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La dieta senza carne nei bambini piccoli
Quest’affermazione è da sempre oggetto di dibattito tra i pediatri e i vegetariani, convinti che si possa somministrare anche ai più piccoli una dieta priva di proteine animali.
L’esperta di pediatria della Repubblica.it, Susanna Esposito, direttore della Clinica pediatrica 1 presso la Fondazione Policlinico di Milano, ha riacceso il dibattito: la dottoressa ha risposto ad un quesito riguardante una bambina di 18 mesi alimentata senza zuccheri e carne, ribadendo che una dieta vegetariana nei primi anni di vita può portare a fenomeni di grave anemia e causare anche un ritardo di sviluppo neurologico.
Molte sono state le mail di protesta, ci rivela la giornalista della Repubblica, alle quali l’esperta ha risposto, ribadendo che "la somministrazione di una dieta contenente proteine di origine animale è essenziale per una crescita corporea adeguata. Su questo punto tutta la letteratura scientifica è concorde. Inoltre, con le proteine, gli alimenti di origine animale assicurano un corretto apporto di altre sostanze, quali minerali e alcune vitamine che sono indispensabili perché non si manifestino carenze".
"Quando, per convincimenti personali, si vuole evitare la carne di qualsiasi animale - prosegue Susanna Esposito - è tassativo che la dieta contenga almeno uova o latte. A questo proposito bisogna, quindi, distinguere tra dieta ovo-latteo o latteo-vegetariana e dieta vegana. Le prime due, proprio perché contengono uovo e latte o almeno il latte, assicurano apporti - se uova e latte sono effettivamente assunti in quantitativi adeguati - che sono sufficienti per assicurare la copertura dei fabbisogni nutrizionali, mentre ciò non si verifica se la dieta è assolutamente vegetariana".
"In merito, si è pronunciata di recente anche l'American Academy of Pediatrics, il massimo riferimento mondiale per ogni problema pediatrico, riportando sul proprio sito una presa di posizione molto dettagliata sul problema delle diete vegetariane e, di fatto, confermando che le diete vegane non sono raccomandate e quelle con uovo e latte o con il solo latte possono essere utilizzate se si accetta l'idea di eseguire controlli periodici ed eventualmente qualche esame di laboratorio ai bambini così alimentati".
Fonte: Repubblica.it
L'educazione alimentare del bambino nel 1° anno di vita
Marzia Mirabella, pedagogista conduttrice di ABC Nido e Scuola e ABC Pedagogia, ci parla dei risvolti psicologici connessi all'educazione alimentare dei bambini nel primo anno di vita.
Obiettivo di questo intervento non è di dare consigli sul tipo di alimentazione, argomento di stretta competenza di un medico pediatra che saprà sicuramente darvi indicazioni utili e soddisfacenti.Quello che mi interessa sottolineare è l’estrema delicatezza dell’argomento cibo e di una prima forma di educazione alimentare, già quando il bambino è poco più che un neonato, per porre le basi del successivo buon rapporto del bambino con il cibo e soprattutto con se stesso.
Quando il bambino viene svezzato, cominciamo a proporgli un’alimentazione più varia e solida. Mettiamoci ancora una volta nei panni del bambino: “mi trovo davanti un piatto (dove finisce il mio biberon?), nel piatto c’è una sostanza strana che non conosco, è anche colorata… profuma? Puzza?... La tentazione è troppo forte e, siccome con le mani ho imparato che posso esplorare il mondo, perché non tuffarle nel piatto che ho davanti?â€
Ecco, la prima forma di relazione del bambino con il cibo è partita. So che è difficile spesso gestire questo momento e dare al bambino tutto il tempo e la libertà di cui ha bisogno, ma è fondamentale che siate consapevoli di quanto è importante per lui toccare anche il cibo. Così come lo avete visto esplorare i giochi del Cestino dei Tesori con la bocca, così è per il cibo. Quindi, ci sta che mentre lo imboccate, lui possa, compatibilmente con il contesto, provare ed esplorare. Perché, d’altronde, dovrebbe fidarsi alla cieca di quanto gli propinate? E d’altronde, non è neanche tempo di regole a tavola, è troppo piccolo, quando sarà più grande lo aiuterete a capire che non deve buttare la pappa da tutte le parti.
