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  • Articoli filtrati dai tag: allergie

    Martedì 02 Novembre 2010 14:43

    ALLERGIA AD UN FARMACO

    Mio figlio di 6 anni ha un ascesso alle gengive.
    Ha cominciato da 3 giorni una terapia con Augumentin.
    Oggi le sue guancie sono diventate rosse come un pomodoro.
    Potrebbe essere un effetto del farmaco? Se si, devo sospendere?
    Pubblicato in: Pediatra

    Il rientro in città dopo le vacanze estive e l'avvicinarsi dell'autunno ripropongono il problema delle allergie respiratorie che colpiscono i bambini, soggetti a rischio per l'inquinamento atmosferico. Da studi recenti emerge che la dieta mediterranea può contribuire ad affrontare il problema delle riniti e dell'asma nei bambini.

    Con la riapertura delle scuole, la dieta mediterranea torna al centro dell'attenzione anche in relazione alla composizione dei menu delle mense scolastiche, non sempre adeguati ai criteri di una sana alimentazione. Per questo gli esperti dell'Osservatorio Nutrizionale Grana Padano raccomandano di tenere la dieta mediterranea come punto di riferimento per la composizione dei menu delle mense, condividendo appieno l'appello alle scuole del Ministro dell'Agricoltura, Giancarlo Galan, che ha dichiarato:
    "Ai bambini che tornano in questi giorni sui banchi di scuola vorrei ricordare l'importanza di una sana alimentazione. Chiedete ai vostri insegnanti e ai vostri genitori quali frutti e quali verdure ci regala ogni stagione".

    Per quanto riguarda le patologie allergiche che interessano l'apparato respiratorio, le statistiche riferiscono che esse sono sempre piĂą
    frequenti: la rinite allergica colpisce circa il 15% della popolazione Italiana, con una tendenza in aumento; l'asma presenta una percentuale più bassa, ma è anch'essa in crescita, ed incide sull' 1-2% della spesa sanitaria nazionale.

    Un contributo a combattere queste patologie può venire anche da una corretta alimentazione: secondo un recente studio internazionale effettuato su 50 mila bambini tra gli 8 e i 12 anni, pubblicato da Thorax, la dieta mediterranea determina una diminuzione dell'incidenza delle allergie respiratorie (Thorax, Giugno 2010. 65(6):516-22.
    Effect of diet on asthma and allergic sensitisation in the International Study on Allergies and Asthma in Childhood (ISAAC) Phase Two).

    Anche in Italia le allergie respiratorie sono sempre piĂą frequenti, e purtroppo la dieta mediterranea sembra essere sempre meno seguita.
    Gli specialisti dell'Osservatorio Nutrizionale Grana Padano hanno svolto una ricerca su un campione di circa 2000 bambini, di etĂ  compresa fra i
    6 e i 13 anni, calcolando il rapporto tra apporto calorico di alimenti appartenenti alla dieta mediterranea e apporto calorico di alimenti non appartenenti alla dieta mediterranea (il cosiddetto M.A.I.,"Mediterranean Adequacy Index", per il quale gli alimenti considerati "mediterranei" sono principalmente i cereali come pasta e pane, frutta e verdura, legumi, olio e pesce).

    Dall'analisi è emerso che i bambini, soprattutto i maschi, assumono in quantità insufficiente alimenti che sono alla base della dieta mediterranea, mangiando poco frutta, verdura e pesce, raggiungendo così un valore dell'indice di mediterraneità "M.A.I." intorno a 1.

    "Se si pensa che questo indice di mediterraneità negli anni 60 arrivava anche a valori di 7 -- ha dichiarato la dottoressa Michela Barichella, presidente dell'Associazione italiana di Dietetica (ADI) Lombardia e responsabile medico del Servizio dietetico ICP di Milano - l'essere arrivati addirittura vicino all'1 è piuttosto preoccupante. E questi dati vengono pubblicati negli stessi giorni in cui il Comitato Tecnico dell'Unesco ha dato parere positivo alla iscrizione della dieta mediterranea tra le tradizioni considerate patrimonio immateriale dell'umanità. Bisogna quindi rivedere i consumi alimentari, specie quelli dei bambini, che in molti casi ricavano dall'infanzia le regole alimentari da seguire durate la propria vita".

