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Funghi e gas le prime cause di intossicazioni dei bambini
A puntare il dito su queste insidie, ancora sottovalutate, sono gli esperti intervenuti nei giorni scorsi al convegno nazionale 'Ischia pediatria e neonatologia'.
"Oggi le due principali forme di intossicazioni nel bambino sono provocate da funghi e da monossido di carbonio. Ricordo - ha spiegato il presidente della SocietĂ , Ganni Messi, primario dell'Ospedale pediatrico Burlo-Garofolo di Trieste - che le intossicazioni si originano soprattutto dalle cucine, per una fuoriuscita di gas quando il vento, o l'acqua che esce dal contenitore, spegne la fiamma. Altra intossicazione viene dalle stufe a kerosene o dagli scaldabagni".
"In media ogni anno si contano 6.000 casi l'anno in tutte le fasce d'etĂ , con 124 morti. E i bimbi, piĂą sono piccoli, piĂą sono a rischio", dice all'Adnkronos Salute Italo Farnetani, pediatra di Milano.
Questo perché "il metabolismo accelerato dei bimbi moltiplica i danni. Inoltre il monossido di carbonio si stratifica in basso, e dunque il bambino, essendo più piccolo rispetto a un adulto, finisce per respirarlo tutto".
Cosa fare allora? "E' bene - raccomanda Farnetani - non sottovalutare i pericoli e tenere d'occhio costantemente le pentole sul fuoco".
Quanto ai funghi, "nonostante tutto, le intossicazioni sono ancora molto diffuse nel nostro Paese. Ecco perché - dice il pediatra - suggerirei di non farli mangiare al bambino: non si tratta di un alimento indispensabile per una dieta sana, e dunque in questo caso, nonostante secondo alcune linee guida gli champignon sarebbero consentiti - conclude - privilegerei l'aspetto della sicurezza".
Niente porcini raccolti nei boschi, dunque, per il piccolo di casa, "per evitare ogni possibile pericolo".
Fonte: Adnkronos Salute
Attenzione ai gioielli giocattolo per bambini
L'allarme e' lanciato da uno studio pubblicato dalla rivista Environmental Health Perspectives, in cui sono stati analizzati diversi campioni di questi giochi.
I ricercatori dell'universita' dell'Ohio hanno esaminato 69 gioielli dal costo inferiore ai 5 dollari, soprattutto collane, importati dalla Cina e etichettati come adatti ai bambini, simulando sia le condizioni all'interno della bocca che quelle dello stomaco per verificare la biodisponibilita' del cadmio.
Dei 34 gioielli giocattoli testati in una soluzione simile alla saliva uno ha rilasciato 2 milligrammi di metallo, 100 volte di piu' dei 18 microgrammi consentiti, mentre altri 8 hanno superato il limite di legge.
Per quanto riguarda la biodisponibilita' dello stomaco, simulata con l'immersione in una soluzione di acido cloridrico, due pezzi hanno rilasciato 20 milligrammi di cadmio, cento volte di piu' di quelli consentiti, mentre 14 ne hanno rilasciati 1 milligrammo, mentre il limite e' 0,2.
Risultati ancora peggiori hanno avuto anche i test su frammenti dei gioielli giocattoli, che hanno mostrato di rilasciare quantita' fino a 30 volte maggiori di metallo: "La quantita' rilasciata dai campioni peggiori e' estremamente alta - scrivono gli autori - e sicuramente pericolosa per la salute dei bambini".
Fonte: Salute.agi.it
POSSO FARE LA TINTA IN GRAVIDANZA?
Vorrei sapere il suo parere sulle tinte per capelli durante la gravidanza.
Ho sentito molti pareri discordanti, ma io sono una persona che sta molto attenta all'alimentazione sana, all'esercizio fisico e quindi non voglio assolutamente far assorbire le sostanze chimiche, nocive della tinta.
Le scrivo di seguito gli ingredienti di una tintura che dichiara essere adatta alla gravidanza, leggendo gli ingredienti, mi può confermare che non è nociva per il feto?
Consiglia comunque di evitarla nel 1° trimestre?