Può essere che all’inizio il bambino non gradisca la nuova alimentazione o che alcuni gusti non gli piacciano proprio: non forziamolo, non serve a niente, se non ad allontanarsi ancora di più da quel cibo.
Sarebbe bello, compatibilmente con gli orari di cena di mamma e papà , che lo abituaste a mangiare insieme a voi, ma molto spesso è impossibile.
Man mano che cresce e che ha maggiori competenze di coordinazione occhio-mano, potete provare a dare anche a lui un cucchiaino perché possa provare a prendersi il cibo da solo: all’inizio di stancherà facilmente e molta della pappa cadrà per terra, ma sicuramente si sentirà competente e divertito e prima o poi scatterà il meccanismo per cui il cucchiaio arriva in bocca e… “mangio da solo!â€
In accordo con il consiglio del pediatra, fategli provare più alimenti possibili, colorategli il piatto di verdure, perché almeno gli siano familiari, prima o poi le assaggerà .
Insomma, lavoriamo perché l’alimentazione sia un momento educativo, divertente e appagante fin da subito, il vostro bambino ve ne sarà grato!
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Alimenti per bambini: la scomparsa dei micronutrienti
Ce lo comunica La Stampa in un articolo pubblicato la scorsa settimana, in cui vengono riportati i risultati degli studi condotti dalla Scuola di Scienze dell’Università di Greenwich (Uk) e pubblicati sul Food Chemistry Journal.
I ricercatori, coordinati dalla nutrizionista dottoressa Nazanin Zand, dopo aver analizzato otto diversi prodotti di quattro famose e diffuse marche di alimenti per l’infanzia, hanno rilevato una certa carenza di micronutrienti.
L’analisi è stata condotta attraverso uno strumento all’avanguardia denominato Inductivity Coupled Plasma-Optical Emission Spectrometer (ICPOES): ciò ha permesso di scoprire che “facendo assumere a un neonato un vasetto a base di carne e uno a base di verdure, uniti a 600 ml di latte formula, l’apporto di Calcio, magnesio, rame e selenio non era sempre sufficiente. Nello specifico, la carenza di nutrienti era in media al di sotto del 20 percento della razione giornaliera consigliata (RDA)â€, riporta il giornalista.
Commendando la scoperta, la Dott.ssa Zand ha rivelato che “questo può essere uno dei motivi per cui i produttori di pasti complementari per bambini pronti al consumo non dichiarano i micronutrienti contenuti nei loro prodotti. E' così importante che i bambini siano svezzati a partire da sei mesi con un sano equilibrio di alimenti complementari e latte materno, o di proseguimento nei momenti in cui l’allattamento al seno non è possibileâ€.
Il compito dei genitori è quello di controllare con una certa accuratezza le etichette degli alimenti pronti per bambini, cercando sempre di non lasciarsi affascinare dalle promesse delle pubblicità : la salute dei nostri piccoli è troppo importante!
Fonte: La Stampa
L'alimentazione della mamma in gravidanza: incinta e vegana, si può?
“Incinta e vegana, si può?â€.
Il portale Libero.it si interroga sulla possibilità di intraprendere una scelta condivisa ormai da 7 milioni di persone, anche quando a volerlo fare è una futura mamma in attesa del suo bimbo.
I vegani, oltre ad eliminare completamente la carne dalla loro dieta, hanno scelto di non consumare nemmeno i derivati di origine animale, e quindi anche il latte e le uova.
Secondo il giornalista, le neomamme potrebbero seguire questa dieta “drastica†anche durante la gravidanza: l’importante è cercare di assumere tutti i nutrimenti necessari “a partire almeno dal terzo mese di gravidanza; è importante soddisfare il fabbisogno di vitamina B12, vitamina D e di acido folico, anche attraverso l'assunzione di integratoriâ€, sempre cercando di farsi consigliare dal medico di fiducia.
