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Infezioni in gravidanza: il Citomegalovirus
CMV è la causa maggiore di infezioni congenite, qualora contratto durante la gravidanza.
Fattori di rischio sono una giovane età della madre, la promiscuità sessuale, la scarsa igiene, il contatto prolungato con bambini piccoli. Molto più frequenti sono le infezioni contratte in presenza di un certo grado di protezione derivante da una infezione precedente.
Che cos’è il citomegalovirus
Il citomegalovirus (CMV) è un virus, cioè un piccolissimo organismo che entra in alcuni tipi di cellule del nostro organismo dentro le quali si replica in modo parassitario e le porta a morte. Da ogni cellula infettato escono centinaia di CMV uguali a quello che le ha infettate. Come tutti i virus, anche CMV non si vede ad occhio nudo, ma solo al microscopio elettronico. Appartiene, alla stessa famiglia di virus ai quali appartiene anche il virus della varicella, quello della mononucleosi infettiva (virus di Epstein Barr), quello dell'herpes labiale e genitale.Dove si trova
Il citomegalovirus infetta solo gli esseri umani. Durante l'infezione, anche in assenza di sintomi, come frequentemente succede, il virus si trova in uno o più dei seguenti materiali organici: le secrezioni oro-faringee, l'urina, le secrezioni cervicali e vaginali, lo sperma, il latte materno, le lacrime, le feci, il sangue.Come si trasmette
La trasmissione avviene per contatto diretto tra una persona infetta e un ricevente oppure (più raramente) indiretto, cioè mediato dall'uso di oggetti (ad esempio l'utilizzo dello stesso bicchiere o dello stesso spazzolino da denti). La propagazione dell'infezione è favorita dal fatto che il virus viene eliminato per periodi molto lunghi e dal fatto che la maggior parte delle infezioni decorre in modo asintomatico, compatibile, quindi, con una normale vita di relazione del soggetto infetto.L'infezione cosa causa
Se il soggetto infetto è immunocompetente, cioè ha un sistema immunitario che risponde correttamente alle aggressioni, l'infezione di norma decorre in modo asintomatico o con sintomi modesti, quali febbricola persistente, mialgia, adenomegalia. Al contrario molte infezioni si traducono in vere proprie malattie (polmonite, epatite, ecc.) se i soggetti infetti hanno ridotte difese immunitarie. Questi includono i soggetti sottoposti a trapianto d'organo e di midollo, i soggetti coinfettati da Hiv, i pazienti con patologie neoplastiche, ma anche individui debilitati, anziani, neonati prematuri. Le donne in gravidanza per il fatto di essere immunocompetenti, ma lievemente e temporaneamente inmunodepresse grazie alla produzione, da parte della placenta, di sostanze ad effetto immunosoppressore si trovano in una situazione particolare.La latenza: il virus non abbandona l'ospite
Una volta cessata l'infezione attiva, CMV come gli altri virus erpetici non abbandona definitivamente l'organismo, evento che, invece, è la norma nella maggior parte delle infezione virali, ma si stabilisce in forma "latente" in alcune sedi cellulari. I monociti del sangue periferico, l'epitelio dei tubuli renali e l'epitelio delle ghiandole salivari. Da queste sedi il virus è pronto a riprendere l'attività qualora le difese dell'organismo scendano sotto una soglia, che al momento non e quantizzabile.Diagnosi prenatale
La diagnosi prenatale di infezione da CMV consiste nella ricerca del virus direttamente nel liquido amniotico prelevato mediante amniocentesi tra la ventunesima e la ventitreesima settimana di gravidanza. Questa epoca gestazionale è scelta per due motivi:1) in letteratura sono descritti casi di risultati falso-negativi ottenuti con l'esame condotto prima della ventesima settimana in quanto il virus viene eliminato nel liquido amniotico dal rene fetale attraverso l'urina e solo dopo tale epoca gestazionale si ha una diuresi fetale giornaliera consistente.
2) poiché dal momento della trasmissione del virus dalla madre al feto al momento della eliminazione del virus con l'urina fetale possono passare 6-9 settimane, è bene coprire il periodo più rischioso della gravidanza, cioè i primi tre mesi (12 settimane + 6-9 settimane).
Perché sottoporsi alla diagnosi prenatale
a) Nel 70% circa dei casi il risultato darà esito negativo e scoraggerà eventuali interruzioni.b) Nel 30% circa dei casi il risultato darà esito positivo, ma solo in un terzo di essi si evidenzierà un elevato rischio per il feto.
