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Varedo (MB): Kids as Dolphins
Sabato 3 e domenica 4 dicembre nella piscina Lido Azzurro di Varedo (MB) si svolgerà il corso di due giorni Kids as Dolphins.
"Kad (Kids as Dolphins) è un progetto educativo di Apnea Academy mirato alla salvaguardia e alla sicurezza del bambino in acqua.
Attraverso il gioco, l’esecuzione degli esercizi egli apprenderà tutti quei comportamenti, nozioni, e regole importanti per aumentare la sua “consapevolezza” in acqua, il suo autoascolto e per porsi in un nuovo modo accanto ai compagni di gruppo".
Con Ilaria Bonin i vostri piccoli saranno in buone mani, perché al di là di essere pluricampionessa mondiale di apnea, Ilaria è una persona speciale che lavora da tanto tempo con i bambini in acqua, anche con bimbi che hanno problemi.
Programma:
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Giorno |
Ora |
Teoria |
Pratica |
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Sabato
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Mattino |
Presentazione e conoscenza Esercizi di respirazione |
Elementi di stile/dorso/rana, Tuffi Percorso Orizzontale a CL e con Maschera Snorkeling |
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Pomeriggio |
La compensazione Esercizi di rilassamento |
Percorso verticale a CL e con Maschera Recupero oggetti a CL e con Maschera Percorso Orizzontale con attrezzatura Snorkeling in superficie in coppia |
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Domenica
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Mattino |
Il sistema di coppia Esercizi di respirazione |
Percorso verticale con attrezzatura Percorso verticale con attrezzatura in coppia La capovolta Esercizi propedeutici al trasporto |
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Pomeriggio |
Salvamento e sicurezza in acqua Esercizi di rilassamento |
Percorso verticale con attrezzatura in coppia Snorkeling con fase subacquea in coppia Snorkeling e recupero del compagno
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Per maggiori informazioni:
Centro Natatorio Lido Azzurro Varedo
Viale Rebuzzini, Varedo
Telefono: 0362.580874
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http://www.npvaredo.it/index.php?option=com_content&view=category&layout=blog&id=1&Itemid=50
Acquaticità genitori-bambino
Acquaticità per bambini
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Marco Salemmi, Direttore della piscina San Carlo di Milano illustra il metodo di approccio all'acqua.
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Decalogo acquatico del bravo genitore
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Mamme e papà, guardate questo video che vi illustra cosa fare e non fare al mare o in piscina con i vostri bambini. |
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Salute bambini: la piscina non provoca l'asma
Secondo uno studio pubblicato di recente sull’American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine i bambini che fanno nuoto in modo amatoriale non presentano un maggior rischio di diventare asmatici e, se lo sono già, hanno solo da guadagnare sul fronte della funzionalità respiratoria.
Nel nuovo studio sono stati presi in considerazione quasi 6000 bambini, seguiti dalla nascita fino ai 10 anni.
I dati raccolti evidenziano che frequentare regolarmente piscine clorate non aumenta il rischio di sviluppare asma o di presentare sintomi allergici.
Anzi, la pratica del nuoto sembrerebbe associata a una migliore funzionalità polmonare e a minori sintomi o respiratori, in particolar modo nei bambini asmatici.
I nuovi dati andrebbero così a smentire gli allarmismi che si erano creati in passato sul rapporto fra frequentazione di piscine clorate e sviluppo di asma nei bambini.
"Studi precedenti avevano suggerito la possibilità che nuotare nelle piscine disinfettate con cloro aumentasse il rischio di asma in bambini e ragazzi – ricorda Eugenio Baraldi, professore associato di pediatria all’Università di Padova nonché autore di un editoriale sul tema pubblicato sulla stessa rivista a quattro mani insieme al professor Giorgio Piacentini dell’Università di Verona -.
Questo perché il cloro utilizzato per disinfettare l’acqua delle piscine in presenza di ammoniaca e liquidi organici (urine e sudore) può dare origine a sostanze capaci di attaccare lo stato di protezione degli alveoli polmonari causando iperreattività bronchiale, una delle componenti dell’asma. Evidentemente questi potenziali effetti negativi dipendono non solo da come viene mantenuta la piscina, ma anche da quanto tempo si passa in questo ambiente.
In chi fa nuoto a livello agonistico è più facile che si inneschi un quadro di iperreattività bronchiale, ma nei bambini che frequentano le piscine un paio di volte la settimana il rischio sembrerebbe non sussistere alla luce dei nuovi dati".
Fonte: Corriere.it
L'educazione acquatica dei bambini: acqua, benessere e tanto divertimento!