Il latte materno, come traspare dall’articolo, è ottimo per il bebè e gli alimenti consumati da coloro che hanno optato per questo tipo di alimentazione sono naturali e genuini, anche se questo non ha messo i vegani al riparo da critiche.
L’autore sottolinea infatti “La verità è che la difficoltà maggiore sarà sopportare le critiche, perché l'alimentazione vegana non è vista di buon occhio da moltiâ€, e prosegue, “lasciando da parte questo problema di natura sociale però, una mamma vegana può cavarsela alla grande: esistono speciali ricettari vegani online da seguire per affrontare lo svezzamento del bambino una volta nato, che spiegano quali alimenti sostituiscono perfettamente la carne per il suo apporto in proteineâ€.
Fonte: Libero.it
IL MIO BAMBINO MANGIA POCO?
Buongiorno Dottore,
sono la mamma di Leonardo, un bambino di 5 mesi.
Da circa 15 giorni fa 4 pasti di cui 2 con il latte (colazione e cena), merenda con la frutta e pranzo con il brodo ed omogenizzato.
Ma sia a colazione che a cena non prende più di 70/100 gr di latte.
Il mio pediatra dice di stare tranquilla e di non preoccuparmi che è soltanto un momento di transizione, vorrei avere un suo parere in meito.
La ringrazio e La saluto.
Maria
L'alimentazione corretta dei bambini: latte di crescita o latte vaccino?
E’ questa la domanda che si pongono molte mamme, finito il periodo dell’allattamento al seno.
Proprio di questo argomento si è occupata La Stampa, in un articolo pubblicato nei giorni scorsi. L’autore si interrogava sull’effettiva utilità del latte di crescita per la salute del bambino, avanzando la possibilità che si trattasse unicamente di una strategia di marketing.
“Prima di tutto è appurato che si tratta di un prodotto industriale al cento per cento, perché in natura non esiste così formulato: fra farina di riso, lecitina di soia, amido di patate, olio di pesce, vaniglia, saccarosio, vitamine e sali minerali – ci racconta il giornalista - il latte sembra diventare l'ingrediente meno rilevante. In secondo luogo il latte di crescita viene venduto come migliore perché meno ricco di proteine del latte normale e dunque più adatto a prevenire l'obesità .â€
Quest’ultima affermazione sarebbe smentita dal Bfr, l'Ente Governativo tedesco che si occupa della sicurezza degli alimenti, poiché “non sembra esserci una correlazione evidente fra la presenza di proteine nel latte e la tendenza a diventare obesiâ€.
Saccarosio, fruttosio e glucosio, secondo La Stampa, non solo alterano le abitudini alimentari dei bambini, ma, come emerso da un'indagine condotta nel 2009 da Altroconsumo, “portano con sé i rischi di un consumo eccessivo di dolci. Stesso discorso per sali minerali, vitamine, carboidrati complessi e additivi vari: il bambino rischia di assumerne troppi a discapito di altri micronutrienti importanti presenti nel latte vaccinoâ€.
Un altro elemento che potrebbe farci propendere per il latte vaccino, a discapito del latte di crescita, è il costo troppo elevato di quest’ultimo, “più del doppio del latte vaccinoâ€.
“Non c'è ombra di dubbio – conclude il giornalista - meglio un buon bicchiere di latte vaccino associato ad una dieta sana ed equilibrata per far crescere in modo sano i nostri figliâ€.
Fonte: La Stampa.it
Elisabetta Rigamonti - Cucina Macrobiotica
Nel periodo dal 1898/1995 inizia ad interessarsi di alimentazione, diventa vegetariana, frequenta corsi specifici sulla cucina naturale, cresce i suoi figli seguendo criteri naturali.
Nel periodo dal 1995/2006 viene a conoscenza della cucina Macrobiotica di George Ohsawa (1893/1966) divulgata a milano presso scuola “La Sana Golaâ€.