Le donne in questa condizione:
Verranno seguite con particolare attenzione.
Verrà a loro data la possibilità di interrompere la gravidanza.
Non si esclude che in un prossimo futuro possono essere trattate farmacologicamente come già si fa, con successo, per le infezioni congenite da Toxoplasma o immunologicamente come già fatto in un caso giapponese pubblicato recentemente nella letteratura internazionale.
Avranno neonati controllati molto accuratamente e seguiti per i primi anni di vita.
Sintomi e test di gravidanza
Sono incinta?
Qualche giorno di ritardo, un certo senso di gonfiore e sbalzi d’umore. Ma, sarò incinta? È arrivato il momento che ogni donna attende, quello della gravidanza che pur con le sue incognite e preoccupazioni esalta la bellezza femminile e rende davvero unico questo periodo? Un senso di felicità commista a confusione e stordimento, ansia e curiosità pervade ogni futura mamma. Quante emozioni che si accavallano in un attimo, quanti pensieri che corrono eppure ancora non c’è la certezza: aspetto un figlio, oppure no?
È questa la domanda spontanea che tutte le donne si pongono quando il ciclo non si presenta puntuale all’appuntamento e guardandosi allo specchio vedono il seno più florido del solito. L'importante è non aver timore delle proprie emozioni e confidarsi con chi può capirvi meglio: con il partner o l’amica più cara. Anche perché può essere vero, ma può anche non esserlo visto che i sintomi di una futura gravidanza e dell’arrivo del ciclo mestruale hanno molti punti in comune, non sempre facilmente distinguibili se non con un riscontro scientifico, come un test di gravidanza o le analisi del sangue.
Ma cerchiamo subito di capire quali sono i segnali che una donna deve tenere sotto controllo nei giorni di ritardo prima che decida di conoscere la realtà attraverso i sopra citati metodi.
C’è subito da dire che i sintomi della gravidanza sono la conseguenza del cambiamento ormonale dovuto all’essere in cinta e vengono detti “fenomeni simpatici della gravidanzaâ€.
Il più plateale è l’assenza del ciclo anche se sono molte le donne che hanno cicli irregolari, o addirittura dei periodi di amenorrea (assenza spontanea del ciclo), il che rende il sintomo poco affidabile. Altro sintomo è il gonfiore del seno e i capezzoli che diventano molto più tesi, assumendo anche una colorazione più scura. Anche questo però può confondersi facilmente con i sintomi pre-mestruali quando infatti il seno è più turgido. Se al mattino percepite un certo senso di nausea i segni iniziano a farsi più evidenti, perché nel caso di arrivo del ciclo mestruale tale fattore non compare. Durante la giornata inoltre si fa sentire la sonnolenza, mentre la notte il riposo non è profondo. Lo stomaco fa strani scherzi e sono soprattutto gli odori a infastidirvi, tanto che passate da momenti di fame acuta a momenti di totale disappetenza. Infine avete improvvisi sbalzi d’umore - anch’essi legati ai cambiamenti ormonali - che non rientrano nelle caratteristiche del vostro carattere.
Se tutto ciò vi sta accadendo e il ciclo mestruale nel frattempo non si è ancora fatto vivo sarebbe il caso di sottoporvi a un test di gravidanza per scoprire se in voi sta già crescendo una nuova vita.
Test di gravidanza
Capire se si è incinta o si tratta solo un falso allarme ormai è molto semplice e immediato. In ogni farmacia o supermercato è infatti possibile acquistare il test di gravidanza che pur cambiando nella confezione o nel colore, si basa sempre sullo stesso principio e sul medesimo funzionamento.
Sono test in grado di rilevare la presenza dell’ormone hCG nelle urine (ormone che non esiste in una donna non incinta). Il test contiene degli anticorpi che reagendo in presenza dell’ormone di gravidanza evidenziano sulla barretta una diversa colorazione che corrisponderà alla positività o alla negatività del test.Di facile utilizzo, il test è preferibile eseguirlo al mattino appena alzate, visto che è il momento in cui l’urina è più concentrata e l’eventuale presenza di hCG, più facilmente individuabile. È invece sconsigliabile bere molto prima di eseguirlo perché l’ormone della gravidanza potrebbe essere troppo diluito e difficilmente rintracciabile. Soprattutto se eseguite il test ai primissimi giorni di ritardo, quando anche se foste in cinta il quantitativo di hCG è ancora basso. La maggior parte dei test sono comunque affidabili fin dal primo giorno di ritardo delle mestruazioni, ma in tale caso è bene rifarlo qualche giorno dopo.