Noi genitori abbiamo un ruolo fondamentale nel sostenere e guidare i nostri figli nello sviluppo di una buona acquaticità. Con affetto, pazienza e una comunicazione costante permetteremo al nostro bimbo di godere di tutti i benefici legati all'elemento acqua.
In casa: l'educazione acquatica inizia dal bagnetto!
Dopo la nascita, il neonato conserva per qualche tempo il ricordo della vita nel grembo materno: un ambiente liquido dove il bebè ha "galleggiato" per 9 mesi. E' quindi la natura stessa a favorire una buona predisposizione del bambino nei confronti dell'elemento acquatico.Noi genitori possiamo fare molto per far sì che questa inclinazione naturale del neonato non vada persa. Il bagnetto deve risultare un'esperienza piacevole e stimolante: parliamo al piccolo, trasmettiamogli tutto il nostro affetto e ricordiamoci che nella vasca prima si gioca.. e solo alla fine ci si lava! Paperelle e simili non devono mai mancare per rendere l'ambiente acquatico ancora più stimolante.
Ogni bambino è unico e sta a noi genitori, che lo consociamo meglio di chiunque altro, capire qual è il metodo migliore per favorire un approccio armonioso con l'acqua. Alcuni bimbi ad esempio piangono in continuazione durante il bagnetto. In questo caso è importante armarsi di pazienza e cercare di distrarre il piccolo con parole affettuose e confortanti, facendo il possibile per metterlo a proprio agio.
Ricordiamo poi che la sicurezza è un aspetto fondamentale. Anche fra le rassicuranti mura domestiche dobbiamo stare sempre molto attenti e non lasciare mai il bambino da solo durante il bagnetto o nelle vicinanze della vasca con l'acqua.
In piscina: pesciolini si diventa!
La piscina è l'ambiente ideale per permettere al nostro bambino di acquisire una buona acquaticità. Gli spazi più ampi rispetto alla vasca di casa permettono ai nostri piccoli di godere al meglio dei benefici derivanti dall'attività in acqua, che favorisce lo sviluppo psicomotorio, potenzia le capacità relazionali e amplifica le abilità percettive. In più, dopo una giornata in piscina, possiamo stare certi che i nostri bimbi dormiranno tutta la notte come angioletti!Un aspetto molto importante per garantire ai nostri figli un'esperienza serena e costruttiva è la scelta di una piscina che rispetti le loro esigenze. Innanzitutto, verifichiamo se la struttura ha delle piscine piccole o medie apposta per i bambini. L'aspetto più importante comunque è la profondità: il genitore deve toccare senza problemi per garantire la giusta sicurezza al figlio.
Un ambiente tranquillo sarebbe da preferire. Se c'è troppa confusione, il bambino potrebbe agitarsi. Quindi cerchiamo di individuare, nel limite del possibile, gli orari in cui la struttura è meno affollata.
Ricordiamo poi che la prima volta che portiamo il nostro bambino in piscina, è importante aiutarlo a prendere confidenza con il nuovo ambiente. L'età non conta: che abbia 3 mesi o 3 anni dobbiamo assicurarci che nostro figlio si senta a proprio agio prima di entrare in acqua.
Parliamo al bambino e spieghiamogli dove siamo, cosa faremo e che ci divertiremo tanto insieme. Facciamo anche un sopralluogo tenendo il piccolo in braccio o per mano, e solo quando lo vedremo sereno potremo entrare in acqua.
Importante: per qualsiasi dubbio su problematiche mediche o dermatologiche, prima di andare in piscina è importante consultare il proprio pediatra!
Al mare: bimbi, acqua e natura
Al mare i nostri bimbi si divertono, sviluppano la propria acquaticità in un ambiente aperto e hanno l'occasione di rafforzare il legame con la natura.Inoltre, l'aria marina contribuisce al benessere delle vie respiratorie e a rafforzare il sistema immunitario grazie al cosiddetto "aerosol marino": il vento e il moto ondoso sottraggono all'acqua salata particelle di sali di iodio, calcio e cloruro di sodio che vengono respirate da chi sta in riva al mare. Un vero toccasana per i nostri bimbi!
Il mare è un amico e per andarci d'accordo tutta la vita è importante conoscerlo e rispettarlo.
Ricordiamoci che i bambini vanno sempre sorvegliati sia in spiaggia che in acqua e che ogni attività deve essere adeguata all'età e alle capacità del bambino. Possiamo suggerire giochi che stimolino l'attività motoria, ma sempre nel rispetto dei tempi di nostro figlio.
