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Venerdì 12 Novembre 2010 12:27
VACCINI E ALLERGIA ALL'UOVO
La mia bambina tra circa 1 mese dovrà fare i vaccini (è nata da 15 giorni).
Vorrei sapere se è vero che prima di farli conviene verificare se è allergica all'uovo.
Vorrei sapere se è vero che prima di farli conviene verificare se è allergica all'uovo.
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Pediatra
Lunedì 02 Agosto 2010 15:38
Inziata la distribuzione di vaccini antinfluenzali in USA
Due case produttrici di vaccini antinfluenzali hanno dichiarato di aver gia' iniziato a inviare forniture al mercato statunitense.
Solitamente la campagna di distribuzione del vaccino contro l'influenza stagionale non inizia cosi' presto.
Pertanto alcune fonti interne al governo statunitense ritengono che sia stata cambiata l'etichettatura di un vaccino prodotto dall'azienda australiana CSL, che ha causato un numero particolarmente elevato di casi di reazioni negative nei bambini.
Solitamente la campagna di distribuzione del vaccino contro l'influenza stagionale non inizia cosi' presto.
Pertanto alcune fonti interne al governo statunitense ritengono che sia stata cambiata l'etichettatura di un vaccino prodotto dall'azienda australiana CSL, che ha causato un numero particolarmente elevato di casi di reazioni negative nei bambini.
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Cosa c'è di nuovo
Lunedì 25 Maggio 2009 01:00
E' primavera: arrivano le allergie
La primavera è una stagione ricca di colori e di profumi che ci permette di apprezzare tutte le meraviglie della natura in fiore.
Ma per chi soffre di allergie, la primavera può rivelarsi un vero e proprio incubo.
Ma per chi soffre di allergie, la primavera può rivelarsi un vero e proprio incubo.
Basta pensare che in Italia sono circa 10 milioni le persone allergiche e l’incidenza di questo disturbo colpisce un numero sempre più elevato di bambini e adulti ogni anno.
Sono molte le cause sospettate di favorire questo boom di allergie: l’inquinamento atmosferico, l’alimentazione, l’igiene eccessiva, i cambiamenti del nostro sistema immunitario. Alcune spiegazioni hanno un fondamento scientifico, mentre altre restano solo ipotesi.
L’inquinamento
Ad esempio, è dimostrato come gli inquinanti che respiriamo si diffondano nei polmoni causando un aumento dei nuovi casi di allergie e di asma e un aumento di crisi in chi già ne soffre. In più, molti studi dimostrano come l’inquinamento non solo irriti le vie aeree causando l’asma, ma influisca anche indirettamente potenziando l’effetto allergico dei pollini. Tanto che l’incidenza dei sintomi respiratori legati alle allergie per chi vive in città sono di 3 volte superiori rispetto a chi vive in zone di campagna.
In particolare, è sempre più alto il numero di bambini che soffre di allergia. Ci sono diverse tesi per spiegare questo fenomeno. Un’ipotesi, ad esempio, è che gli inquinanti atmosferici possano passare attraverso la placenta delle donne incinte, influendo negativamente sul feto e aumentando il rischio di allergie fin dalla nascita.
Le condizioni igieniche
Un’altra tesi molto accreditata è la cosiddetta “ipotesi igienica”. Sembra infatti che le nuove condizioni in cui crescono i bambini, cioè condizioni igieniche migliori, minor numero di persone all’interno del nucleo familiare, assenza di animali domestici e contatti più rari con la natura, influiscano direttamente sull’aumento delle allergie. In pratica, meno si viene a contatto con sostanze potenzialmente allergizzanti durante l’infanzia, maggiori probabilità si hanno di sviluppare reazioni allergiche in seguito.
L’alimentazione
Anche l’alimentazione sembra svolgere un ruolo di massima importanza anche per quanto riguarda le allergie. Alcune ricerche recenti dimostrano infatti come i bambini che bevono regolarmente succhi di mela o mangiano banane siano meno soggetti a soffrire di asma. I piccoli che invece mangiano molti hamburger e patatine mostrano un aumento dei sintomi asmatici. Una dieta sana, insomma, contribuisce al benessere fisico anche proteggendoci dalle allergie.
I vaccini: una soluzione?
I vaccini contro l’allergia possono rappresentare la soluzione al problema, anche se sono soggetti a numerose limitazioni. Il concetto su cui si fondano è la somministrazione al paziente di dosi via via crescenti della sostanza allergizzante per “abituare” il corpo.
Fino a qualche anno fa la somministrazione del vaccino avveniva tramite un’iniezione sottocutanea e il trattamento era piuttosto impegnativo soprattutto sul piano pratico. Il paziente, infatti, doveva recarsi in ospedale una volta a settimana anche per molti anni di seguito.
Da quando sono stati introdotti i vaccini per via orale (gocce da assumere comodamente a casa, sempre previa prescrizione medica), questa pratica è molto più accessibile.