Partecipa a svariati corsi di cucina tradizionale presso scuole come “Alto Palatoâ€, “La cucina Italianaâ€, “Casa Buitoniâ€, “Medaglianiâ€,ecc.
Partecipa al percorso di cuoco macrobiotico dove si diploma nel 2006.
Successivamente nel 2009 consegue il diploma in Terapia Alimentare sempre presso “La Sana Golaâ€.
Collabora poi come cuoca professionista presso il Ristorante annesso alla scuola dove tiene seminari e corsi di specializzazione.
Al centro yoga Jivana di Monza organizza seminari sulla cucina naturale e vegana.
Partecipa a corsi di cucina naturale al ristorante Joia di Pietro Leeman.
Ha inaugurato da poco la sua scuola di cucina “La MacroCucina†a Muggiò dove trasmette le basi per una cucina sana e naturale.
Si organizzano corsi per adulti ma anche per bambini da 8 a 12 anni.
"Il termine “macrobiotico†(dal greco Macrobios : Makro=grande, Biosis=vita) vuole rappresentare l’arte della longevità e della vita sana basandosi su un rapporto di equilibrio con la natura.
Lo scopo che mi propongo è quello di insegnare un modo di mangiare più sano che non sia penalizzante al gusto e al piacere della tavola.
La macrobiotica ha creato una piramide alimentare che ci è di aiuto nella scelta del cibo per impostare una dieta che sia più salutare.
Essa non si regge su una serie di rigide regole dietetiche ma una sperimentazione continua ed individualizzata alla ricerca del proprio equilibrio e benessere. Quindi tener conto dei nostri bisogni alimentari, gusto, clima, geografia, attività svolta e costituzione.
Saper cucinare tenendo conto di questi fattori porta alla capacità di gestire la propria salute:è il nutrimento che accende le nostre attività vitali e che, se usato con trascuratezza e smodatamente, può anche spegnerle.
Si deve quindi imparare a “conoscere il cibo†perché ciò che mangiamo modifica la qualità del nostro sangue , del nostro corpo e della nostra mente ed è scegliendo e preparando consapevolmente il nostro cibo quotidiano che possiamo rimanere in salute.
La piramide alimentare si basa principalmente su un ampia scelta di cereali integrali, legumi, verdure, alghe, olio, semi e prodotti di derivazione della soia , tutti rigorosamente biologici.
Noi siamo quello che abbiamo mangiato e saremo quello che mangiamo oggi..A noi è data la responsabilità della nostra salute futura."
Di seguito alcune delle sue ricette:
- Tofu strapazzato
- Crema di pere
- Muffin

Dott.ssa Elisabetta Rigamonti
Via F.Frisi, 14
20052 Monza (MB)
Telefono: 348.3122241
Email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
ALIMENTAZIONE DONNA LAVORATRICE
Purtroppo il mio pranzo lo consumo tutti i giorni in ufficio (senza pausa pranzo perchè lavoro al pubblico).
Mi potete dare consigli per mangiare sano da alternare al classico panino che a lungo andare rovina lo stomaco?
Premetto che a colazione mangio sempre caffè e latte con 4 fette biscottate con marmellata, miele o nutella.
A cena pasta o secondo con contorno.
Mamma, papà , bambino: Il decalogo per un sano stile di vita
Gli Italiani si riscoprono “fuori formaâ€.
Per la maggior parte dei dietologi, nutrizionisti e psicologi la causa principale sono i comportamenti e le abitudini contrari ad uno stile di vita adeguato.
Se l’obesità nel nostro Paese, infatti, è cresciuta del 25% negli ultimi 5 anni, con oltre 16 milioni di persone sovrappeso e 5 milioni di obesi, tra cui un bambino su 4 tra i 6 e i 17 anni, solo un esperto su 5 ritiene che gli italiani pratichino sport in maniera adeguata e regolare. Insomma, l’Italia si è trasformata in una società troppo spesso sedentaria e poco attenta all’alimentazione, causando dei rischi per il proprio benessere secondo il 69% degli esperti intervistati la prima conseguenza è l’obesità , per il 47% l’aumento di malattie di tipo cardiovascolare, per il 41% il diabete e per il 39% l’ ipertensione.