Istruzioni per l'uso
Prima di tutto leggere attentamente le istruzioni, soprattutto la parte in cui si dice che se compare questo simbolo o colore sei incinta, se compare quest’altro invece non lo sei. Una volta messa a fuoco questa fondamentale differenza, procedete. Qualsiasi tipo di test utilizziate deve essere messo sotto il getto dell’urina e dopo pochi minuti avrete il risultato. Nel caso in cui qualcosa non fosse andato per il verso giusto e quindi il risultato non fosse attendibile una chiara indicazione comparirà sul test stesso (come spiegato nelle istruzioni). In tal caso il test va ripetuto. Molti dei test in commercio sono infatti comprensivi di due barrette, proprio perché esiste la possibilità di sbagliare: il loro costo può variare dai 15 ai 25 euro, a seconda delle marche e può essere acquistato in farmacia o nei supermercati senza la prescrizione medica. Qualora il risultato fosse positivo dovrete darne comunicazione al vostro medico/ginecologo che vi prescriverà le analisi per confermare il vostro stato di gravidanza. Potrete rivolgervi a un laboratorio di analisi mediche privato, pubblico o convenzionato.Analisi del sangue
Le analisi del sangue rappresentano il secondo step per dare conferma scientifica ai risultati del test fatto in casa. Semplicemente per il fatto che l’ormone della gravidanza staziona nel sangue prima di essere eliminato con le urine. Inoltre l’esame di laboratorio permette di stabilire il momento del concepimento in base alla concentrazione di ormoni e quindi la data approssimativa del parto.I risultati sono disponibili nel giro di 24 ore, trascorse le quali saprete finalmente se sarete mamme oppure no.
In ogni caso, in questa fase e se le analisi confermeranno la gravidanza, affidatevi al vostro ginecologo di fiducia. Se non ne avete uno o se non segue il parto, potreste valutare di affidarvi a un nuovo professionista con cui compiere questo bellissimo cammino, tappa per tappa, per arrivare a destinazione con più fiducia e meno incertezze sull’assistenza che riceverete.
Consulenza scientifica della Dott.sa Maria Ferrari , Specialista in Ginecologia
I segnali della gravidanza
Come leggere i segni di una gravidanza
Qualche giorno di ritardo, un certo senso di gonfiore e sbalzi d’umore. O anche nausea, gastrite, senso di svenimento. Saranno un segnale di stress, di stanchezza? Oppure sarò incinta? E’ arrivato il momento che ogni donna attende, quello della gravidanza che pur con le sue incognite e preoccupazioni esalta la bellezza femminile e rende davvero unico questo periodo. Un senso di felicità commista a confusione e stordimento, ansia e curiosità pervade ogni futura mamma. Quante emozioni che si accavallano in un attimo, quanti pensieri che corrono eppure ancora non c’è la certezza: se aspetto oppure no.
E’ questa la domanda spontanea che tutte le donne si pongono quando il ciclo non si presenta puntuale all’appuntamento e guardandosi allo specchio vedono il seno più florido del solito. L’importante è non aver timore delle proprie emozioni e confidarsi con chi può capirvi meglio: con il partner o l’amica più cara. Anche perché può essere vero, ma può anche non esserlo visto che i sintomi di una futura gravidanza e dell’arrivo del ciclo mestruale hanno molti punti in comune, non sempre facilmente distinguibili se non con un riscontro scientifico, come un test di gravidanza o le analisi del sangue. Ma cerchiamo subito di capire quali sono i segnali che una donna deve tenere sotto controllo nei giorni di ritardo prima che decida di conoscere la realtà attraverso i sopra citati metodi. C’è subito da dire che i sintomi della gravidanza sono la conseguenza del cambiamento ormonale dovuto all’essere incinta e vengono detti fenomeni simpatici della gravidanza.