    I CONSIGLI DELL'OSSERVATORIO NUTRIZIONALE GRANA PADANO
    Un contributo per combattere le allergie respiratorie grazie alla corretta alimentazione

    - L'energia durante la giornata andrebbe distribuita almeno in tre pasti, preferibilmente in cinque se si tratta di bambini: colazione, pranzo e cena piĂą uno o due spuntini.
    - La colazione è un pasto molto importante per una corretta distribuzione delle calorie durante la giornata. Una colazione all'italiana prevede sempre una parte proteica derivante da latte o yogurt e una parte di carboidrati complessi provenienti dai cereali, come fette biscottate, pane, biscotti secchi oppure cereali per la prima colazione tipo muesli o corn-flakes, cercando di variare la scelta di questi alimenti.
    Oltre a queste due componenti, a colazione è possibile aggiungere anche una piccola parte di zuccheri semplici (zucchero, o miele, o marmellata) per rendere più gradevole questo pasto.
    - La verdura dovrebbe essere proposta a tavola due volte al giorno, cercando di incentivarne il consumo nei bambini, utilizzandola, per esempio, per condire il primo piatto.
    - Scegliere il pesce rispetto alla carne. Sono consigliati tutti i tipi di pesce, fresco o surgelato, almeno due volte alla settimana.
    - Considerare i legumi come una buona alternativa alla carne.
    - Utilizzare l'olio extravergine d'oliva come condimento preferibilmente a crudo, evitando grassi di origine animale come burro, panna, lardo ecc.
    - La frutta dovrebbe essere consumata tre volte al giorno. Occorre preferire frutta fresca di stagione e, per i piĂą pigri, preparare frullati o centrifugati.
    - Lo spuntino a metà mattina o pomeriggio dovrebbe essere a base di frutta o yogurt, per i più esigenti si può proporre anche una sana merenda salata, come per esempio la classica bruschetta con pane, olio e pomodoro.

    L'ATTIVITA' DELL'OSSERVATORIO NUTRIZIONALE GRANA PADANO

    L'Osservatorio nutrizionale Grana Padano ha coinvolto ad oggi 186 dietisti e 908 medici, di cui 301 pediatri, 501 medici di medicina generale e 106 medici specialisti, che hanno arruolato nel progetto
    23659 persone di cui 7006 in etĂ  pediatrica e 16653 adulti, con la costante supervisione di un board scientifico multidisciplinare coordinato dalla nutrizionista Dott.ssa Maria Letizia Petroni (Medico specializzato in medicina interna ed esperto di alimentazione, nutrizione clinica ed obesitĂ , autrice di oltre 50 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali, coordinatore di ricerche finalizzate per il Ministero della Salute e docente incaricato di Dietetica e Nutrizione presso diverse UniversitĂ  italiane) e composto dal pediatra nutrizionista esperto in obesitĂ  infantile Prof.
    Claudio Maffeis, (Docente di Pediatria, UniversitĂ  degli Studi di Verona), dal cardiologo e angiologo Prof. Sergio Coccheri (Ordinario di Malattie Cardiovascolari, UniversitĂ  di Bologna), dal gastroenterologo Prof. Davide Festi, (Ordinario di Gastroenterologia, UniversitĂ  degli studi di Bologna), e dallo statistico Prof. Alessandro Lubisco (Docente di Statistica, UniversitĂ  degli Studi di Bologna).

    Pubblicato in: Cosa c'è di nuovo
    Martedì 07 Luglio 2009 01:00

    Bimbi colpiti da nuove allergie

    Nuove allergie minacciano i nostri figli. Negli anni 80 le allergie respiratorie colpivano circa il 5% dei bambini, mentre attualmente nei Paesi sviluppati la percentuale è salita al 25-30%!

    Questo aumento è dovuto a diversi fattori, tra i quali vanno elencati l’inquinamento e l’eccessiva pulizia. Ma molte allergie sono del tutto nuove e sono collegate all’importazione di alimenti, animali e piante che provengono da molto lontano ma che orami sono sempre più diffusi nelle nostre case.

    Secondo Alessandro Fiocchi, direttore dell'Unità operativa di pediatria nell'ospedale Macedonio Melloni di Milano, “tra i bimbi italiani si è registrata una continua ascesa delle allergie a criceti, cavie e conigli nani, da quando questi animali sono diventati domestici".