Ingredienti: Aqua, Ethoxdiglycol, Propylene Glycol, PEG-50 Palma Amide, Oleic Acid, Hydroxyethylcellulose, Lawsonia Inermis, Chamomilla Recutia, Panicum Miliaceum, Aminomethyl Propanol, BHT, Ascorbic, Acid, Tocopherol, (+/- HC blue n°2, Disperse Violet 1, Disperse Black 9, HC Red n° 3, HC Yellow n° 4, Basic red 51, HC Yellow n° 2, Basic Violet 13, Basic yellow 87, Basic orange 31, 4-Hydroxypropylamino, 3-Nitrophenol), Parfum
Grazie mille!
Cordiali saluti
VELENO CONTENUTO NELLE VERNICI
Mio marito ed io abbiamo fatto laccare un vecchio scaffale degli anni settanta e vorremmo metterlo nella camera di nostra figlia.
Mia madre mi ha messo sull'attenti, in quanto potrebbe essere dannoso per la bimba respirare gli odori.
E' davvero così pericoloso?
Gravidanza: allerta sostanze tossiche
Questo il risultato di una ricerca condotta negli Stati Uniti presso l’Università della California a San Francisco, diretta dalla professoressa Tracey Woodruff e pubblicata il 14 gennaio su "Environmental Health Perspectives".
Sottoposte a test medici, tra il 2003 e il 2004, 268 donne volontarie, in stato interessante, campione rappresentativo della popolazione degli Stati Uniti.
Tra le sostanze nocive interessate, spicca, con una presenza del 96% il bisfenolo A (BPA) utilizzata nella produzione della plastica e nella creazione di lattine alimentari.
Altre indagini scientifiche condotte anche in Europa legano il BPA a maggior rischio di cancro per le madri e problemi di sviluppo, soprattutto celebrale e sessuale, per i figli.
Davanti a tali allarmanti risultati, L'Unione Europea, ha annunciato che dal 2011 verranno messi al bando i biberon fatti con questo composto organico.
La produzione di questo tipo di biberon sarà vietata dal 1° marzo 2011, mentre la commercializzazione e l' importazione dal 1° giugno. La decisione è stata annunciata dalla Commissione Esecutiva dell'Ue.
Nelle donne incinte, presenti anche gli eteri di difenile polibromurato (PBDE). Non mancano bifenili policlorurati, pesticidi organoclorurati (DDT), composti perfluorinati (PFC), sostanza che si trova nel teflon, usato per rivestire le padelle antiaderenti, ftalati che compongono la plastica, idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e perclorato.
Secondo gli esperti, gran parte delle sostanze ritrovate nelle donne, penetrano nel corpo tramite contaminazione alimentare, in seguito cioè all’ingerimento di alimenti e liquidi consumati.
Secondo la ricerca svolta negli USA, l’esposizione a sostanze chimiche durante lo sviluppo fetale pare aumentare il rischio di conseguenze negative sulla salute del nascituro, compresa la nascita pretermine, la morbilità infantile, e la mortalità .
Tali sostanze, infatti, possono attraversare la placenta e contaminare liquido amniotico e sangue del cordone ombelicale e raggiungere facilmente il feto.
Fonte: Guadagno Informa
Pericolo dalle lampadine a risparmio energetico
Questo comporta gravi rischi per la salute, in particolare per i bambini piccoli e per le donne in gravidanza.
Per questo il Centro Tutela Consumatori Utenti di Bolzano chiede di abolire il divieto per le lampadine tradizionali vigente in tutta Europa.
In base al consiglio degli esperti tedeschi, nelle stanze dei bambini, nelle scuole, negli asili o nei centri sportivi andrebbero usate solo lampadine a risparmio energetico, rese però infrangibili con un mantello di protezione o altre misure precauzionali, che impediscano una rottura della lampadina.
"Semplicemente non è accettabile che un prodotto sicuro venga vietato e sostituito da uno potenzialmente pericoloso - si legge in una nota del CTCU - La terza fase del divieto per le lampadine tradizionali è quella di maggior impatto per i consumatori, in quanto le lampadine da 60 watt sono quelle più usate nelle case. Nel caso in cui l'industria non riesca ad offrire lampade a risparmio energetico a prova di rottura e senza potenziale pericolo per i consumatori, è impensabile proseguire con il divieto per le lampadine tradizionali" conclude Walther Andreaus, direttore del CTCU.