I primi segnali
Il più plateale è l’assenza del ciclo anche se sono molte le donne che hanno cicli irregolari, o addirittura dei periodi di amenorrea (assenza spontanea del ciclo), il che rende il sintomo poco affidabile. Altro sintomo è il gonfiore del seno e i capezzoli che diventano molto più tesi e sensibili, assumendo anche una colorazione più scura. Anche questo però può confondersi facilmente con i sintomi pre-mestruali quando infatti il seno è più turgido. Se al mattino percepite un certo senso di nausea i segni iniziano a farsi più evidenti, perché nel caso di arrivo del ciclo mestruale tale fattore non compare. Durante la giornata inoltre si fa sentire la sonnolenza, mentre la notte il riposo non è profondo. Spesso si avverte bruciore allo stomaco e aumento della salivazione e potete passare da momenti di fame acuta a momenti di totale inappetenza. Sono soprattutto gli odori a infastidirvi, spesso il fumo o il caffè anche in soggetti che ne fanno uso normalmente. Infine avete improvvisi sbalzi d’umore - anch’essi legati ai cambiamenti ormonali - che non rientrano nelle caratteristiche del vostro carattere.Un altro segno tipico è la presenza di perdite vaginali acquose o biancastre, senza bruciore o prurito tipici della vaginite, definite leucorrea gravidica e legate a un aumentato trasudato vaginale per aumento della vascolarizzazione che si associano a turgore e colorazione più scura dei genitali esterni. Aumenterà inoltre la necessità di urinare più frequentemente senza dolore o bruciore associata a un aumentata sensazione di sete. Inoltre la stitichezza ed il meteorismo intestinale tipici della gravidanza, determinano gonfiore addominale per cui si può avvertire fastidio se si indossano indumenti molto attillati (per esempio jeans aderenti). Se tutto ciò vi sta accadendo e il ciclo mestruale nel frattempo non si è ancora fatto vivo sarebbe il caso di sottoporvi a un test di gravidanza per scoprire se in voi sta già crescendo una nuova vita.
Test di gravidanza
Capire se si è incinta o si tratta solo un falso allarme ormai è molto semplice e immediato. In ogni farmacia o supermercato è infatti possibile acquistare il test di gravidanza che pur cambiando nella confezione o nel colore, si basa sempre sullo stesso principio e sul medesimo funzionamento.Sono test in grado di rilevare la presenza dell’ormone HCG nelle urine (ormone che non esiste in una donna non incinta). Il test contiene degli anticorpi che reagendo in presenza dell’ormone di gravidanza evidenziano sulla barretta una diversa colorazione che corrisponderà alla positività o alla negatività del test.
Di facile utilizzo, il test è preferibile eseguirlo al mattino appena alzate, visto che è il momento in cui l’urina è più concentrata e l’eventuale presenza di HCG, più facilmente individuabile. E’ invece sconsigliabile bere molto prima di eseguirlo perché l’ormone della gravidanza potrebbe essere troppo diluito e difficilmente rintracciabile. Soprattutto se eseguite il test ai primissimi giorni di ritardo, anche se foste incinta il quantitativo di HCG potrebbe essere troppo basso per essere rilevato per cui si rende necessaria la ripetizione del test dopo qualche giorno. La maggior parte dei test sono comunque affidabili fin dal primo giorno di ritardo delle mestruazioni, ma in tale caso è bene rifarlo qualche giorno dopo
Istruzioni per l’uso
Prima di tutto leggere attentamente le istruzioni, soprattutto la parte in cui si dice che se compare questo simbolo o colore sei incinta, se compare quest’altro invece non lo sei. Una volta messa a fuoco questa fondamentale differenza, procedete. Qualsiasi tipo di test utilizziate deve essere messo sotto il getto dell’urina e dopo pochi minuti avrete il risultato. Nel caso in cui qualcosa non fosse andato per il verso giusto e quindi il risultato non fosse attendibile una chiara indicazione comparirà sul test stesso (come spiegato nelle istruzioni). In tal caso il test va ripetuto. Molti dei test in commercio sono infatti comprensivi di due barrette, proprio perché esiste la possibilità di sbagliare: il loro costo può variare dai 15 ai 25 euro, a seconda delle marche e può essere acquistato in farmacia o nei supermercati senza la prescrizione medica. Qualora il risultato fosse positivo dovrete darne comunicazione al vostro medico/ginecologo che vi prescriverà le analisi per confermare il vostro stato di gravidanza. Potrete rivolgervi a un laboratorio di analisi mediche privato, pubblico o convenzionato
Analisi del sangue
In caso di dubbio le analisi del sangue rappresentano il secondo step per dare conferma scientifica ai risultati del test fatto in casa. Semplicemente per il fatto che l’ormone della gravidanza staziona nel sangue prima di essere eliminato con le urine. Inoltre l’esame di laboratorio dando una valutazione quantitiativa dell’HCG permette di stabilire il momento del concepimento in base alla concentrazione di ormoni e quindi la data approssimativa del parto oltre a poter diagnosticare possibili patologie come l’aborto spontaneo o la gravidanza extrauterinaI risultati sono disponibili nel giro di 24 ore. In ogni caso, se le analisi confermeranno la gravidanza, affidatevi sempre al vostro ginecologo di fiducia. Se non ne avete uno o se non segue il parto, potreste valutare di affidarvi a un nuovo professionista con cui compiere questo bellissimo cammino, tappa per tappa, per arrivare a destinazione con più fiducia e meno incertezze sull’assistenza che riceverete.