È quanto emerge da uno studio dell’Osservatorio FederSalus (l’associazione che riunisce le principali aziende italiane produttrici di prodotti salutistici), condotto su un pool di esperti tra nutrizionisti, psicologici, dietologi e medici generici.
“Lavoro e impegni pressanti, costringono sempre più italiani a non osservare comportamenti e abitudini di vita sane ed adeguate. A lungo andare, però, le conseguenze possono essere devastanti per il proprio benessere: da un diffuso senso di spossatezza generale, all’insorgenza di patologie gravi – spiega Germano Scarpa, Presidente di FederSalus – È per questo che abbiamo dato forma ad un Decalogo, pubblicato sul sito www.sanostiledivita.it, creato proprio per promuovere l’adozione di un Sano Stile di Vita, attraverso cui guidare gli italiani con consigli, pareri e indicazioni dei migliori esperti dei diversi settori. Oggi risulta fondamentale, infatti, favorire lo sviluppo negli italiani di una consapevolezza e di un’assunzione personale di responsabilità nei confronti del proprio benessereâ€.
Le cattive abitudini alimentari sono alla base di uno stile di vita considerato non sano: un uso smodato di grassi e sale sono l’abitudine più diffusa dagli italiani
Per il 68% degli esperti un’alimentazione non equilibrata si può attribuire alle mode alimentari importate dall’estero che vedono una sovrabbondante assunzione di zuccheri, fritture e poche verdure e fibre. Per una corretta alimentazione, invece, è sufficiente un equilibrato apporto di proteine (15%), grassi o lipidi (25-30%), zuccheri o carboidrati (55-60%) e vitamine. Basterebbe, infatti, seguire la Dieta Mediterranea: “Il modello alimentare che nel corso degli anni è andato a definirsi – spiega Nicola Sorrentino, Nutrizionista e Docente di Igiene nutrizionale e Crenoretapia presso l'Università degli Studi di Pavia – è quello mediterraneo di cui sono riconosciuti i suoi benefici sulla linea e sulla saluteâ€.
Spazio, dunque, al consumo di frutta e verdura (89%), ideali per la loro attività antiossidante e le loro componenti, che aumentano le difese immunitarie. Attenzione, invece, ai grassi saturi e all’olio (78%), preferendo quelli vegetali. In una alimentazione equilibrata – afferma Armando Papetti, specialista in medicina aeronautica e spaziale – l’apporto energetico dei lipidi deve essere distribuito del 6-7% in grassi saturi, considerati i veri nemici delle arterie, 14-16% in grassi monosaturi, contenuti in buone quantità negli oli vegetali, come in quello di olivaâ€. Particolare moderazione, infine, nell’uso di sale dove gli italiani abusano con 10 grammi pro capite al giorno contro i 5 consigliati, e zucchero.
Gli esperti consigliano una regolare attività fisica e tanta acqua.
Ecco il segreto per uno Sano stile di vita facile da ritrovare.
Ma gli italiani non devono solo “risolvere†il difficile rapporto con la tavola. Gli esperti ritengono che non si pratichi abbastanza sport e che imparare a praticare una costante attività fisica sia uno dei primi rilevatori di un sano stile di vita. Se non è mai troppo tardi per iniziare una regolare attività fisica, anche di lieve entità , in grado di favorire il benessere fisico (75%) e le relazioni sociali (72%), la costante pratica motoria diventa la premessa principale per limitare le cattive abitudini di vita (68%) che concorrono ad incrementare i rischi di inefficienza fisica. “L’attività più semplice è camminare a piedi, 5 minuti per una persona molto sedentaria e di età avanzata per 3/4 volte al giorno (di prima mattina, prima di pranzo, metà pomeriggio e prima di cena) e mai dopo i pasti o altrimenti un’ora e mezza/due ore dopo – dichiara il Professor Andrea Strata, docente di Nutrizione Clinica presso l’Università di Parma – Gradualmente, ogni 3/4 giorni si può aumentare di 3 minuti ogni camminata, fino a raggiungere un tempo standard di 15/20 minuti ogni voltaâ€. Un Sano Stile di Vita, infatti, prevede almeno 30-60 minuti al giorno di attività fisica di intensità lieve-moderata.