Fonte: Helpconsumatori.it
Insetticidi: rischi per il feto
La dottoressa Brenda Eskenazi e colleghi dell’Università della California a Berkley oltre a questa influenza deleteria degli insetticidi contenenti organofosfati hanno anche individuato delle varianti genetiche per cui alcuni bambini potrebbero essere più sensibili all’azione sul sistema nervoso da parte dei pesticidi. Questa scoperta, insieme allo studio pubblicato sulle pagine della versione online del Environmental Health Perspectives, si aggiungono a un crescente corpo di prove che i prodotti chimici siano collegati all’insorgenza della sindrome da iperattività e altri problemi legati allo sviluppo neurologico.
Mostrando preoccupazione per la possibilità che la donna incinta possa assorbire i composti chimici degli insetticidi mediante l’alimentazione o in altri modi, i ricercatori hanno ribadito che l’esposizione a questi agenti compromette la segnalazione dell’acetilcolina nel cervello in via di sviluppo del nascituro, con conseguenze permanenti.
Lo studio ha preso in considerazione un nutrito gruppo di donne messicane incinte a cui sono stati misurati i livelli di dialchil fosfati nelle urine. In seguito al parto sono poi stati seguiti i nascituri dalla nascita fino all’età di 42 mesi (329 bambini), e poi fino a 60 mesi (322 bambini).
Durante questo periodo le madri sono state invitate a compilare un questionario sul comportamento dei propri figli. Infine, raggiunta l’età di 5 anni i bambini sono stati analizzati direttamente dai ricercatori mediante una valutazione psicometrica.
Le analisi hanno mostrato che non vi era un collegamento significativo con problemi comportamentali e l’esposizione agli organofosfati all’età di 42 mesi, mentre è apparsa chiara all’età di 5 anni.
Inoltre, nei bambini che presentavano una variante genetica si è mostrata una maggiore sensibilità all’azione degli insetticidi sullo sviluppo neurologico e mentale. Tuttavia, sottolineano i ricercatori, maggiori studi saranno necessari per confermare come questa variante possa modificare il rapporto con gli organofosfati già nell’utero materno.
«Noi facciamo osservare una tendenza costante e i nostri risultati hanno bisogno di essere replicati in altre popolazioni e, forse, essere messi in comune con studi analoghi per fornire le dimensioni di un campione adeguato», hanno concluso i ricercatori.
Sostanze chimiche nel biberon: il bisfenolo A
Sospettato di essere dannoso per l'uomo sin dagli anni trenta, i dubbi sull'uso del BPA hanno avuto risalto sui media nel 2008, quando molti governi hanno effettuato studi sulla sua sicurezza e alcuni venditori hanno tolto dal mercato i prodotti che ne contenevano.
Poiché il bisfenolo rientra tra le sostanze potenzialmente in grado di interagire con gli equilibri ormonali dell'organismo ed è imputato di avere un effetto sulla fertilità e la riproduzione, nel tempo sono state condotte numerose revisioni sulla sua pericolosità . Recentemente nuovi studi hanno indotto l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) a condurre una nuova valutazione sulla sicurezza di questa sostanza. In base alla revisione globale dei dati degli ultimi 5 anni l'EFSA ha stabilito che ci sono ora le condizioni per definire quale sia l'assunzione giornaliera tollerabile e ha concluso che, valutando i consumi alimentari medi, la quantità di bisfenolo assunto rimane ben al di sotto della soglia di rischio.
Nella valutazione l'EFSA ha posto particolare attenzione ai neonati e ai bambini in quanto sono quelli che, in base al loro peso corporeo, hanno la piĂą alta possibilitĂ di esposizione al bisfenolo. Anche in questa fascia di etĂ l'EFSA ritiene che si tratti di una sostanza sicura. Infatti un bambino alimentato attraverso il biberon, dovrebbe consumare 4 volte il numero usuale di biberon, prima di raggiungere l'assunzione giornaliera tollerabile.