Noi genitori dobbiamo sorvegliare e proteggere i bimbi non solo quando sono in acqua, ma anche sulla spiaggia. Fondamentale è l'utilizzo di filtri solari per proteggere la pelle dei bambini da ustioni e prevenire malattie della pelle anche gravi.
Anche gli occhi vanno protetti dai danni dei raggi UV. Fondamentale l'uso di occhiali da sole con lenti specifiche per bambini. Per i pesciolini più piccoli sarebbe consigliabile anche l'utilizzo del cappellino e di una maglietta chiara, almeno per i primi giorni. Così protetti, i nostri cuccioli potranno godere appieno dei benefici del sole, che ad esempio stimola la produzione di vitamina D, indispensabile per l'assorbimento del calcio e per irrobustire le ossa.
Su Easybaby, canale 137 di Sky, potrai scoprire il fantastico mondo che vede protagonisti i bimbi e l'acqua grazie a Easy Water, programma informativo e d'intrattenimento condotto dal pluriprimatista mondiale di immersione in apnea Nicola Brischigiaro.
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Una serie dedicata al rapporto dei bambini con l'acqua, dal primo bagnetto alle esperienze in mare aperto. |
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Annegamento prima causa di morte fra 1-4 anni
E' l'annegamento la prima di causa di morte, in Europa, tra i bimbi da 1 a 4 anni e la seconda nel mondo tra 1 e 19 anni.
In Europa sono circa 5mila i bambini (1-4 anni) che ogni anno perdono la vita per annegamento; nel mondo le vittime arrivano a sfiorare quota 175mila (0-17 anni).
Un fenomeno su cui ragionare, soprattutto in Italia, uno dei paesi potenzialmente maggiormente esposti al rischio, con i suoi 8mila km di coste, laghi e fiumi balneabili.
Per questo, sotto lo slogan 'Con tuo figlio in acqua devi sempre sapere cosa fare', il Ministero della Salute si rivolge direttamente ai genitori che per primi devono sovrintendere alla sicurezza acquatica dei più piccoli, e lo fa patrocinando l'iniziativa 'Acquaticità e sicurezza 0-12 anni. Dai primi bagnetti alla prima scoperta del mare', promossa dall'associazione Acquatic Education e ideata da Nicola Brischigiaro, campione di apnea ed esperto in educazione acquatica familiare.
L'iniziativa prevede una specifica sensibilizzazione sui media attraverso la diffusione di uno spot tv e radio in onda dalle prossime settimane e la creazione di una Guida in dvd e pdf distribuita gratuitamente in tutti i reparti di maternità e scaricabile sul sito del Ministero, www.salute.gov.it). "Sin dai primi mesi di vita del bambino il contatto con il mondo acquatico può favorire al meglio il suo sviluppo psicomotorio e sensoriale, - ha affermato questa mattina il Ministro della Salute, Ferruccio Fazio, presentando il progetto presso il Ministero - avviare il percorso della sua autonomia e rafforzare, attraverso il gioco, il legame genitore - figlio.
Occorre però saper scegliere modi e tempi per lui più giusti, - ha continuato il Ministro - per guidarlo in questa naturale esperienza.
La guida messa a punto è uno strumento di supporto per sensibilizzare ed educare alla sicurezza acquatica i genitori, primi responsabili della sicurezza dei piccoli", ha concluso Fazio.
Bambini 0-12 anni: le regole per la sicurezza in acqua
Riconosciuto questo è importante sensibilizzare, istruire ed educare i genitori per la sicurezza in acqua dei bambini.
A questo proposito la campagna prevede spot diffusi su carta stampata, TV, radio, web, un DVD, un sito (www.educazioneacquatica.it), dei file audio MP3 con consigli e la creazione di guide documento in formato PDF con tutte le indicazioni.
LE REGOLE PER LA SICUREZZA IN ACQUA
1° VALUTA LE TUE CAPACITA’ NATATORIESaper nuotare significa spostarsi in acqua con il miglior rendimento possibile e riuscire a galleggiare con facilità rimanendo fermi in un determinato punto. Significa inoltre saper eseguire correttamente la “respirazione” e cioè: inspirazione con la bocca fuori dall’acqua ed espirazione con il viso in acqua facendo le classiche bollicine. Chi rimane a galla e si sposta in acqua sempre con la testa fuori dall’acqua (per incapacità di fare la corretta respirazione) è un “potenziale annegato”.
2° MAI DA SOLO IN ACQUA
In acque libere (spiagge o tratti di mare non sorvegliati) rimanere sempre in gruppo. Se si è in acqua da soli basta un crampo, una paura improvvisa, una perdita di coscienza o un trauma anche leggero per rischiare la vita.