Imprescindibile il consumo giornaliero di almeno due litri di acqua (91%) l’equivalente dei litri di liquido persi quotidianamente, così da favorire la depurazione del sangue (67%) e agevolare il lavoro dei reni (74%). Al contrario, va tenuto sotto controllo l’uso di bevande alcoliche. L’abuso di alcool (86%), infatti, è in grado di provocare una serie di danni a vari sistemi (nervoso, apparato digerente, fegato, ecc.) e la dose consigliata, per chi beve normalmente, è di due-tre bicchieri per l’uomo (65%), uno-due per la donna (61%), uno solo per gli anziani (52%). “Un grammo di alcool – afferma il Professor Nicola Sorrentino - fornisce circa 7 calorie, un bicchiere di vino contiene 12 grammi di etanolo, il cui consumo eccessivo può essere nocivo, e corrisponde a 90 calorie circa, con danni alla linea e alla saluteâ€. Completamente al bando, infine, il tabacco. “Nei Paesi a più alto reddito – spiega Francesco Schittulli, Presidente nazionale Lega Italiana per la lotta contro i tumori – il tabacco è stato riconosciuto responsabile del 30% di tutti i tumori, nell’85% dei casi di quello al polmone. Il tabacco influisce anche sulla debolezza corporea: la pelle e i denti ingialliscono, le rughe si formano più rapidamente, i capelli perdono lucentezza, incombe una sgradevole alitosi. È utile, dunque, per un sano stile di vita, buttare la sigaretta nel cestino in maniera definitivaâ€.
Dagli esperti dell’Osservatorio FederSalus ecco il Decalogo da seguire per un Sano Stile di Vita
Un vero e proprio decalogo da seguire per vivere con cui è possibile guadagnare in salute ed energia, con semplici accorgimenti da applicare giorno per giorno.1. Mangiare frutta e verdura: sono l’ideale per la loro attività antiossidante e le loro componenti, hanno proprietà benefiche che aumentano le difese immunitarie.
2. Bere acqua: Medici e nutrizionisti consigliano di bere almeno due litri d'acqua al giorno: questo perché sono circa due i litri di liquido che attraverso l'urina, il sudore e il respiro eliminiamo quotidianamente. L’acqua fa lavorare di meno i reni. Tra i benefici maggiori, dunque, la depurazione del sangue.
3. Moderare grassi saturi e olio: è necessario limitare il consumo di grassi in genere, in particolare quelli di origine animale, utilizzando cotture che aiutino a limitare le quantità di quelli aggiunti (cucinando al cartoccio, al vapore, al microonde). E’ consigliabile anche scegliere oli vegetali e tagli di carne magri.
4. Moderare l’uso di sale: un suo consumo smodato è dannoso all’organismo e può favorire l’ipertensione arteriosa. La dose giornaliera consigliata è di 5 grammi: gli italiani invece, in media, tendono a consumarne 10 grammi pro capite al giorno.
5. Moderare l’uso di zucchero: lo zucchero bianco iper-raffinato provoca a livello intestinale processi fermentativi con produzione di gas, tensione addominale ed alterazione della flora batterica. L’eccessivo abuso dello zucchero favorisce danni all’organismo a livello circolatorio, epatico, pancreatico e cutaneo.
6. Non è mai troppo tardi per una regolare attività fisica: la regolare attività sportiva, anche di lieve entità , si rivela un perfetto strumento per migliorare le condizioni di benessere fisico, favorendo anche le relazioni sociali.