Ma perché allora questo allarme?
Perché nelle plastiche che si usano negli Usa i valori di BPA sono superiori a quelli europei e quindi anziché ridurre la quantità permessa, si è preferito toglierla del tutto.Quali sono le precauzioni da prendersi per avere un biberon "sicuro"?
In ogni caso la prima regola, per l'alimentazione dei neonati, resta preferire l'allattamento al seno, e questo elimina o riduce drasticamente la necessitĂ del biberon. In seconda battuta, le mamme particolarmente preoccupate dal bisfenolo A possono sempre scegliere un biberon di vetro.Nel caso si volesse comunque ricorrere a biberon in plastica sarebbe corretto cambiare il biberon quando dĂ segni di invecchiamento o mostra delle fratture.
Per fortuna comunque le aziende produttrici stanno cercando la soluzione migliore per non perdere quote di mercato. Avent, Disney First Years, Gerber, Nuby, Dr. Brown, Playtex, Mebby, Sitar, Medela e Evenflow hanno annunciato, infatti, di voler eliminare questa sostanza dai loro prodotti.
E quindi?
Occhio alle etichette: i prodotti che contengono bisfenolo A si riconoscono perchè portano il simbolo del triangolo con inscritto il numero 7.Usa: allarme collanine al cadmio
Ancora ritiro di giocattoli, il monito di Greenpeace
Greenpeace ammonisce: “In Italia continuano ad essere ritirati giocattoli ma è seriamente il caso di allargare il range dei controlli anche nel nostro Paese”. L’associazione ambientalista da anni denuncia le sostanze tossiche contenute in alcuni prodotti presenti sugli scaffali Italiani.
Marvel Entertainment Group ha sospeso le consegne dei suoi prodotti Curious George realizzati in Cina e potrebbe ritirare i giocattoli se test urgenti mostreranno che contengono livelli di piombo superiori al consentito, ha annunciato la società .E’ del 2005 un rapporto di Greenpeace in cui si denunciava i prodotti contenenti sostanze pericolose: diversi beni di consumo, fra cui cosmetici, tessili, giocattoli e prodotti per la pulizia della casa; fra i risultati era stata rilevata “la presenza di sostanze dannose negli abiti per bambini della Disney e in 36 marche di profumi. Due i giocattoli risultati più tossici “Barbie Fashion Fever” e “Spiderman Flip n’Zip”. Pericolose anche le stampe presenti sulle T-shirt sportive per bambini, la “Maglia bielastica Beba Girl collection (5 anni)” e la “K.T.Shirt MC Sport&Stripes”. Potenzialmente pericolosi anche diversi prodotti per la detergenza dei bambini.”
“I recenti scandali sulle importazioni di prodotti dalla Cina – spiega Vittoria Polidori, responsabile della campagna Toxic di Greenpeace - a partire dai dentifrici ai giocattoli e tessuti per bambini, che sono stati proibiti in Europa ed in America perché considerati pericolosi per la salute, impongono una riflessione profonda sulla necessità di adottare da una parte una regolamentazione internazionale in materia che possa uniformare il settore e dall’altra di effettuare controlli più severi”.
Greenpeace chiede alla Commissione europea di aumentare la pressione per adottare REACH (la recente riforma della chimica europea) ed il principio di sostituzione a livello globale così da evitare la coesistenza di differenti standard e linee di produzione industriale tra i paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo, oltre che spingere l’industria ad eliminare tutti quei composti potenzialmente pericolosi per sostituirli con altri sicuri. Questi episodi mostrano, ancora una volta, ai nostri decisori politici i limiti del principio del “controllo adeguato” delle sostanze pericolose, che una volta prodotte ed immesse sul mercato rientrano inevitabilmente nell’ambiente e quindi, attraverso la catena alimentare, arrivano a contaminare anche l’uomo.
“Le cattive gestioni industriali dovute a ragioni essenzialmente economiche – ammonisce Vittoria Polidori - non devono in alcun modo ledere e compromettere la salute dei lavoratori, dei consumatori e dell’ambiente in genere”.
Per maggiori informazioni: www.greenpeace.it





















