L’influenza suina: come riconoscerla
L’influenza A, meglio nota col nome di influenza suina, è una malattia respiratoria virale molto contagiosa. Per evitare inutili allarmismi, va detto subito che la percentuale di mortalità è bassa (si aggira fra l’1 e il 4%).
I sintomi, simili a quelli dell’influenza stagionale, sono i seguenti:
- febbre uguale o superiore ai 38°
- cefalea
- malessere
- brividi, sudorazione
- stanchezza, spossatezza
- tosse
- naso che cola
- mal di gola
Contagio e trasmissione
Non è possibile ammalarsi consumando carne infetta, perché il virus non sopravvive alle elevate temperature necessarie per la cottura e nemmeno ai processi di essiccazione e maturazione tipici degli insaccati. Inoltre l’Italia non importa carne suina dal Messico da almeno 10 anni.
La trasmissione avviene invece da uomo a uomo con le stesse modalità dell’influenza tradizionale:
1) per via aerea attraverso gocce di saliva di chi starnutisce o tossisce (in luoghi chiusi o affollati è più probabile la diffusione);
2) per via indiretta attraverso il contatto con mani contaminate da secrezioni respiratorie.
Il periodo di incubazione è di 2-3 giorni e si resta contagiosi per 4-5 giorni dopo la prima comparsa dei sintomi. Nel caso dei bambini il periodo di contagiosità può essere anche di 10 giorni.
Se siete stati all’estero
Attualmente l’influenza A è diffusa soprattutto in Messico e negli Stati Uniti, ma anche in nazioni europee come l’Inghilterra. Se siete appena rientrati da uno dei Paesi colpiti è necessario prendere alcune precauzioni:
- controllare la comparsa di eventuali sintomi entro 7-10 giorni dal rientro;
- se compaiono sintomi influenzali, contattare subito il proprio medico;
- lo Stato invita chi rientra dal Messico e lavora in ambienti chiusi e a contatto con la collettività a rimanere a casa per 7 giorni dopo il rientro dal viaggio. Lo stesso vale per studenti e bambini.
Influenza suina: gravidanza e allattamento
Secondo la SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia), in caso di dubbi è importante rivolgersi prontamente al proprio ginecologo. Da alcuni studi emerge infatti come le donne in gravidanza siano maggiormente esposte al rischio di contrarre il virus e incorrere in complicazioni gravi.
In caso di contagio, e dietro parere del medico, la gestante dovrà ricorrere al trattamento con antivirali che, assicura la SIGO, sono sicuri anche per il feto.
Gi antivirali sono adatti anche in caso di allattamento al seno, perché solo piccole e innocue quantità passano attraverso il latte materno.
I sintomi nei bambini
Nei bambini più piccoli, che non sono in grado di descrivere i sintomi, l’influenza suina può manifestarsi sotto forma di irritabilità , pianto e mancanza di appetito.
Nei neonati l’influenza si manifesta spesso con vomito, diarrea e solo in alcuni casi febbre.
I bambini in età prescolare possono presentare occhi arrossati e congiuntivite, oltre a mal di gola, bronchite e febbre alta.