    Attenzione anche alla frutta esotica: il kiwi, frutto molto diffuso, contiene alte quantità di stamina e se viene introdotto troppo presto nello svezzamento può provocare allergie. Da tenere d’occhio anche litchi, avocado e anacardo, quest’ultimo molto utilizzato nei ristoranti cinesi.
    Pubblicato in: Cosa c'è di nuovo
    Lunedì 25 Maggio 2009 01:00

    E' primavera: arrivano le allergie

    La primavera è una stagione ricca di colori e di profumi che ci permette di apprezzare tutte le meraviglie della natura in fiore.
    Ma per chi soffre di allergie, la primavera può rivelarsi un vero e proprio incubo.

    Basta pensare che in Italia sono circa 10 milioni le persone allergiche e l’incidenza di questo disturbo colpisce un numero sempre più elevato di bambini e adulti ogni anno.

    Sono molte le cause sospettate di favorire questo boom di allergie: l’inquinamento atmosferico, l’alimentazione, l’igiene eccessiva, i cambiamenti del nostro sistema immunitario. Alcune spiegazioni hanno un fondamento scientifico, mentre altre restano solo ipotesi.

    L’inquinamento

    Ad esempio, è dimostrato come gli inquinanti che respiriamo si diffondano nei polmoni causando un aumento dei nuovi casi di allergie e di asma e un aumento di crisi in chi già ne soffre. In più, molti studi dimostrano come l’inquinamento non solo irriti le vie aeree causando l’asma, ma influisca anche indirettamente potenziando l’effetto allergico dei pollini. Tanto che l’incidenza dei sintomi respiratori legati alle allergie per chi vive in città sono di 3 volte superiori rispetto a chi vive in zone di campagna.

    In particolare, è sempre più alto il numero di bambini che soffre di allergia. Ci sono diverse tesi per spiegare questo fenomeno. Un’ipotesi, ad esempio, è che gli inquinanti atmosferici possano passare attraverso la placenta delle donne incinte, influendo negativamente sul feto e aumentando il rischio di allergie fin dalla nascita.

    Le condizioni igieniche

    Un’altra tesi molto accreditata è la cosiddetta “ipotesi igienica”. Sembra infatti che le nuove condizioni in cui crescono i bambini, cioè condizioni igieniche migliori, minor numero di persone all’interno del nucleo familiare, assenza di animali domestici e contatti più rari con la natura, influiscano direttamente sull’aumento delle allergie. In pratica, meno si viene a contatto con sostanze potenzialmente allergizzanti durante l’infanzia, maggiori probabilità si hanno di sviluppare reazioni allergiche in seguito.

    L’alimentazione

    Anche l’alimentazione sembra svolgere un ruolo di massima importanza anche per quanto riguarda le allergie. Alcune ricerche recenti dimostrano infatti come i bambini che bevono regolarmente succhi di mela o mangiano banane siano meno soggetti a soffrire di asma. I piccoli che invece mangiano molti hamburger e patatine mostrano un aumento dei sintomi asmatici. Una dieta sana, insomma, contribuisce al benessere fisico anche proteggendoci dalle allergie.

    I vaccini: una soluzione?

    I vaccini contro l’allergia possono rappresentare la soluzione al problema, anche se sono soggetti a numerose limitazioni. Il concetto su cui si fondano è la somministrazione al paziente di dosi via via crescenti della sostanza allergizzante per “abituare” il corpo.

    Fino a qualche anno fa la somministrazione del vaccino avveniva tramite un’iniezione sottocutanea e il trattamento era piuttosto impegnativo soprattutto sul piano pratico. Il paziente, infatti, doveva recarsi in ospedale una volta a settimana anche per molti anni di seguito.

    Da quando sono stati introdotti i vaccini per via orale (gocce da assumere comodamente a casa, sempre previa prescrizione medica), questa pratica è molto più accessibile.

    Restano comunque numerose le limitazioni per questa terapia desensibilizzante. Innanzitutto, il vaccino riduce i sintomi ma non li elimina del tutto, quindi alle gocce è necessario accompagnare l’usuale terapia. In secondo luogo, non è dimostrato scientificamente che i nuovi vaccini per via orale abbiano la stessa efficacia delle iniezioni sottocutanee. Infine, la vaccinazione funziona soprattutto per curare la congiuntivite allergica e le riniti, molto meno per l’asma.

    Questo trattamento, comunque, risulta molto efficace soprattutto nei bambini, che sono i piĂą colpiti dalle allergie.
    Pubblicato in: Salute
    Venerdì 16 Gennaio 2009 01:00

    Le allergie nei bambini: cause e sintomi

    L’ALLERGIA: CHE COS’E’?