7. Praticare attività sportiva il più spesso possibile: la costante pratica di attività motoria diventa la premessa principale per limitare le cattive abitudini di vita che concorrono ad incrementare i rischi di inefficienza fisica.
8. Un Sano Stile di Vita prevede almeno 30-60 minuti al giorno di attività fisica di intensità lieve moderata: anche se l’esercizio è leggero, deve comunque sottostare a regole e tempistiche. La prima, fondamentale, è di iniziare gradualmente con esercizi moderati e proporzionati alla propria condizione fisica e, una volta raggiunto un equilibrio, mantenere una media di 30-60 minuti, in modo da bruciare un numero adeguato di calorie.
9. Non fumare: uno dei maggiori benefici si traduce con una diminuzione delle patologie respiratorie e cardiache, oltre ad aumentare la resistenza fisica, una maggiore concentrazione e un sonno più regolare.
10. Bere alcol in misura moderata: assunto con moderazione può essere considerato uno dei piaceri della tavola, ma è importante non eccedere poiché l’etanolo, componente fondamentale del ‘nettare degli Dei’, può essere nocivo. Un grammo di alcool fornisce 7 calorie circa, un bicchiere di vino contiene 12 grammi di etanolo e corrisponde a 90 calorie circa. La dose consigliata è due-tre bicchieri, da consumarsi in corrispondenza dei pasti. L’abuso cronico provoca danni al sistema nervoso, all’apparato digerente e al fegato.
Cibus 2010: l'importanza di una corretta nutrizione fin da piccoli
Nell’ambito del Cibus una particolare attenzione è stata dedicata a molti dei problemi che in campo sanitario collegano una corretta nutrizione con la salute.
Pianeta Nutrizione organizzato da Akesios di Roma ha voluto mettere a confronto per la prima volta nell’ambito di una Fiera commerciale le industrie con varie esperti del mondo medico e in particolare di quello pediatrico, ginecologico, geriatrico e della medicina sportiva.
Nella prima giornata con la moderazione del Prof. Bernasconi e della
I relatori della scuola del Prof. Giovannini di Milano hanno evidenziato come l’allattamento materno e una corretta alimentazione nei primi mesi e anni di vita possano rappresentare non soltanto una garanzia per un normale accrescimento staturo-ponderale e per un normale sviluppo psico-motorio, ma anche una significativa azione preventiva per le malattie soprattutto cardio-vascolari che possono colpire nell’età adulta.
Il Prof. Bernasconi ha discusso alcune problematiche nutrizionali tipiche dell’età scolare e adolescenziale soffermandosi sull’importanza di una prima colazione equilibrata e corretta a garanzia di una più corretta nutrizione globale, di un miglior rendimento intellettivo-scolastico e di un’azione di prevenzione verso l’obesità .
È stato inoltre più volte sottolineato sia dal Prof. Bernasconi che dal Prof. Iughetti l’importanza di aumentare la quota di vegetali nell’alimentazione pediatrica in quanto le indagini epidemiologiche più recenti evidenziano come una parte consistente della nostra popolazione infantile sia ancora lontana da una quantità di consumo corretta di questi alimenti.
Un miglioramento delle abitudini alimentari richiede ovviamente non soltanto un’azione educativa sulla famiglia ma anche che altre entità vicine al bambino possano agire in questa direzione. In questo senso un ruolo fondamentale può e deve svolgere la scuola e
Il Prof. Zuccotti ha rivisto le più recenti raccomandazioni sulle integrazioni alimentari in determinate fasce di età pediatrica soffermandosi in particolare sulle necessità in ferro, vitamina
Ha chiuso questa prima giornata il Prof. Caffarelli che ha chiarito molto bene il percorso diagnostico e di prevenzione per le allergie e le intolleranze alimentari che se non affrontate correttamente possono essere da un lato misconosciute e dall’altro ipertrofizzate e affrontate con schemi dietetici assolutamente incoerenti ed insufficienti.
Per





