La prima ecografia
Appena ottenuto il risultato positivo del test programmerete con il vostro ginecologo, verso la 6a/7a settimana dall’ultima mestruazione,la prima ecografia da cui si potrà visualizzare la camera gestazionale nell’utero (la cameretta in cui è contenuto l’embrione) e l’embrione, il quale, nonostrante abbia ancora una lunghezza di pochi millimetri, possiede già un’attività cardiaca che potrete ascoltare grazie al doppler.
Con questa ecografia, che sicuramente ricorderete come uno dei momenti più emozionanti della vostra gravidanza, verrà calcolata la data presunta del parto e la settimana esatta dal concepimento, poichè molte donne con cicli irregolari possono avere ovulazioni anticipate o ritardate per cui la settimana di gravidanza può non corrispondere esattamente a quanto calcolato in base all’ultima mestruazione.
La gravidanza, oltre a essere uno dei più bei viaggi della nostra vita, per molte di noi il più bello, è comunque un evento del tutto naturale. Non per questo non possono nascere ansie e timori. Se questo accade, è bene:
- consultare il ginecologo
- frequentare un corso preparto (ne esistono di privati e di pubblici, tutte le grandi strutture ospedaliere li organizzano)
- eventualmente, consultare uno psicologo.
Consulenza genetica
Potrete, così, conoscere l’entità del rischio in anticipo.
La consulenza genetica, in generale, si articola in alcune fasi:
- raccolta delle informazioni: anamnesi personale e familiare;- ricostruzione dell’albero genealogico della vostra famiglia: è una ricomposizione grafica nella quale si risale di almeno tre generazioni (fino ai nonni) e che consente di raccogliere le informazioni di ordine genetico sulla famiglia. Vi aiuta a individuare se, come coppia, abbiate un rischio riproduttivo particolare e se, perciò, abbiate bisogno di un’indagine più approfondita (con test ed esami specifici);
- visite specialistiche;
- esami e test di laboratorio: l’esecuzione di questi ultimi richiede che voi approviate un consenso informato. Ricordatevi: è un vostro diritto sapere gli eventuali rischi, limiti e conseguenze di tali pratiche. In genere, lo specialista vi fornisce informazioni particolareggiate su questi esami; se, però, c’è qualcosa di poco chiaro, non abbiate paura di chiedere, è un vostro diritto;
- calcolo del rischio genetico: è la possibilità che una condizione patologica si verifichi o si trasmetta a un nuovo membro della famiglia. Il calcolo del rischio è fornito in termini probabilistici o percentuali;
- comunicazione dei risultati, da parte dello specialista, delle informazioni ottenute e delle possibili conseguenze e terapie. Ricordatevi: la consulenza e i consigli che vi vengono dati sono importanti, ma le eventuali scelte devono essere vostre; prendetevi tutto il tempo necessario per pensare!
La consulenza genetica preconcezionale viene consigliata quando:
- nella tua famiglia o in quella del partner ci siano stati precedenti di malattie ereditarie, anomali congenite, neurologiche, malformazioni, sordità o cecità ;- uno di voi, soprattutto se si tratta della donna, sia portatore di una malattia cronica, che richiede l’assunzione di farmaci;
- la futura mamma abbia più di 35 anni: con l’avanzare dell’età aumenta il rischio di alterazioni nel corredo cromosomico;
- abbiate alle spalle una storia di insuccesso riproduttivo;
- abbiate già un altro bambino con sindrome genetica;
- esista consanguineità fra te e il tuo partner (primi o secondi cugini): in questo caso è maggiormente presente la possibilità di malattie genetiche;
- proveniate da un’area a rischio: alcune malattie sono maggiormente frequenti in alcuni luoghi e regioni;
- nella vostra famiglia si siano avuti infarti precoci o malattie mentali, come la schizofrenia.