    L’allergia è una malattia del sistema immunitario caratterizzata da reazioni eccessive portate da particolari anticorpi nei confronti di sostanze abitualmente innocue (pollini, acari, alcune muffe, ecc.).
    Le caratteristiche principali dell’allergia sono la specificità e la velocità.
    Specificità: la reazione allergica si manifesta solo in presenza della sostanza specifica verso la quale è diretto l’anticorpo. Cioè, se un paziente è allergico a un certo tipo di polline (ad esempio graminacee) non avrà sintomi a contatto con altri tipi di polline con struttura molecolare diversa (ad esempio parietaria, ulivo, ecc.).
    Velocità: i sintomi della reazione allergica si manifestano in un lasso di tempo che va dai 5 ai 30 minuti dopo l’avvenuto contatto con la sostanza allergizzante.

    LE CAUSE

    L’allergia è una malattia ereditaria e può comparire ad ogni età, anche nel primo anno di vita. L’incidenza è influenzata dalla predisposizione genetica:
    se i genitori non sono allergici, il rischio che il figlio soffra di allergia è del 10-15%;
    se uno dei due genitori è allergico, il rischio si attesta intorno al 30%;
    se, infine, sia mamma che papĂ  soffrono di una malattia allergica, il rischio che anche il figlio sia allergico raggiunge il 60-80%.
    Ciò che si eredita, però, è la generica predisposizione e non l’allergia a una determinata sostanza. Se, ad esempio, la madre è allergica al pelo del gatto, il figlio potrà sviluppare un’allergia nei confronti di pollini, muffe, ecc.
    Alcuni fattori, combinati con la predisposizione genetica, possono favorire il manifestarsi delle allergie: l’inquinamento atmosferico, le infezioni virali e l’uso ripetuto di antibiotici nella prima infanzia, l’allattamento artificiale.
    L’allattamento al seno, invece, è riconosciuto come lo strumento principale per ritardare o evitare la comparsa di manifestazioni conseguenti all’allergia al latte vaccino nel lattante.

    I SINTOMI

    Nei bambini ereditariamente predisposti, le allergie possono causare sintomi a carico di differenti organi e apparati (naso, occhi, vie aeree inferiori, pelle). Vediamo quali sono le forme allergiche piĂą comuni:
    Rinite allergica: infiammazione della mucosa nasale che causa prurito, starnuti, scolo nasale acquoso e sensazione di naso chiuso. Può essere sia perenne, ovvero causata dall’inalazione di allergeni prevalentemente domestici (acari), che stagionale (pollini).
    Congiuntivite allergica: infiammazione dell’occhio che causa arrossamento, prurito e lacrimazione, oltre alla sensazione di avere della “sabbia negli occhi”. Può essere sia perenne che stagionale.
    Asma: malattia infiammatoria cronica dei bronchi, caratterizzata da respiro faticoso e sibilante. Prima dei 5 anni è difficile da diagnosticare poiché il respiro sibilante è frequente nella prima infanzia (i bronchi hanno un diametro molto piccolo e si ostruiscono facilmente a causa di infezioni virali).
    Eczema o Dermatite Atopica: reazione dermica infiammatoria che causa prurito e che può manifestarsi in diverse forme (macchie rosse, gruppi di foruncoli infiammati, placche umide e rilevate). Può essere progressivo e presentarsi con una piccola macchia rossa per poi progredire con una serie di macchie più grandi anche coperte da croste.
    Orticaria: reazione della pelle caratterizzata dalla comparsa di pomfi (protuberanze della pelle di colore pallido ma circondati da un alone rosso che possono variare da pochi millimetri a diversi centimetri di diametro). Il pomfo causa intenso prurito e può durare da pochi minuti a diverse ore. Inoltre, può cambiare forma ed estendersi fino a diventare di dimensioni cospicue. In questo caso prende il nome di angioedema e si presenta frequentemente su mani, piedi, viso e genitali del neonato. L’incidenza dell’orticaria nel bambino varia dal 5 al 7% ma di solito si tratta di episodi acuti; l’orticaria cronica colpisce solo lo 0,2-1% dei bambini.
    Allergia alimentare: reazione scatenata dall’ingestione di proteine alimentari (proteine del latte, dell’uovo, ecc.) che colpisce meno dell’1% dei bambini e di solito migliora spontaneamente entro i 6 anni di vita. Le reazioni causate dall’allergia alimentare possono essere gastroenteriche (vomito, diarrea, sangue nelle feci, coliche), cutanee (orticaria, dermatite atopica) o, raramente, respiratorie (rinite e asma).
    Pubblicato in: Salute
    La primavera è una stagione ricca di colori e di profumi che ci permette di apprezzare tutte le meraviglie della natura in fiore. Ma per chi soffre di allergie, la primavera può rivelarsi un vero e proprio incubo.
    Basta pensare che in Italia sono circa 10 milioni le persone allergiche e l’incidenza di questo disturbo colpisce un numero sempre più elevato di bambini e adulti ogni anno.
    Sono molte le cause sospettate di favorire questo boom di allergie: l’inquinamento atmosferico, l’alimentazione, l’igiene eccessiva, i cambiamenti del nostro sistema immunitario. Alcune spiegazioni hanno un fondamento scientifico, mentre altre restano solo ipotesi.