Restano comunque numerose le limitazioni per questa terapia desensibilizzante. Innanzitutto, il vaccino riduce i sintomi ma non li elimina del tutto, quindi alle gocce è necessario accompagnare l’usuale terapia. In secondo luogo, non è dimostrato scientificamente che i nuovi vaccini per via orale abbiano la stessa efficacia delle iniezioni sottocutanee. Infine, la vaccinazione funziona soprattutto per curare la congiuntivite allergica e le riniti, molto meno per l’asma.
Questo trattamento, comunque, risulta molto efficace soprattutto nei bambini, che sono i piĂą colpiti dalle allergie.
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Salute
Mercoledì 25 Novembre 2009 12:57
Calendario delle vaccinazioni
“Prevenire è meglio che curare”, e i vaccini sono una tra le armi di prevenzione più efficaci a disposizione della Sanità Pubblica.
Le vaccinazioni, infatti, servono a prevenire malattie infettive molto pericolose per le quali non esiste una terapia o questa non è sempre efficace, oppure malattie che possono causare gravi complicazioni.
Rispettare il calendario vaccinale, perciò, è fondamentale per garantire la salute dei nostri figli, ma anche per contribuire al controllo e, in alcuni casi, persino all’eliminazione a livello locale o mondiale di alcune malattie. La strategia nazionale di vaccinazione, infatti, ha come obbiettivi sia la salvaguardia della salute dell’individuo, che la limitazione della diffusione delle malattie infettive prevenendo il contagio.
Rispettare il calendario vaccinale, perciò, è fondamentale per garantire la salute dei nostri figli, ma anche per contribuire al controllo e, in alcuni casi, persino all’eliminazione a livello locale o mondiale di alcune malattie. La strategia nazionale di vaccinazione, infatti, ha come obbiettivi sia la salvaguardia della salute dell’individuo, che la limitazione della diffusione delle malattie infettive prevenendo il contagio.
Va tenuto presente che anche i vaccini, come tutti i farmaci, possono causare effetti indesiderati, di solito di lieve entità . E’ comunque importante consultare il medico curante che valuterà lo stato di salute del bambino prima di procedere con la vaccinazione. In particolare, possiamo distinguere tra controindicazioni e precauzioni.
Esistono controindicazioni temporanee, ovvero situazioni transitorie che escludono la vaccinazione solo per il periodo di tempo in cui sono presenti, come:
-malattie acute con febbre di grado elevato;
-vaccinazioni con virus viventi se nei 30 giorni precedenti è stato somministrato un altro vaccino a virus viventi;
-terapia in corso con farmaci che agiscono sul sistema immunitario o con cortisonici ad alte dosi.
Ci sono anche controindicazioni definitive.
E’ opportuno non somministrare alcuni vaccini quando:
E’ opportuno non somministrare alcuni vaccini quando:
-il bambino ha manifestato gravi reazioni a precedenti vaccinazioni;
-è affetto da malattie neurologiche in evoluzione;
-è affetto da malattie congenite del sistema immunitario;
-è allergico alle proteine dell’uovo (se il vaccino ne contiene);
-è allergico ad alcuni antibiotici (se il vaccino ne contiene);
-se il bambino è affetto da leucemie, tumori, AIDS, la situazione va valutata caso per caso.
Alcune situazioni, invece, richiedono semplicemente il ricorso ad alcune precauzioni. E’ importante che i genitori segnalino al medico:
-reazioni febbrili importanti ad una precedente dose dello stesso vaccino;
-episodi di irritabilitĂ manifestati in seguito a precedenti vaccinazioni;
-presenza, nella storia della famiglia o del bambino stesso, di convulsioni febbrili;
-somministrazione recente di immunoglobuline.
Le vaccinazioni si suddividono in obbligatorie e raccomandate.
Le vaccinazioni obbligatorie per i bambini sono le seguenti:
-DIFTERITE: il calendario vaccinale prevede 3 dosi nel primo anno di vita (al 3°, al 5° e al 12° mese), seguite da 2 richiami a 5-6 anni e tra 11 e 15 anni. Ulteriori richiami sono raccomandati a scadenza decennale;
-TETANO: 3 dosi di vaccino da praticare entro il primo anno di vita del bambino (al 3°, al 5° e al 12° mese), un richiamo nel 6° anno e un altro a 14 anni. La somministrazione di questo vaccino viene di solito associata con le componenti contro difterite e pertosse. E’ raccomandato il richiamo decennale;
-POLIOMELITE: le prime 3 dosi vengono somministrate nel primo anno di vita, mentre il richiamo va praticato tra il 5° e il 6° anno di vita;
-EPATITE VIRALE B: 3 dosi di vaccino al 3°, al 5° e al 12° mese di vita; non sono necessari richiami.