La consulenza genetica preconcezionale risulta importante per poter decidere con serenità e, soprattutto, consapevolezza rispetto alla gravidanza. Vi permetterà di effettuare gli approfondimenti necessari prima che quest’ultima sia avviata. Il colloquio con lo specialista, inoltre, vi consentirà di sapere se questi approfondimenti debbano essere effettuati durante la gravidanza, con quali tempi e modalità .
Consulenza genetica durante la gravidanza:
In alcuni casi, oltre a quelli sopra menzionati se non svolti prima del concepimento, può risultare necessaria una consulenza genetica anche durante la gravidanza. In particolare:- prima di eseguire gli esami di diagnosi prenatale, come amniocentesi e villocentesi (interventi invasivi). Lo specialista vi chiarirà rischi, benefici, limiti diagnostici e possibilità di errore di questi strumenti;
- in caso di positività ai test di routine (rubeotest, toxotest, antiCMV…) o se dalla diagnosi prenatale ecografica o con esami invasivi dovesse emerge la presenza di anomalie nel feto;
- nel caso di assunzione di farmaci, esposizione a radiazioni ionizzanti o a malattie infettive della futura mamma;
- se venite a conoscenza, soltanto durante la gravidanza, della presenza in una delle vostre famiglie di origine, di patologie di origine genetica.
Il Servizio di Consulenza Genetica si trova in genere affiancato e collabora con la sezione dell’Ospedale dove vengono eseguiti i controlli e gli esami di diagnosi prenatale. Spesso esso rientra tra i servizi svolti dai Consultori familiari.
Comunque, non vi preoccupate, il vostro ginecologo saprà darvi tutte le informazioni di cui potreste avere bisogno.
Esami preconcezionali
La visita ginecologica accerta l’assenza di malfunzionamenti che potrebbero influenzare negativamente la gravidanza successiva. Inoltre, l’approfondimento della vostra storia individuale e familiare risulterà importante per evidenziare se ci siano delle familiarità rispetto a certe malattie o condizioni in cui la gravidanza possa risultare rischiosa e necessiti di trattamenti specifici. Il ginecologo vi prescriverà degli approfonditi esami e saprà darvi consigli rispetto alle vostre preoccupazioni e curiosità , indicandovi quali siano i comportamenti che potrebbero risultare rischiosi o dannosi (assunzioni di farmaci, alcool, fumo) e quali invece innocui.
Riuscire a rimanere incinta, a differenza di quello che a volte si pensa, potrebbe essere difficile e richiedere un lungo tempo; questo, però, non significa che ci siano per forza dei problemi… bisogna armarsi di pazienza e tranquillità . I controlli ginecologici, comunque, servono anche a escludere che ci siano problemi che rendano molto difficile o impossibile il concepimento.
Se invece la gravidanza è stata una sorpresa, non vi preoccupate, godetevi questo speciale momento! Questi esami si possono effettuare anche durante la gravidanza.
Se da questi accertamenti preliminari dovessero emergere delle difficoltà o anomalie, è possibile che il ginecologo vi consigli una consulenza genetica.:
- emocromo completo e sideremia (per evidenziare un’eventuale anemia da carenza da ferro);
- elettroforesi dell’emoglobina per escludere lo stato di portatore di anemia mediterranea;
- esame delle urine;
- gruppo sanguigno e fattore Rh (anche per il futuro papà )e test di coombs indiretto per escludere la presenza di anticorpi anti Rh in caso di Rh negativo;
- Rubeotest: anticorpi anti-rosolia, per controllare se siete immunizzate contro la rosolia, malattia infettiva che può essere molto grave se contratta in gravidanza; se non siete protette dovrete sottoporvi alla vaccinazione per almeno 3 mesi prima di programmare la gravidanza;
- Toxotext: anticorpi anti-toxoplasma, malattia che, nell’individuo sano, può non dare sintomi, ma che risulta essere molto pericolosa per il feto; se il test è negativo, quando si rimane incinta, bisogna evitare di toccare i gatti, mangiare carne cruda o insaccati e frutta e verdura non perfettamente lavate (meglio, se possibile, lavarle con Amuchina o bicarbonato) e usare guanti quando si fa giardinaggio;
- antiCMV: non esiste una vaccinazione per il citomegalovirus ma gli anticorpi vanno controllati poichè se la malattia viene contratta in gravidanza può avere serie conseguenze per la salute del bambino;
- test per l’Hiv;
- TPHA o test per sifilide;
- markers per l’epatite B e C.





