    L’inquinamento

    Ad esempio, è dimostrato come gli inquinanti che respiriamo si diffondano nei polmoni causando un aumento dei nuovi casi di allergie e di asma e un aumento di crisi in chi già ne soffre. In più, molti studi dimostrano come l’inquinamento non solo irriti le vie aeree causando l’asma, ma influisca anche indirettamente potenziando l’effetto allergico dei pollini. Tanto che l’incidenza dei sintomi respiratori legati alle allergie per chi vive in città sono di 3 volte superiori rispetto a chi vive in zone di campagna.
    In particolare, è sempre più alto il numero di bambini che soffre di allergia. Ci sono diverse tesi per spiegare questo fenomeno. Un’ipotesi, ad esempio, è che gli inquinanti atmosferici possano passare attraverso la placenta delle donne incinte, influendo negativamente sul feto e aumentando il rischio di allergie fin dalla nascita.

    Le condizioni igieniche

    Un’altra tesi molto accreditata è la cosiddetta “ipotesi igienica”. Sembra infatti che le nuove condizioni in cui crescono i bambini, cioè condizioni igieniche migliori, minor numero di persone all’interno del nucleo familiare, assenza di animali domestici e contatti più rari con la natura, influiscano direttamente sull’aumento delle allergie. In pratica, meno si viene a contatto con sostanze potenzialmente allergizzanti durante l’infanzia, maggiori probabilità si hanno di sviluppare reazioni allergiche in seguito.

    L’alimentazione

    Anche l’alimentazione sembra svolgere un ruolo di massima importanza anche per quanto riguarda le allergie. Alcune ricerche recenti dimostrano infatti come i bambini che bevono regolarmente succhi di mela o mangiano banane siano meno soggetti a soffrire di asma. I piccoli che invece mangiano molti hamburger e patatine mostrano un aumento dei sintomi asmatici. Una dieta sana, insomma, contribuisce al benessere fisico anche proteggendoci dalle allergie.

    I vaccini: una soluzione?

    I vaccini contro l’allergia possono rappresentare la soluzione al problema, anche se sono soggetti a numerose limitazioni. Il concetto su cui si fondano è la somministrazione al paziente di dosi via via crescenti della sostanza allergizzante per “abituare” il corpo.
    Fino a qualche anno fa la somministrazione del vaccino avveniva tramite un’iniezione sottocutanea e il trattamento era piuttosto impegnativo soprattutto sul piano pratico. Il paziente, infatti, doveva recarsi in ospedale una volta a settimana anche per molti anni di seguito.
    Da quando sono stati introdotti i vaccini per via orale (gocce da assumere comodamente a casa, sempre previa prescrizione medica), questa pratica è molto più accessibile.
    Restano comunque numerose le limitazioni per questa terapia desensibilizzante. Innanzitutto, il vaccino riduce i sintomi ma non li elimina del tutto, quindi alle gocce è necessario accompagnare l’usuale terapia. In secondo luogo, non è dimostrato scientificamente che i nuovi vaccini per via orale abbiano la stessa efficacia delle iniezioni sottocutanee. Infine, la vaccinazione funziona soprattutto per curare la congiuntivite allergica e le riniti, molto meno per l’asma.
    Questo trattamento, comunque, risulta molto efficace soprattutto nei bambini, che sono i piĂą colpiti dalle allergie.
    Pubblicato in: Salute

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