La primavera è una stagione ricca di colori e di profumi che ci permette di apprezzare tutte le meraviglie della natura in fiore.
Ma per chi soffre di allergie, la primavera può rivelarsi un vero e proprio incubo.
Ma per chi soffre di allergie, la primavera può rivelarsi un vero e proprio incubo.
Basta pensare che in Italia sono circa 10 milioni le persone allergiche e l’incidenza di questo disturbo colpisce un numero sempre più elevato di bambini e adulti ogni anno.
Sono molte le cause sospettate di favorire questo boom di allergie: l’inquinamento atmosferico, l’alimentazione, l’igiene eccessiva, i cambiamenti del nostro sistema immunitario. Alcune spiegazioni hanno un fondamento scientifico, mentre altre restano solo ipotesi.
L’inquinamento
Ad esempio, è dimostrato come gli inquinanti che respiriamo si diffondano nei polmoni causando un aumento dei nuovi casi di allergie e di asma e un aumento di crisi in chi già ne soffre. In più, molti studi dimostrano come l’inquinamento non solo irriti le vie aeree causando l’asma, ma influisca anche indirettamente potenziando l’effetto allergico dei pollini. Tanto che l’incidenza dei sintomi respiratori legati alle allergie per chi vive in città sono di 3 volte superiori rispetto a chi vive in zone di campagna.
In particolare, è sempre più alto il numero di bambini che soffre di allergia. Ci sono diverse tesi per spiegare questo fenomeno. Un’ipotesi, ad esempio, è che gli inquinanti atmosferici possano passare attraverso la placenta delle donne incinte, influendo negativamente sul feto e aumentando il rischio di allergie fin dalla nascita.
Le condizioni igieniche
Un’altra tesi molto accreditata è la cosiddetta “ipotesi igienica”. Sembra infatti che le nuove condizioni in cui crescono i bambini, cioè condizioni igieniche migliori, minor numero di persone all’interno del nucleo familiare, assenza di animali domestici e contatti più rari con la natura, influiscano direttamente sull’aumento delle allergie. In pratica, meno si viene a contatto con sostanze potenzialmente allergizzanti durante l’infanzia, maggiori probabilità si hanno di sviluppare reazioni allergiche in seguito.
L’alimentazione
Anche l’alimentazione sembra svolgere un ruolo di massima importanza anche per quanto riguarda le allergie. Alcune ricerche recenti dimostrano infatti come i bambini che bevono regolarmente succhi di mela o mangiano banane siano meno soggetti a soffrire di asma. I piccoli che invece mangiano molti hamburger e patatine mostrano un aumento dei sintomi asmatici. Una dieta sana, insomma, contribuisce al benessere fisico anche proteggendoci dalle allergie.
I vaccini: una soluzione?
I vaccini contro l’allergia possono rappresentare la soluzione al problema, anche se sono soggetti a numerose limitazioni. Il concetto su cui si fondano è la somministrazione al paziente di dosi via via crescenti della sostanza allergizzante per “abituare” il corpo.
Fino a qualche anno fa la somministrazione del vaccino avveniva tramite un’iniezione sottocutanea e il trattamento era piuttosto impegnativo soprattutto sul piano pratico. Il paziente, infatti, doveva recarsi in ospedale una volta a settimana anche per molti anni di seguito.
Da quando sono stati introdotti i vaccini per via orale (gocce da assumere comodamente a casa, sempre previa prescrizione medica), questa pratica è molto più accessibile.
Restano comunque numerose le limitazioni per questa terapia desensibilizzante. Innanzitutto, il vaccino riduce i sintomi ma non li elimina del tutto, quindi alle gocce è necessario accompagnare l’usuale terapia. In secondo luogo, non è dimostrato scientificamente che i nuovi vaccini per via orale abbiano la stessa efficacia delle iniezioni sottocutanee. Infine, la vaccinazione funziona soprattutto per curare la congiuntivite allergica e le riniti, molto meno per l’asma.
Questo trattamento, comunque, risulta molto efficace soprattutto nei bambini, che sono i piĂą colpiti dalle allergie.




