Le vaccinazioni raccomandate sono, invece, per le seguenti malattie:
-PERTOSSE: 3 dosi nel primo anno di vita, un richiamo a 5-6 anni e un secondo a 14 anni. Non sono previsti altri richiami;
-MORBILLO, PAROTITE E ROSOLIA: i vaccini combinati contro morbillo, rosolia e parotite vanno somministrati tra il 13° e il 15° mese di vita, con richiamo a 11-12 anni;
-INFEZIONI INVASIVE DA HAEMOPHILUS INFLUENZAE B (Hib): 3 dosi nel primo anno di vita.
Inoltre, sono disponibili altri vaccini utili a prevenire alcune malattie del bambino, come i vaccini contro l’influenza, lo pneumococco, la meningite C e la varicella, raccomandati per bambini ad elevato rischio.
Fonte: Ministero della Salute
Pubblicato in:
Neonato
Giovedì 10 Dicembre 2009 18:10
Boom di allergie negli adulti e nei bambini: le cause
La primavera è una stagione ricca di colori e di profumi che ci permette di apprezzare tutte le meraviglie della natura in fiore. Ma per chi soffre di allergie, la primavera può rivelarsi un vero e proprio incubo.
Basta pensare che in Italia sono circa 10 milioni le persone allergiche e l’incidenza di questo disturbo colpisce un numero sempre più elevato di bambini e adulti ogni anno.
Sono molte le cause sospettate di favorire questo boom di allergie: l’inquinamento atmosferico, l’alimentazione, l’igiene eccessiva, i cambiamenti del nostro sistema immunitario. Alcune spiegazioni hanno un fondamento scientifico, mentre altre restano solo ipotesi.
L’inquinamento
Ad esempio, è dimostrato come gli inquinanti che respiriamo si diffondano nei polmoni causando un aumento dei nuovi casi di allergie e di asma e un aumento di crisi in chi già ne soffre. In più, molti studi dimostrano come l’inquinamento non solo irriti le vie aeree causando l’asma, ma influisca anche indirettamente potenziando l’effetto allergico dei pollini. Tanto che l’incidenza dei sintomi respiratori legati alle allergie per chi vive in città sono di 3 volte superiori rispetto a chi vive in zone di campagna.
In particolare, è sempre più alto il numero di bambini che soffre di allergia. Ci sono diverse tesi per spiegare questo fenomeno. Un’ipotesi, ad esempio, è che gli inquinanti atmosferici possano passare attraverso la placenta delle donne incinte, influendo negativamente sul feto e aumentando il rischio di allergie fin dalla nascita.
Le condizioni igieniche
Un’altra tesi molto accreditata è la cosiddetta “ipotesi igienica”. Sembra infatti che le nuove condizioni in cui crescono i bambini, cioè condizioni igieniche migliori, minor numero di persone all’interno del nucleo familiare, assenza di animali domestici e contatti più rari con la natura, influiscano direttamente sull’aumento delle allergie. In pratica, meno si viene a contatto con sostanze potenzialmente allergizzanti durante l’infanzia, maggiori probabilità si hanno di sviluppare reazioni allergiche in seguito.
L’alimentazione
Anche l’alimentazione sembra svolgere un ruolo di massima importanza anche per quanto riguarda le allergie. Alcune ricerche recenti dimostrano infatti come i bambini che bevono regolarmente succhi di mela o mangiano banane siano meno soggetti a soffrire di asma. I piccoli che invece mangiano molti hamburger e patatine mostrano un aumento dei sintomi asmatici. Una dieta sana, insomma, contribuisce al benessere fisico anche proteggendoci dalle allergie.
I vaccini: una soluzione?
I vaccini contro l’allergia possono rappresentare la soluzione al problema, anche se sono soggetti a numerose limitazioni. Il concetto su cui si fondano è la somministrazione al paziente di dosi via via crescenti della sostanza allergizzante per “abituare” il corpo.
Fino a qualche anno fa la somministrazione del vaccino avveniva tramite un’iniezione sottocutanea e il trattamento era piuttosto impegnativo soprattutto sul piano pratico. Il paziente, infatti, doveva recarsi in ospedale una volta a settimana anche per molti anni di seguito.
Da quando sono stati introdotti i vaccini per via orale (gocce da assumere comodamente a casa, sempre previa prescrizione medica), questa pratica è molto più accessibile.
Restano comunque numerose le limitazioni per questa terapia desensibilizzante. Innanzitutto, il vaccino riduce i sintomi ma non li elimina del tutto, quindi alle gocce è necessario accompagnare l’usuale terapia. In secondo luogo, non è dimostrato scientificamente che i nuovi vaccini per via orale abbiano la stessa efficacia delle iniezioni sottocutanee. Infine, la vaccinazione funziona soprattutto per curare la congiuntivite allergica e le riniti, molto meno per l’asma.
Questo trattamento, comunque, risulta molto efficace soprattutto nei bambini, che sono i piĂą colpiti dalle allergie.
Pubblicato in:
Salute





