3° ATTENZIONE AL FREDDO E AL SALTO TERMICO
La differenza di temperatura tra il corpo umano (37°) e l’acqua (18° – 27°) provoca una reazione tanto maggiore quanto più l’acqua è fredda e l’entrata è brusca. Quindi dopo l’esposizione al sole o comunque quando si è troppo accaldati è necessario entrare in acqua gradualmente al fine di evitare lo shock termico. Pericolo: idrocuzione (sincope riflessa).
4° NON ENTRARE IN ACQUA SE NON TI SENTI IN PERFETTE CONDIZIONI PSICOFISICHE.
5° NON ENTRARE IN ACQUA SE NON SONO PASSATE ALMENO TRE ORE DA UN PASTO COMPLETO
E DUE DA UNO SPUNTINO.
6° MAI BERE ACQUA O BIBITE GHIACCIATE PRIMA DI ENTRARE IN ACQUA.
7° NON ENTRARE IN ACQUA SE LE CONDIZIONI METEOMARINE SONO DIFFICILI
Fare gli eroi per farsi vedere dagli amici che si è in grado di nuotare anche con il mare mosso o con il maltempo può causare gravi pericoli.
8° NON FORZARE MAI LE TUE PRESTAZIONI
Valutare sempre le proprie capacità. Mai spingersi al largo nel tentativo di raggiungere un imbarcazione o una boa se non si è in grado di tornare indietro e soprattutto se non si è dei validi nuotatori. Nuotare al largo è pericoloso e in caso di crampi rimanere tranquilli e mettersi sul dorso spostandosi solo con le braccia.
9° FAI ATTENZIONE A DOVE TI TUFFI
Se vi tuffate dagli scogli è importante controllare sempre la profondità del tratto di mare scelto per i tuffi che deve essere libero e profondo almeno 4/5 metri.
10° ATTENTI ALLE APNEE E MAI IPERVENTILARE
l’immersione in apnea anche se fatta per gioco e in poca profondità è sempre pericolosa e dev’essere categoricamente seguita a vista da qualcuno (bagnino etc…) in grado di intervenire in caso di malore. Nell’apnea è assolutamente bandita l’iperventilazione (atti respiratori rapidi e veloci) poiché tale pratica può favorire la sincope, mentre è consigliato fare delle respirazioni lente e profonde per attuare un buon rilassamento psicofisico pre- immersione. Al primo bisogno di respirare iniziare subito la risalita. Utilizzate nelle uscite al mare il pallone segnasub per essere ben visibili dalle imbarcazioni o moto d’acqua e immergersi sempre in equilibrio idrostatico positivo. E’ consigliato frequentare corsi specifici per apprendere le tecniche di immersioni e le tecniche di respirazione e rilassamento che sono fondamentali per una buona immersione in apnea. Per immergersi con le bombole è necessario frequentare un corso specifico e, in caso si disponga della certificazione necessaria (brevetto), è opportuno appoggiarsi ad un centro immersioni (Diving Center).
IL DECALOGO ACQUATICO DEL BRAVO GENITORE
1 Educa i tuoi figli ad una buona acquaticità, dai primi bagnetti alla prima scoperta del mare: se non sai come affrontare con sicurezza l’ambiente acquatico informati e apprendi.2 Tieni sempre a vista i bambini anche nelle piscine e nei tratti di mare sorvegliati dai bagnini.
3 Sorveglia attentamente i bambini anche quando hanno i braccioli o ausili per il galleggiamento.
4 In acqua con i tuoi bambini gioca, divertiti ma valuta sempre le tue capacità natatorie. Inoltre rispetta e fai rispettare ai tuoi figli i divieti di balneazione.
5 La maggior parte di laghi e dei fiumi non è balneabile: In acque torbide e prive di sorveglianza evitate la balneazione anche se siete nuotatori esperti.
6 Ogni azione genera una conseguenza: non avere comportamenti eccessivi e sii un genitore prudente.
7 Ricordati che l’apnea è pericolosa anche in un metro d’acqua, ammira i fondali ma al primo bisogno di respirare riemergi. Utilizza il sistema di coppia: uno in superficie e l’altro si immerge. Utilizza sempre il pallone segnasub.
8 Rispetta l’ambiente acquatico marino: guardare e non toccare. Alcune specie possono essere pericolose.
9 In barca o sul gommone prendi visione delle norme e fai indossare il giubbetto salvagente ai bambini.
10 Se avvisti una boa con una bandierina stai almeno a 100m di distanza, significa che c’è un subacqueo in immersione.






















