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  • Maria Ferrari: la maternitĂ  come vocazione

    Maria Ferrari: la maternitĂ  come vocazione Photo from Amlife
    La Dott.ssa Maria Ferrari, dirigente medico presso la Clinica Ostetrico Ginecologica dell’Istituto Mangiagalli di Milano, è una mamma che è riuscita a ottenere grandi soddisfazioni nel mondo del lavoro e a fondare un’associazione per la salvaguardia della vita di mamme e bambini.

    Maria Ferrari e la carriera

    Il suo curriculum è davvero invidiabile: allieva del Prof. Giorgio Pardi, luminare nel campo della ginecologia a livello italiano e internazionale, Maria Ferrari inizia la propria carriera all’Ospedale San Paolo quando i suoi figli hanno 5 e 6 anni.

    Decisa a dedicarsi alla chirurgia, campo a forte predominio maschile, diventa un’esperta di ginecologia chirurgica e di senologia. Oggi ha all’attivo più di 4000 interventi.

    Citiamo alcune fra le molte esperienze che hanno segnato la sua crescita professionale: nel 1990 lavora all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano con Umberto Veronesi; nel 1997 approfondisce la tecnica chirurgica laparoscopica alla Standford University School of Medicine in California; nel 1998 assume la responsabilità del Reparto di Ginecologia chirurgica dell’H San Paolo. Si trasferisce nel 2004 alla Mangiagalli dove diventa responsabile dell’Unità operativa Semplice di ginecologia dell’età postriproduttiva prima (2004-2007) e della sala parti e puerperio poi (2008-2009).
    Al lavoro di chirurgo, affianca attività di ricerca e di docenza e fino al 2007 è il braccio destro del Prof. Giorgio Pardi, sia in ospedale che presso l’Università degli Studi di Milano. Dal 2001, insegna nella I Scuola di Specializzazione in Ostetricia e Ginecologia, sempre all’Università degli Studi.

    Maria Ferrari e la difesa della vita

    Maria Ferrari è anche ideatrice e presidente di AMLife, associazione che si propone di salvaguardare la vita di donne e bambini nella provincia di Esmeraldas, zona nel nord dell’Ecuador segnata da indigenza e narcotraffico.

    Abbiamo intervistato la Dott.ssa Ferrari riguardo a questo progetto:

    Oltre al lavoro al Mangiagalli, all’attività didattica e al tempo che dedica alla ricerca scientifica, lei è anche l’ideatrice e la responsabile di un progetto per aiutare le donne di una zona molto povera dell’Ecuador. Come nasce questa idea?
    “L’anno scorso sono stata invitata ad inaugurare la sala operatoria nell’ospedale di San Lorenzo, una piccola città nella provincia di Esmeraldas in Ecuador. Durante la mia permanenza, sono state raggruppate tutte le pazienti che necessitavano un intervento di chirurgia ginecologica. Ho passato 15 giorni ad operare dalla mattina alla sera. A contatto con quelle donne, mi sono resa conto che avrei potuto fare qualcosa per salvare molte vite. Così è nato il Progetto Esmeraldas".

    Perché muoiono tante donne in Ecuador?
    I fattori sono numerosi. Innanzitutto, la provincia di Esmeraldas è una zona povera afflitta dalla piaga del narcotraffico. Il clima favorisce il diffondersi di malattie quali la malaria. La maggior parte della popolazione vive in piccoli villaggi in riva al fiume e si sposta con le canoe, quindi i collegamenti sono molto difficili. Molte donne partoriscono in casa. Ma anche quelle che partoriscono negli ospedali rischiano di morire perché le strutture del luogo non sono attrezzate per garantire parti sicuri. Così molte donne e molti bambini muoiono durante il parto o durante il puerperio.
    Quasi l’1% delle donne muore di parto, quasi il 10% dei neonati nascono morti o muoiono nelle prime settimane, oltre il 15% nel primo anno di vita. Sono tutte morti evitabili!

    Quali sono esattamente gli obbiettivi del Progetto Esmeraldas?
    “Il Progetto Esmeraldas si pone l’obbiettivo di ridurre i casi di morte sia delle madri che dei figli durante la gravidanza, il parto e il puerperio, costruendo una nuova maternità per l’ospedale di San Lorenzo. In sostanza, dobbiamo rinnovare le strutture, acquistare le attrezzature necessarie e affiancare del personale italiano a quello locale per istruirlo e assisterlo. Per gli interventi è poi necessario organizzare missioni a scopo chirurgico con alcuni “senior”. Io sono fra questi e parto per San Lorenzo 4 volte all’anno per operare tutte le donne che ne hanno bisogno”.

    Come si può contribuire al Progetto Esmeraldas?
    “Chiunque può fare delle donazioni: per i dettagli basta visitare il sito www.mangiagallilife.com".

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