di più quando lo riporto a casa aspettando che lui vada a dormire, ma resta comunque il fatto che lui sia sempre attento ai miei movimenti, vedendo se mi avvicino alla porta di casa per uscire o meno, e resta sempre il fatto che lui escluda la mamma da tutto il resto preferendo sempre che sia io ha cambiarlo a cullarlo o a giocarci.
Questa situazione a me ma sopratutto a mio figlio crea dei grossi problemi, vorrei sapere se lui stia esprimendo la volontà di stare con me piuttosto che con la mamma o se potrebbero esserci ulteriori possibilità per risolvere è quindi migliorare questa soluzione.
RISPOSTA: Gentile signore,
le separazioni, anche se non particolarmente conflittuali, sono sempre eventi molto difficoltosi da gestire ed elaborare per i bimbi, a qualsiasi età : dai suoi racconti mi sembra che lei e la sua ex compagna siate dei genitori attenti; tuttavia può succedere che un bimbo senta maggiormente la "lontananza" di un genitore. Il bimbo potrebbe essere meno tranquillo nella casa in cui è nato proprio perchè è lì che sente maggiormente la lontananza del papà , da cui ha sempre avuto un rapporto accudente. Data l'età del bimbo e la situazione è importante che voi genitori lavoriate in team per cercare di aiutare il bimbo; in tal senso esistono molti spazi di mediazione familiare, anche gratuiti nel servizio pubblico, in cui i genitori si confrontano, lontano da avvocati e tribunali, sulle argomentazioni più pratiche (turni, decisioni inerenti la vita del bambino) ma anche sugli aspetti emotivi, che spesso è difficile gestire da soli. E' un percorso forse un pò faticoso ma senz'altro confrontarvi tra voi con un altra persona rappresenta un valido aiuto per la gestione delle difficoltà del vostro bimbo, che necessita della presenza imprescindibile di entrambi i genitori.
Raffaella Ravasio